Parlare di educazione ambientale, significa riferirsi
ad un percorso culturale, in continua evoluzione da qualche decina d'anni, a
cui hanno contribuito i soggetti più diversi a livello locale, nazionale
, internazionale.
Un panorama amplissimo, nato in concomitanza con la consapevolezza sui rischi
per il futuro che le prime drammatiche emergenze ambientali hanno indotto nella
società.
La necessità di educare ogni individuo alla salvaguardia dell'ambiente,
sempre più inteso come valore anche etico, si è presto concretizzata
in azioni educative dirette alla scuola e al tempo stesso richieste dalla scuola
e più e più volte auspicata anche dagli organismi istituzionali
(chi non ricorda in tal senso la Dichiarazione di Tbilissi
del 1977, la Conferenza di Rio del 1992 e, a livello nazionale, i tanti
protocolli e intese tra cui vale la pena di citare, fra i più recenti,
l'accordo tra il Ministero dell'Ambiente e il Ministero
della Pubblica Istruzione del febbraio 1996 e la
Carta dei Principi di Fiuggi).
Durante questo percorso, il senso stesso dell'educazione ambientale si è
evoluto: da un primo "educare sull'ambiente" si è passati a
"educare a favore dell'ambiente" e l'annoso dibattito se introdurre
a scuola l'ambiente come disciplina o come contenuto di ogni materia, è
stato superato dal suo riconoscimento come valore e inglobato nel contesto più
ampio dell'educazione allo sviluppo sostenibile ("per garantire il soddisfacimento
dei bisogni attuali senza compromettere le possibilità delle generazioni
future" - come recita la Carta di Fiuggi).
A tutto ciò è corrisposto un rapporto fattosi nel tempo sempre
più stretto ed ora volto ad una proficua interdipendenza tra scuola e
territorio.
Nell'ambito di questo rapporto, con particolare riferimento all'area milanese
ove operiamo, mi sembra doveroso citare brevissimamente, per gli obiettivi che
si prefigge, la rete di insegnanti referenti ambientali,
che da anni si occupa di ambiente e di sviluppo sostenibile per veicolarne nelle
scuole i contenuti, per favorire la progettualità delle scuole nell'ambito
dell'E.A., per raccordarsi con le risorse didattiche del territorio, con le
associazioni, con le amministrazioni pubbliche.
Anche la realtà esterna alla scuola offre un ricco panorama di attività:
si distingue l'impegno di istituzioni per loro vocazione "ambientali"
(come i parchi, alcuni dei quali offrono veri e propri Piani
di Offerte Formative: ad esempio quello delle Groane,
per citarne uno) e l'impegno di istituzioni per definizione impegnate nell'E.A.
(i CREA, il Laboratorio Territoriale
Laura Conti, ecc). Meritano uno sguardo anche le proposte degli Enti
Locali che si sono fatti promotori di alcune esperienze veramente notevoli,
alcune delle quali, negli anni '80, hanno fatto realmente storia: ad esempio
"Ambiente s'impara", nato in seno alla Provincia di Milano o "Scuola-Ambiente"
del Comune di Milano (inspiegabilmente abbandonati o addirittura soppressi dai
rispettivi enti). Ancora oggi tuttavia Regione Lombardia, Provincia di Milano,
Comuni, Consorzi, attuano una serie di progetti rivolti alle scuole che vanno
dall'aggiornamento, ai laboratori didattici, alla realizzazione di materiali
educativi spesso nell'ambito di servizi organici (Girambiente della Provincia
di Milano; Expò ScuolaAmbiente della Regione Lombardia: interessanti
esempi lasciati in balia della sensibilità degli amministratori di turno).