EDITORIALE
febbraio 2005
PERCHE' NO
Forse non valeva neppure la pena di prenderlo sul serio. Non c'è
nulla che lo irriti più dell'indifferenza. Fatto sta che il grande
illusionista, messo alle corde dai fallimenti delle sue innumerevoli promesse
mancate, molto più in affanno di quanto i suoi stessi avversari
siano in grado di valutare, ha cercato l'ennesimo colpo di teatro. Era
chiaramente stizzito per il calo di attenzione mediatica, dal silenzio
con cui finalmente molti stanno imparando a reagire alle sue provocazioni.
Inoltre ultimamente aveva avuto il suo bel da fare a rintuzzare l'indisciplina
della sua corte di camerieri e lacchè in odore di (finto) ammutinamento.
Insomma, aveva disperatamente bisogno di cavare un trucco ad effetto,
dal suo cilindro un po' logoro e consunto. Qualcuno dei suoi (il fido
finanziere creativo?) deve avergli suggerito un altro modo per tenere
desta l'attenzione. Facendo impallidire con un solo colpo la grandiosità
e la magnificenza delle grandi opere, realizzate finora solo con un tratto
di pennarello sulla lavagna di un teatrino da avanspettacolo, appena tre
anni fa. Insomma, qualcosa davanti a cui persino l'impresa del famoso
ponte delle illusioni (o degli incubi) finisse per essere ridotta al rango
di una qualche operetta pubblica di secondo piano.

Il Paese sbanda paurosamente sull'orlo dell'arretramento economico e della
marginalizzazione? Niente paura. Il grande affabulatore, il nostro Houdini
della politica, ha la soluzione a portata di mano, pronta per essere affissa
in formato 6x3 sui cartelloni elettorali delle prossime elezioni, assieme
al suo faccione, un po' troppo pensieroso e bolso, per la verità,
nonostante i ritocchi vari.

Lo slogan è pronto e recita a caratteri cubitali " PIÙ
ENERGIA NUCLEARE PER TUTTI"
.

Per la verità qualche onesto commentatore, molti cronisti scientifici,
persino più di uno scienziato o ricercatore ha persino provato
a spiegare. Si sono affannati a produrre grafici, tabelle, analisi di
costi e benefici per dimostrarci che, conti alla mano, valutando le esternalità..,
considerato il problema delle scorie…, i costi del decommissioning…
operate le distinzioni tra nucleare di seconda e quarta generazione…
le scorte delle fonti fossili, le energie rinnovabili… insomma forse
qualche problema ci sarebbe, da approfondire, da chiarire. Magari meglio
farlo prima, dell'annuncio ad effetto. Qualche nostalgico, pochi in verità,
con lo spirito dell'ultimo giapponese nella giungla, ha urlato un entusiastico
"finalmente!", ma la sua voce si è spenta tra le moltitudini
silenziose. La non notizia infatti, dopo due giorni era sparita dalle
pagine dei giornali. E lui? L'istrione, il venditore di sogni nel cassetto,
il nostro prestigiatore, l'amico del posteggiatore canzonettista, resosi
conto del flop della sua sortita ha preferito tornare alle sue solite
invettive (uffa!) contro il vento, contro i nemici immaginari di una guerra
inesistente. Lasciamolo a combatterla da solo, chissà che non lo
vinca la sua stessa noia.

Ecco perché no. Non gli rispondiamo neppure. Quando vorremo tornare
seriamente a parlare di nucleare e dei suoi rischi, di energie e Kyoto,
di ambiente e sviluppo, cercheremo modi, argomenti, ragioni differenti
e soprattutto interlocutori - anche che la pensino diversamente da noi
- un po' più seri ed onesti per farlo.
Alberto Perrotti

 
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