EDITORIALE
giugno 2004
THE DAY AFTER TOMORROW


E' il titolo di una delle più recenti opere hollywoodiane, descrive
le conseguenze di una gestione dell'ambiente irrispettosa degli equilibri
tra uomo, aria, risorse e soprattutto l'avida grettezza di chi antepone
gli interessi economici a quelli dell'uomo e della natura.


La punizione per chi, con emissioni in aria, ha provocato la salita incontrollata
della temperatura, sarà uno scioglimento dei ghiacci, la modifica
delle caratteristiche dei mari, che non più calmierati dalle correnti
provenienti da sud, raffredderanno la temperatura della propria massa
con conseguente nuova glaciazione dell'emisfero nord, per intenderci quello
che comprende America ed Europa.


Segue redenzione e ripartenza dell'umanità, americana soprattutto,
nel sud del mondo, Messico in particolare, che in cambio della cancellazione
dei debiti accoglie milioni di profughi.

E gli europei, direte voi? Non se ne sa nulla forse l'autore del film
non ha ritenuto proponibile analoga generosa accoglienza da parte dei
popoli di questo sud del mondo, in gran parte islamico e dove ?, forse
in Algeria, in Siria, in Palestina o in Iraq.?


Film ricco di effetti speciali e di moralismo, ottimi i primi, mentre
per quanto riguarda il moralismo pare sia l'unico surrogato della politica
che Hollywood oggi consente, in alternativa si devono cercare altri canali
di produzione e distribuzione (Cannes insegna).


Quel che più c'interessa è l'eterno spirito di Hollywood,
da "via col vento" sino ad oggi, ovvero il "domanièunaltrogiorno"
che esorcizza dolori e propone speranze a tutti.


Di questo "spirito buono e positivo ", autenticamente americano,
ne abbiamo un gran bisogno, come dopo la fine della seconda guerra mondiale,
come per noi italiani, dopo ogni grande tragedia a cui siamo, ahimè,
abituati.

Questa volta, per la salvezza dell'uomo e dell'ecosistema, abbiamo le
informazioni e le risorse per poter evitare tragedie e sofferenze per
l'intera umanità: nel nostro piccolo, in questo numero del giornale
Francesco Bertolini e Tazio Borges ce ne danno un esempio su scale diverse,
mondiale il primo, locale il secondo.


Intanto noi, in Italia, prepariamoci al nostro day after, perché
vedete, forse non sarà dopo le elezioni europee, forse non sarà
in occasione di una delle ormai tante verifiche di governo, forse non
sarà in occasione di una delle tante bocciature parlamentari ,
forse sarà dopo una dei tanti scioperi generali e di categoria,
forse alla scadenza naturale della legislatura, ma questo governo e questo
primo ministro se ne andranno.


Allora il lavoro da fare sarà tanto.


C'è una economia da tornare a gestire ed indirizzare, ci sono
servizi sociali da riorganizzare ed estendere ai nuovi bisogni, c'è
una scuola pubblica da riportare ai livelli di eccellenza che aveva sino
a pochi anni fa, c'è una università dove valorizzare talenti
ed orientarli verso percorsi di ricerca ed innovazione, c'è un
mondo sportivo corrotto da soldi e falsi miti da bonificare e restituire
ai giovani, c'è una politica sociale e della accoglienza da reimpostare,
c'è una magistratura da aiutare ad uscire da difficoltà
causate da scarsezza di mezzi e da tentativi di prevaricazione, c'è
un sistema informativo pubblico da restituire ai suoi primari compiti
di correttezza e libertà di espressione, c'è una politica
industriale ed urbanistica da reimpostare, c'è una politica energetica
e per la gestione delle risorse naturali da riscrivere.


Dopo tre anni di glaciazione della correttezza istituzionale, della giustizia
sociale, della difesa dei più poveri e dei più deboli, della
corretta informazione, della contrapposizione attiva alla mafia, del buongusto,
ma soprattutto del buon senso, lasciateci sperare che "domani è
un altro giorno".


Buon voto a tutti.


Sergio Saladini

 
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