ECOLOGIA ED ENERGIA
maggio 2004
METTIAMOLO ALLA LUCE DEL SOLE

Un'amministrazione comunale che intenda farsi promotrice delle fonti
rinnovabili deve innanzi tutto inserire specifici programmi nella politica
della gestione del suo territorio. Con grande lungimiranza (già
nel 1999) il Comune di Mariano Comense ha previsto, nell'ambito del proprio
programma relativo alla tutela ambientale, il progetto su "Qualità
dell'aria, rumore ed energia". Il progetto prevede esplicitamente
l'attuazione di un programma sperimentale mirato alla diffusione della
tecnologia del solare fotovoltaico negli edifici pubblici e si è
concretizzato con l'installazione di un impianto fotovoltaico di
circa 100 mq situato nel cortile di ingresso della Scuola Media.



L'impianto è collocato su di una tettoia al di sotto della quale
è stato realizzato un ricovero per biciclette, con un effetto estetico
nel complesso discreto e piacevole. La potenza dell'impianto è
pari a quasi 10 kW, cioè la potenza massima installabile per un
contratto Enel di questo tipo. Ciò significa che, al momento attuale,
non conviene installare una potenza superiore al fabbisogno in quanto
l'eccedenza di produzione non può essere ceduta al gestore della
rete a fronte di un corrispettivo in denaro. Nella situazione della scuola
di Mariano C.se abbiamo dunque un impianto che, durante i mesi invernali
ha una produzione inferiore al fabbisogno, compensata da energia fornita
dall'Enel. Durante i mesi estivi invece la produzione in eccesso (la scuola
è chiusa!) è ceduta alla rete, perciò non è
affatto sprecata, anzi ne consegue un guadagno collettivo in quanto va
ad aumentare l'offerta a una domanda di energia che ha il suo picco proprio
in estate.


Per molti la risposta alla torrida estate del 2003 è stata accendere
ed installare un impianto di condizionamento, ma gli ingenti prelievi
di energia dalla rete sono stati tra i maggiori responsabili del (anzi
'dei'!) black-out avvenuti.

Se questo aumentato fabbisogno di elettricità venisse soddisfatto
attraverso il ricorso ad energia rinnovabile costituirebbe un indubbio
vantaggio per l'intera collettività, in quanto non giustificherebbe
la costruzione di nuove centrali, svincolandoci dalle fonti esauribili,
come il petrolio, e di conseguenza diminuirebbe le emissioni di anidride
carbonica, responsabile dell'effetto serra.



Come viene incentivato il ricorso alle fonti rinnovabili?

Attualmente il sistema di incentivazione al ricorso alle fonti rinnovabili
di energia è basato sulla concessione di contributi a fondo perduto,
attraverso bandi promossi dalle Regioni. Ciò consente da un lato
agli enti locali ed ai privati cittadini di abbreviare considerevolmente
i tempi di ammortamento dell'investimento che l'installazione di questi
impianti comporta (10-12 anni invece che 30). Dall'altro lato tuttavia
il beneficio si esaurisce con l'ottenimento del contributo in conto capitale,
in quanto una volta installato l'impianto non esiste la possibilità
di rivendere l'energia prodotta in eccesso.

Il 29 dicembre 2003 è stato però approvato un decreto legislativo
in attuazione della direttiva europea relativa alla promozione dell'energia
elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno
dell'elettricità (dlgs 29/12/2003 n. 387) che introduce di fatto
un nuovo sistema di incentivazione, cosiddetto "alla tedesca".
In Germania infatti gli enti pubblici o i privati cittadini che hanno
installato un impianto fotovoltaico hanno la possibilità di rivendere
alla società che gestisce la rete elettrica l'energia prodotta
in eccedenza, ripagandosi in tal modo la spesa sostenuta per l'impianto.
Il decreto prevede nello specifico la possibilità di rivendere
l'elettricità al gestore ad una "specifica tariffa incentivante,
di importo decrescente e di durata tale da garantire un'equa remunerazione
dei costi di investimento e di esercizio". Tale tariffa dovrebbe
aggirarsi intorno ai 50 centesimi di euro, contro i 15/20 della tariffa
media attualmente vigente in Italia. In questo modo si passa da un sistema
di incentivazione basato su contributi in conto capitale ad un sistema
basato su incentivi in "conto energia". In Germania questo
sistema di incentivi ha di fatto aperto la strada allo sviluppo ed alla
diffusione del fotovoltaico, portando il paese al secondo posto nel mondo
dopo il Giappone in termini di potenza installata, con 380 MW di picco
(contro i 27 dell'Italia).



Per un'affermazione della cultura alle fonti rinnovabili

Iniziative come quella di Mariano C.se sono in gran parte dovute ad un
personale interesse ed impegno da parte di singoli amministratori locali.
Se fino ad ora il sistema di incentivazione alle fonti rinnovabili non
ha prodotto grandi risultati in termini di diffusione di queste tecnologie,
ciò è dovuto allo scarso sforzo di informazione che ha accompagnato
i bandi delle Regioni. Proprio per questo sono ancora più lodevoli
casi come quello analizzato. Soprattutto in vista dell'introduzione del
nuovo sistema di incentivazione sarebbe auspicabile l'organizzazione di
una campagna di comunicazione diretta sia ad operatori degli enti
locali sia ai privati cittadini sui vantaggi economici ed ambientali del
ricorso alle fonti rinnovabili. Gli enti locali in particolare potrebbero
farsi promotori della diffusione di queste fonti energetiche, avendo la
possibilità ed i mezzi per installare potenze superiori al proprio
fabbisogno (sfruttando la possibilità di rivendere l'energia ad
un prezzo molto interessante), e dando così il "buon esempio"
ai cittadini. Naturalmente queste azioni dovrebbero essere supportate
da iniziative dimostrative, come attività di sensibilizzazione
nelle scuole locali o iniziative di presentazione o di apertura al pubblico
degli impianti. Gli enti locali potrebbero infine dare il via a campagne
di 'promozione finanziaria' illustrando ad eventuali aziende interessate
i vantaggiosi ritorni dagli investimenti in impianti rinnovabili, presentandoli
come alternativa di investimento remunerativo.


Non è fantascienza immaginare città in cui scuole, case,
capannoni industriali ed edifici pubblici siano coperti da celle fotovoltaiche
e in cui l'aria sia più pulita.


Per approfondire

· D.Lgs n.387 del 29 dicembre 2003, attuazione della direttiva
europea 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta
da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità.

· https://www.tazioborges.it

· https://www.energia.regione.lombardia.it

· https://www.ors.regione.lombardia.it/AreaEnergia/

· https://www.puntoenergia.com/


Paola Amadei e Barbara Bonori

 
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