EDITORIALE
gennaio 2004
CAMBIARE CLIMA A PARTIRE DA OGNI COMUNE E PROVINCI

Trovo sempre difficoltà a ragionare per dati aggregati e necessariamente,
molti dei contributi presentati dalle varie parti durante la COP9 ragionano
sulla base di scenari generali e quindi sulla base di dati riferiti all'intero
pianeta o del contributo che nazioni o continenti apportano al quadro
mondiale.


Quello che ho capito è che se proseguiranno le tendenze "spontanee",
meglio sarebbe dire incontrollate, nel 2030 le emissioni di carbonio in
atmosfera raddoppieranno la loro quantità con conseguenze probabilmente
irreversibili per lo stato dell'ambiente, per la salute e la vita delle
specie animali e quindi dell'uomo.


A fronte di questo scenario tendenziale la ricetta che viene presentata
da alcuni governi, tra cui quello italiano, prevede la rinuncia ad imporre
regole ed obblighi ed in alternativa " motivare il settore privato
a sviluppare e impiegare tecnologie più pulite e più efficienti"
ovvero sostituire la responsabilità pubblica con quella privata.


Questo approccio ci pare rispondente all'approccio ideologico di questo
governo, ossequioso alle posizioni USA ( ed al disimpegno di quest'ultima
in merito agli obiettivi di Kioto), più che ad una vera visione
strategia.


Viene presentato come il superamento di Kioto, mentre maschera la volontà
di non far assumere a tutti i portatori di interessi ed in particolare
al mondo della produzione, impegni e comportamenti: non si riesce e non
si vuole imporre regole e si propone che i privati le assumano spontaneamente.
Davvero una bella prospettiva!


La fatica della programmazione, della concertazione, della paziente ricerca
di consenso, della partecipazione, della negoziazione, della responsabilità
condivisa su obiettivi comuni, in una parola la fatica "di fare Politica"
non è argomento capito e praticato da chi oggi ci governa.


Questo impoverimento ed imbarbarimento che già si vede nella produzione
legislativa segnata dalla difesa di interessi particolari e parziali,
nella società civile a cui si indicano come modelli da seguire
l'evasione ed i condoni tombali, la furbizia, i falsi in bilancio, a noi
non va bene e dobbiamo rispondere a tutti i livelli con una strategia
generale e locale che ribadisca l'approccio di Agenda XXI , l'autorità
dell'ONU, degli organismi e degli accordi internazionali


Restando al tema ed affrontando in particolare quello della produzione
e del consumo energetico che più di ogni altro, per i suoi effetti,
è capace di determinare l'equilibrio climatico ci pare che le linee
esposte il 5 dicembre al convegno di Milano da Paolo Degli Espinosa siano
una proposta alternativa a quella messa in campo dal Governo Italiano.


La proposta prevede che, nel nostro paese, la tendenza di aumento annuale
di 6 TWh sia compensata con l'ampliamento dell'utilizzo di fonti rinnovabili,
la cogenerazione industriale ed urbana e soprattutto con miglioramenti
di efficienza attraverso la sostituzione media annua del 10% delle apparecchiature
di consumo.


"La strategia proposta non è priva di ostacoli,dovuti
sia agli interessi divergenti,sia anche dal fatto che gli amministratori
pubblici, in molti casi, non hanno la consapevolezza, le informazioni
e una adeguata volontà politica per svolgere il ruolo necessario,
ai fini dello sviluppo sostenibile, ai diversi livelli,da quello nazionale
fino al territorio. …

Occorre anche tenere conto della necessità di aprire l'accesso
ai consumi sostenibili a tutti i cittadini, compresi quelli che non dispongono
dei fondi necessari, quando si compra un nuovo elettrodomestico, per pagare
il maggior costo dovuto alla maggior qualità energetica e ambientale…"


La mozione presentata in consiglio comunale a Milano da parte dei consiglieri
Rizzo, Tinelli, Gilardelli, Colombo, ci pare abbia compreso e fatto propria
la proposta tecnica di Paolo Degli Espinosa relativamente alla assunzione
di responsabilità ambientale a livello strutturale ed a tutti i
livelli.


Queste le azioni suggerite:

- promuovere l'uso del mezzo pubblico, programmando tra l'altro, giornate
sperimentali di utilizzo gratuito dei mezzi pubblici, al fine di ridurre
il traffico privato e per calcolare i reali costi di tale scelta, ossia
sottrarre ai costi di esercizio dei trasporti i benefici di una riduzione
degli inquinanti;

- pianificare e attivare, a livello cittadino, una viabilità ciclabile
sicura, attraverso la realizzazione di percorsi riservati per le biciclette
(anche sui marciapiedi) e la creazione di parcheggi di interscambio mezzo
pubblico/bici, anche alla luce di esperienze analoghe già svolte
in altri comuni;

- incentivare, anche economicamente, la conversione del parco mezzi, sia
pubblico che privato, con la sostituzione dei carburanti di origine fossile
con altri meno inquinanti come GPL, metano, gasolio bianco ;

- convertire gli impianti di riscaldamento di tutti gli edifici pubblici
con impianti a basso impatto ambientale, quali quelli a metano, promuovendo
uno studio di fattibilità per dotare questi stessi edifici di impianti
a pannelli solari e/o fotovoltaici, pompe di calore o altre fonti energetici
rinnovabili e non inquinanti;

- favorire interventi di risparmio energetico a livello domestico, ossia
interventi di risparmio economico per il cittadino e ambientale per la
collettività: si pensi ad interventi edilizi per termoisolare gli
appartamenti, interventi sugli impianti idraulici per il recupero delle
acque bianche, rinnovo degli elettrodomestici e delle lampadine con prodotti
ad alta efficienza.



Ora nella imminenza di tanti rinnovi delle amministrazioni locali ci
aspettiamo che queste indicazioni siano poste a base dei programmi elettorali
di tutte forze politiche che fanno riferimento all'Ulivo, Rifondazione,
Italia dei Valori, in ogni Comune, in ogni Provincia, per costruire così
dal livello locale, un nuovo ambiente e un nuovo mondo possibile.


Da parte di tutta la redazione Buon anno.


Sergio Saladini

 
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