NATURA
luglio 2001
GLI STUDENTI FANNO VEDERE LE STELLE

Navigando nel sito della Regione Lombardia, al link "normativa regionale",
nella categoria "interventi nell'economia" si trova una legge
di tutela dell'ambiente: la L R. n. 17 del marzo 2000. Titola: "Misure
urgenti in tema di risparmio energetico ad uso di illuminazione esterna
e di lotta all'inquinamento luminoso".


E' una buona legge, si dice, fortemente voluta dagli appassionati astrofili,
dagli ambientalisti e sostenuta dalla raccolta di 27.000 firme. Finalmente
si parla in concreto di un tipo di inquinamento, quello luminoso, quasi
sconosciuto e sottovalutato, talvolta addirittura liquidato come "capriccio"
di pochi, e che, mi viene da pensare, abbia dovuto far forza sull'aspetto
economico del problema prima ancora che su quello ambientale e culturale,
per essere preso in seria considerazione.


L'inquinamento luminoso è il fenomeno per cui l'atmosfera illuminata,
spesso scriteriatamente, da fari, lampioni, torri - faro, globi, ecc.
viene resa "opalescente" e in misura maggiore quanto più
si combina con la presenza di inquinanti nell'atmosfera.


Ne deriva una serie di conseguenze ambientali.

La prima e immediatamente verificabile è che le stelle non sono
più visibili: in quasi tutta la Pianura Padana la Via Lattea non
si vede più e particolarmente scarso è il numero degli astri
che riusciamo a vedere rispetto ai circa 6.000 che in condizioni normali
potremmo distinguere ad occhio nudo.


Il rischio è quello di perdere i contatti con l'osservazione del
cielo e di conseguenza interrompere il legame tangibile con il germe plurimillenario
della cultura scientifica.


L'illuminazione notturna, inoltre, agisce sugli equilibri degli ecosistemi:
l'alterato ciclo notte - giorno sottopone le piante, soprattutto quelle
dei giardini e dei viali cittadini, ad uno stress da "iperlavoro"
rendendole più vulnerabili agli attacchi dei parassiti che invece
approfittano della luce e del calore supplementare dei lampioni per moltiplicarsi
più rapidamente.


E ancora fenomeni di abbagliamento o di scorretta illuminazione (come
esagerate insegne pubblicitarie luminose; fanali che illuminano male disperdendo
luce verso l'alto e non sulla strada; tratti stradali illuminati a giorno
seguiti da tratti bui) sembrano essere causa non trascurabile di incidenti
stradali.


Queste, in due parole, alcune delle tante conseguenze.


Su tutto incombe la bolletta energetica. Consumiamo energia e paghiamo
a spese nostre e soprattutto dell'ambiente, anche per tutta quella luce
che viene dispersa o verso l'alto o dove non serve (o addirittura è
dannosa), nonché per tutti gli impianti mal progettati e per tutte
le lampade ad alto, anziché basso, consumo impiegate, che per di
più creano problemi di smaltimento per le sostanze altamente tossiche
che contengono.


Secondo dati di Legambiente e dell'Unione Astrofili Italiana (U.A.I.)
lo spreco può essere quantificabile, nelle città italiane,
in 450 miliardi di lire annui!


Benvenute, quindi, le leggi regionali: a quando quella nazionale?


Nel frattempo il mondo ambientalista consolida il proprio lavoro, soprattutto
per quanto riguarda la sensibilizzazione dell'opinione pubblica: è
ormai ricorrenza annuale la Giornata Nazionale sull'inquinamento
luminoso.


Anche la scuola non è estranea a questo impegno. Promossa, nel
1998, dall'allora Sottosegretario al Ministero della Pubblica Istruzione,
Carla Rocchi, in collaborazione con U.A.I. e Legambiente, ha preso il
via l'iniziativa "Gli studenti fanno vedere
le stelle"
.


Dalla lettura delle attività programmate dalle scuole nell'ambito
di questa iniziativa, risulta che non si tratta solo di un progetto di
educazione ambientale e scientifica per gli studenti. E' anche uno strumento
di rilevazione dell'inquinamento luminoso da un lato, e un canale di sensibilizzazione
dell'opinione pubblica dall'altro.


Dall'iniziativa è nata una rete di scuole diffusa su tutto il
territorio nazionale, rete che a tutt'oggi conta un centinaio di istituti
coinvolti, soprattutto superiori, che si coordinano attraverso una "scuola
polo" (Liceo Russell di Roma).


Ciascuna scuola, nell'ambito di questo progetto e in particolare nella
settimana di osservazione del cielo (che quest'anno si è svolta
dal 25 al 31 marzo
) organizza particolari attività relative
all'inquinamento luminoso nel proprio territorio, spesso collaborando
con gruppi di astrofili.


Tutte assieme, inoltre, organizzate in una rete di rilevamento, hanno
realizzato un monitoraggio dell'inquinamento luminoso, i cui risultati
e modalità operative sono raccolti nel sito della scuola polo www.liceorussell.roma.it/Astronomia


Per chi volesse saperne i più sull'inquinamento luminoso e sulle
iniziative ad esso collegate, il consiglio è di fare una capatina
nei siti:

www.uai.it

www.vialattea.net/cielobuio/


Virginia Mazzuchetti

 
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