ECOLOGIA ED ENERGIA
marzo 2004
E ORA TOCCA AL TETRA PAK

La raccolta differenziata apre le braccia all'unico materiale che ancora
mancava all'appello: il cartone per bevande, ovvero il Tetrapak (dal nome
della società multinazionale Tetra Pak che lo produce).

Le esperienze si cominciano a vedere nel nord Italia, in primis in Emilia
terra che ospita la sede Tetra Pak Italia, ma ora anche in Lombardia,
dove il consorzio pubblico di igiene ambientale dell'est milanese (CEM)
nell'ottobre del 2001 ha cominciato la sperimentazione nei comuni di Bellusco
e Mezzago.

Al dicembre 2002 i risultati sono stati significativi, il livello di raccolta
a Bellusco ha toccato l'82% dell'immesso al consumo.

Ora che la raccolta è stata estesa a tutto il bacino le aspettative
sono altrettanto ottimiste, tanto più che i cittadini grazie alla
raccolta differenziata hanno già visto diminuire negli ultimi 10
anni la tassa sui rifiuti del 58%. Infatti una tale strategia, cioè
quella di spingere e incrementare la raccolta differenziata, va a tutto
vantaggio non solo dell'ambiente ma anche delle tasche di Comuni e cittadini,
questo perché si riduce nettamente la frazione di rifiuto secco
da smaltire negli impianti tradizionali come discarica e inceneritore,
che hanno ingenti costi. Anzi, mentre il Comune deve pagare per sostenere
i costi di smaltimento, al contrario riceve un incentivo per il materiale
proveniente dalla raccolta differenziata da parte dei Consorzi per il
riciclo e recupero.


Come tutti i materiali della raccolta differenziata anche il tetrapak
viene riciclato e riutilizzato per fabbricare oggetti, prodotti per la
casa ecc.

In Italia esiste un solo impianto (a Santarcangelo, nei pressi di Rimini)
capace di trattare questo materiale. Indispensabile per la sua realizzazione
è stata la collaborazione di Tetra Pak Italia che da anni è
impegnata a rendere il ciclo di vita dei suoi prodotti ad impatto minimo
verso l'ambiente. In questo modo l'azienda si assicura tutto il mercato
che ruota intorno ai suoi imballaggi, non solo la produzione ma, con lungimiranza,
anche il riciclo.

Il riciclaggio del tetrapak consiste innanzi tutto nella separazione della
parte cellulosica da quella di alluminio e polietilene attraverso un lavaggio
ad acqua. Il cartone poi viene avviato al riciclo in cartiera e prende
il nome di cartalatte, con la quale si possono ottenere quaderni, biglietti
da visita, carta per stampante, sacchetti per la frutta e altri tipi di
supporti cartacei. Il rimanente, alluminio e polietilene, invece prende
il nome di maralhene, una specie di plastica morbida con la quale si possono
realizzare gadjet, vasi, giochi per bambini.

"Quello che conta è sottrarre altro materiale all'incenerimento
- afferma Daniela Mazzuconi, Presidente Cem - e riuscire a ricavare qualcosa
di utile senza utilizzare nuova materia. Questa è la scommessa
vera del nostro tempo: consumare meno materie prime per inquinare di meno
ma soprattutto per avere uno sviluppo più equilibrato e più
equo." Equilibrato rispetto la natura e l'ambiente, cioè sostenibile,
ed equo rispetto a una più giusta distribuzione di risorse tra
gli uomini e donne del nostro pianeta. Insomma una scelta che guarda al
futuro.

Questa è la filosofia della società sostenibile che fa cadere
la teoria per cui consumare in modo eccessivo è segno di benessere
e sviluppo. Al contrario scommette sulla teoria inversa: riuscire a consumare
il meno possibile mantenendo i comfort attuali. Una bella scommessa.




Cos'è il tetra pak

Tetra Pak è sinonimo di cartone per latte, per succhi e bevande.
E' fatto di un materiale composito che si definisce poliaccoppiato.


Benchè sia l'emblema dell'usa-e-getta, le caratteristiche dell'imballaggio
tetra pak gli permettono di essere un'ottima alternativa a quelli tradizionali
come vetro e plastica, grazie all'unione di carta (al 75%), plastica (polietilene
al 20%) e alluminio (al 5%) che furono 'accoppiati' per la prima volta
nel 1961.


Questi tre diversi materiali garantiscono la conservazione del prodotto
anche per lunghi periodi, perché il sottile strato di alluminio
(che ha uno spessore di 6,3 micron) ha la duplice funzione di fare da
barriera sia alla luce che all'ossigeno. Questa funzione è indispensabile
per mantenere inalterate le proprietà organolettiche e nutrizionali
dei prodotti che contiene.

Le caratteristiche di questo imballaggio sono eccezionali in quanto è
leggerissimo, igienico, asettico, ideale per prodotti a lunga conservazione
come latte, succhi di frutta ecc. Inoltre la sua forma permette di ottimizzare
gli spazi nelle fasi di trasporto.


Barbara Bonori
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