EDITORIALE
dicembre 2004
E' IL TEMPO DELLA RIVOLUZIONE (ECOLOGICA).

Nell'editoriale del mese scorso ricordavamo come in Italia il Piano di
Allocazione Nazionale delle autorizzazioni ad emettere co2 (strumento
di cui ogni nazione europea si è dotata per raggiungere i risultati
previsti nel protocollo di Kyoto) non ha puntato sulla modernizzazione
del sistema industriale e pertanto saremo costretti a ricorrere massicciamente
all'acquisto di crediti di emissione sui mercati esterni, ovvero quella
che avrebbe potuto essere colta come una opportunità, diverrà
un ulteriore carico di costi per la nostra nazione.


Ove ciò non bastasse il recente provvedimento finalizzato ad ottenere
"quasi simbolici" sgravi fiscali non si muove nel senso di favorire,
per le imprese, investimenti ed innovazione tecnologica, ma, con tutta
probabilità premierà, prevalentemente, il consumo di beni
importati (alta tecnologia tv, PC, ecc.) visto anche che i risparmi maggiori
saranno ottenuti dai soggetti a più alto reddito i quali hanno
minore propensione ai consumi di base.


I tagli alla scuola ed alla università, rendendo ancor più
difficile formazione e ricerca, completano un disegno che, alla ricerca
di effimeri benefici, da una ulteriore spallata alla competitività
del sistema imprese, deprime e scoraggia la ricerca innovativa, soprattutto
quella di base, appesantisce ulteriormente la nostra dipendenza dal resto
dell'Europa e dell'intero mercato mondiale e per molti è un vero
e proprio boomerang fiscale che verrà a scadenza nel giro di pochi
mesi.


La risposta non può che essere quella di una programma alternativo
di governo che faccia della modernizzazione ecologica il perno di una
strategia che riguardi tutti gli aspetti del sistema produttivo, sociale,
economico.



Innanzi tutto puntando sulla riconversione ecologica dei processi produttivi,
incentivando tecnologie pulite, più sicure, a basso consumo energetico
accompagnate da processi di recupero di energia, calore e prodotti di
scarto, similmente per la qualità dei prodotti e degli imballaggi:
il risultato da perseguire è aumentare la competitività
dei prodotti in un mercato globale eccessivamente affollato nella fascia
meno qualificata e nel contempo abbattere l'elevato numero di morti sul
lavoro, contribuire al risanamento dell'ambiente ed alla salute pubblica,
innalzare il ruolo della ricerca scientifica.


Molta parte di quanto sopra descritto dovrà passare attraverso
un progressivo affrancamento dal petrolio attraverso un programma nazionale
e piani regionali per il risparmio e l'efficienza energetica che dovranno
prevedere strumenti incentivanti l'uso di energie rinnovabili (eolico,
solare termico, fotovoltaico), risparmi energetici negli edifici, introduzione
generalizzata di elettrodomestici a basso consumo energetico, ammodernamento
tecnologico delle ferrovie e del sistema di trasporto via mare.


Infine per tornare sull'argomento di questi giorni occorre operare sul
sistema fiscale attribuendogli oltre ai tradizionali obiettivi di reperimento
di risorse per finanziare servizi e di ridistribuzione del reddito, quello
di sostegno ai processi di riconversione ecologica, ai processi di sostituzione
tra energia prodotta da petrolio ad energia prodotta da fonti rinnovabili,
ai processi di ristrutturazione degli edifici al fine di ottenere benefici
energetici ed ambienti più sicuri e più sani.



Sergio Saladini

 
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