EDITORIALE
luglio 2003
BLACKOUT SOTTO IL SOLE

Subire un blackout energetico sotto il sole cocente del nostro "bel
paese" è come soffrire la sete stando seduti sotto una cascata
di acqua buona e fresca.


Il ministro Marzano ci ha detto che è tutta colpa nostra perché
siamo cittadini spreconi e senza regole, ha detto una corbelleria o è
l'ultimo newage messaggio anticapitalista?


Personalmente, siccome sono un buono, lo ritengo solo un inutile predicozzo,
giacché quella che stiamo subendo in Italia non è una inattesa
catastrofe, ma un evento prevedibile, sia alla luce della produzione e
distribuzione di energia, sia della domanda che cresce esponenzialmente
mano a mano calura e temperatura salgono.


Il Ministro ha dimenticato di ricordare che il principale produttore
(privato), Enel, nel riorganizzare l'insieme degli impianti di produzione
ha deciso di utilizzare solo quelli efficienti non investendo o investendo
poco in azioni di manutenzione e riattamento che potrebbero consentire,
a regime, di incrementare di un terzo l'attuale produzione nazionale di
energia.


Ha forse dimenticato di informarci dell'interessamento dell'Enel ad acquisire
una significativa quota dell'EDF ente monopolista francese della produzione
elettrica da centrali nucleari che ha necessità di "fare cassa"
a causa del carico di debiti ed impegni di spesa che graveranno sino al
2020.


Questo mentre un coro, per nulla disinteressato, di divulgatori scientifici
ci bombarda dai giornali per farci credere che l'energia nucleare è
la più economica forma di produzione e le ristrettezze italiane
sono colpa degli ambientalisti e del "malaugurato" referendum
contro il nucleare!


Forse è necessario contrapporre a questa disinformazione qualche
dato oggettivo.


Se produrre energia dal nucleare è così economico non si
capisce il deficit - quasi da bancarotta- dell'EDF e poi per quanto riguarda
il confronto tra i costi di produzione delle diverse alternative, non
è chiaro se siano compresi i costi di postproduzione che per la
gran parte sono riferiti alla gestione delle scorie.


Proprio in questi giorni la stampa si è occupata della necessità
di difendere da attentati terroristici i tre siti nei quali ancora giacciono
scorie radioattive delle centrali nucleari italiane e qualcuno ha proposto
la costruzione di un nuovo sito capace di resistere ad ogni forma di attentato,
ove concentrare il materiale giacente nei tre impianti: quanto potrebbe
costare. E questi costi sono stati calcolati nelle tante tabelle di comparazione?


Chi se ne è stato, zitto zitto, è stato il ministro dell'Ambiente
Matteoli e invece avrebbe dovuto parlare, avrebbe dovuto spiegare l'inconsistenza
delle iniziative finalizzate alla produzione di energia da fonti rinnovabili,
il fallimento della iniziativa dei 10.000 tetti fotovoltaici, la inesistenza
di programmi generalizzati di educazione all'uso consapevole degli elettrodomestici
ed in genere di tutti gli utilizzatori domestici e non.


Tutto questo mentre la vicina Austria produce quasi il 70% della propria
energia da fonti rinnovabili (idroelettriche, eoliche, cogenerazione,
fotovoltaico, ecc.), gli USA nel corso del 2003 hanno aumentato del 40%,
rispetto all'anno precedente, il contributo pubblico alla ricerca di base
sul fotovoltaico (da 21,7 a 30,4 milioni di dollari). e la lontana California
ha investito un miliardo e trecento milioni di dollari per stimolare il
risparmio e sostenere spese coerenti con i progetti di risparmio, come
le lampadine compatte fluorescenti, gli elettrodomestici con classe di
efficienza superiore, la politica tariffaria che premia ulteriormente
chi raggiunge un risparmio pari al 20% nei mesi estivi: in tutto il mondo
ed in particolare nelle tre nazioni economicamente più forti (Usa,
Giappone, Germania) il solo settore fotovoltaico fa segnare incrementi
annui di poco inferiori al 40%.


In Europa il confronto con l'Italia è a dir poco umiliante: nel
2001 si è registrato un volume di impianti pari a 1 MWp, mentre
nello stesso periodo nella sola Germania sono stati installati impianti
per 81 MWp con un impatto occupazionale di oltre 6000 addetti (fonte GIFI
Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane).


E a pensare che il livello d'insolazione in Germania è mediamente
pari a 121 Kwh/mq./anno ed in Italia ben 191 Kwh/mq./anno.


Ma le priorità per il nostro governo sono altrove e per lo più
finalizzate a contrastare le responsabilità giudiziarie del leader.


Sergio Saladini

 
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