Nei primi anni novanta a seguito dell'esaurimento delle principali discariche
e della conseguente sensibilizzazione dell'opinione pubblica sull'argomento,
scoppiò in Lombardia ed a Milano in particolare, la cosiddetta
"emergenza rifiuti".
La risposta, di tipo strutturale, lanciata dal Governo, dalla Regione
e dalle Amministrazioni locali fu la raccolta differenziata dei rifiuti
urbani.
I lusinghieri risultati, sia dal punto quantitativo sia qualitativo,
che si ottennero quasi immediatamente, sorpresero un po' tutti e ben presto
la Lombardia si collocò in testa nelle classifiche nazionali, posizione
che tuttora detiene.
Le indagini ed analisi compiute allora spiegarono che queste performance
dipesero da tre fattori: la buona comunicazione ai cittadini, la buona
organizzazione della raccolta, del recupero e dello smaltimento finale,
il consapevole e disciplinato comportamento dei singoli cittadini.
In particolare per quest'ultimo aspetto risultò chiaro che la azione
di liberarasi incondizionatamente di ogni forma di rifiuto organico, imballaggi,
contenitori di vetro, alluminio, cartone od altro era stato vissuto, sino
ad allora, come uno spreco, per questo appena furono resi possibili comportamenti
più etici ed economicamente razionali, la adesione fu immediata.
Oggi sempre, su tematiche ambientali stiamo vivendo un travaglio che
è paragonabile a quello di un decennio fa:
· la non sostenibilità degli attuali modi di utilizzazione
di carburanti di origine fossile che liberano in aria gas velenosi;
· la non sostenibilità di una mobilità quasi interamente
basata sul trasporto privato e, peggio ancora, individuale;
· l'elevato pericolo alla salute pubblica che ne consegue;
· la crescente consapevolezza nella opinione pubblica della necessità
di rimedi strutturali;
· la consapevolezza, anche in alcuni rappresentanti del Governo
e delle Istituzioni, del tramonto di politiche dell'emergenza o del giorno
per giorno e della necessità di un piano generale che coinvolga
forze produttive e sociali, società civile, forze politiche ed
istituzioni.
Anche noi, nel nostro piccolo, cercheremo di partecipare alla definizione
degli obiettivi strategici da perseguire e degli interventi e comportamenti
da attivare per raggiungerli.
Alle forze dell'opposizione democratica e progressista, quando avranno
finito di implodere e di presidiare i propri territori di consenso (virtuale),
l'appello a tornare ad occuparsi dei problemi reali dei cittadini come
egregiamente stanno facendo il sindacato e tanti movimenti ed associazioni
della società civile.