luglio 2026
(2001) UN SOGNO DI CITTA'



Puntuali, come ogni anno dal 1989 gli esperti di Meglio Milano hanno presentato i risultati della undicesima edizione del lavoro svolto dall'osservatorio della qualità della vita su Milano.


L'ultimo anno esaminato, il 2000, vede migliorare quasi tutti gli indicatori e quindi, secondo il team di esperti presieduto dal prof. Roberto Camagni, "la qualità della vita cresce e raggiunge il livello più alto della serie storica considerata".


Dentro a quel "quasi" si colloca una crescente incidenza dell'inquinamento acustico, di quello dell'aria, per quanto riguarda l'ozono, crescono altresì gli incidenti stradali e con essi il numero di morti e feriti, aumenta e peggiora il problema "traffico"che viene sempre più a porsi, non come problema settoriale, ma come fenomeno portante del disagio del vivere in città, in quanto generatore anche di altre forme di inquinamento.


All'interno di questo numero della rivista troverete copia del documento, qui preme segnalare il contributo portato da Monsignor Spezzibottiani, della Diocesi di Milano il quale con "delicata crudezza" nel prendere atto di questo lusinghiero risultato per la città,ha posto il problema centrale di cosa si debba intendere per qualità della vita e se sia corretto assumere indicatori puramente quantitativi che mediando il risultato di fenomeni economici e sociali, non raccontano dei "relativamente pochi" che si collocano della fascia del disagio, bensì dei "relativamente tanti" che si collocano nella fascia del benessere.


Per l'occasione ha poi citato uno scritto, di alcuni anni fa, del Cardinale Martini quando in occasione di un convegno su "Cultura e socializzazione nelle città europee del terzo millennio" delineò un sogno di città.


Sono andato a cercare questo scritto.


Parlava il Cardinale Martini di una città luogo adatto al riconoscimento di sé, dove ciascuno senta di abitare davvero e la cui storia sia presente e visibile anche nelle sue costruzioni, nelle sue strade, nei suoi spazi; di una città capace di riconciliare passato e futuro, rinsaldata da uno stabile patto integenerazionale, innamorata della vita e del suo affascinante mistero; di una città giovane nei suoi abitanti per l'intraprendenza nel far fronte ai problemi nuovi della società, per l'entusiasmo e l'iniziativa nella progettazione dell'avvenire e, insieme, di una città solidale perché in grado di rispondere,con l'apporto di tutti e senza inutili e dannose conflittualità, al disagio della disoccupazione, alla sfida incombente di un nuovo modello di sviluppo economico, al preoccupante diffondersi di forme antiche e nuove di povertà.


Parlava, ancora, di una città dove ci siano spazi di silenzio,animata e vivificata dal dialogo, dove la gente si possa ritrovare per capirsi e scambiarsi i doni intellettuali e morali di cui nessuno è privo, nella quale ci siano luoghi che lasciano aperto uno spazio, fosse anche solo una fessura o uno spiraglio, per la domanda e dove ci siano persone capaci di ascolto discreto, ovvero di rispetto profondo, di attenzione per l'esperienza dell'altro, di pazienza nel capire. (cfr. Erminio De Scalzi. Rivista on-line Incroci " Lavorare insieme perché sia un luogo amico". www.diocesi.milano.it ).


Se questo per il Cardinale Martini è un sogno, un ideale di città, per noi può diventare, se condiviso, un progetto di città da perseguire attraverso l'azione politica e culturale, da diffondere tra i giovani ed i cittadini in genere e anche da affermare con il comportamento personale, con i gesti e con l'agire per affermare una nuova etica da contrapporre alla mancanza o nel migliore dei casi, carenza, di virtù civiche delle nostra attuale classe dirigente politica.


Sergio Saladini

 
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