Sembrerebbe paradossale ma c'è ancora qualcuno che getta i bastoncini
per le orecchie nel wc. Lo sanno anche i bambini che si deve gettare solo
la carta igienica. E' un inquinamento gratuito.
Proprio perchè piccoli e sottili i cotton fioc sono diventati
un problema ambientale. La brutta abitudine di gettare i bastoncini nel
wc di casa ha portato a ritrovarceli nelle acque dei nostri laghi, mari
e sulle spiagge. Questo perché riescono a superare l'ostacolo delle
griglie di pulizia all'ingresso dei depuratori delle acque reflue urbane
disponendosi nel senso del flusso della corrente e perché sono
costituiti da materiale non biodegradabile: la plastica.
Lo sanno bene anche i funzionari della provincia di Como che la scorsa
estate hanno condotto un'indagine sui rifiuti "galleggianti"
ripescati nel lago. E' emerso che la metà della plastica raccolta
dai battelli spazzini (il 5% del totale, il resto era materiale vegetale)
era costituita da cotton fioc.
Per risolvere questo problema la legge italiana vieta la produzione di
bastoncini per le orecchie non biodegradabili dall'ottobre 2002 grazie
anche all'innovazione tecnologica dei biopolimeri.
I ricercatori hanno unito la chimica all'agroindustria, con l'obiettivo
di sviluppare prodotti chimici a basso impatto ambientale utilizzando
materie prime di origine agricola. Il risultato si chiama Mater-Bi (brevetto
dell'azienda Novamont), il primo polimero biodegradabile che deriva da
amido di mais, non geneticamente modificato. La sua capacità di
decomporsi è prossima a quella della cellulosa e, provenendo da
risorse rinnovabili di origine agricola, diminuisce le emissioni di gas
ad effetto serra, riduce il consumo di energia e di risorse non rinnovabili.
Le sue caratteristiche gli permettono di essere utilizzato in diverse
applicazioni dall'agricoltura all'industria, dall'imballaggio ai giocattoli,
dai sacchi e sacchetti (i sacchi per la raccolta dell'organico), alle
penne (green pen) ai cotton fioc.
Oltre ad essere biodegradabile è anche compostabile. I prodotti
in Mater-Bi dopo l'uso si biodegradano mediamente nel tempo di un ciclo
di compostaggio, sul quale inoltre non hanno nessun effetto negativo.
Il prodotto eco-compatibile ha bisogno però di essere tutelato
e promosso, e contemporaneamente deve dare garanzie della propria utilità
ambientale.
Per questo Novamont promuove l'analisi del ciclo di vita del prodotto
(LCA), misurando il suo impatto durante tutta la sua vita, dalla produzione
allo smaltimento e volontariamente s'impegna a comunicare in modo oggettivo
e trasparente le prestazioni ambientali del prodotto (con la EPD, dichiarazione
dell'eco-prodotto).
E' stato più facile inventare un nuovo materiale piuttosto che
correggere un comportamento del cittadino.