EDITORIALE
novembre 2001
LA GIUSTA RISPOSTA

Di questi tempi c'è il pericolo che l'orrore per il sangue innocente che colora le macerie del grattacieli di New York o delle povere case di Kabul sospinga ogni nostro pensiero verso sensazioni forti, verso l'emozione, la rabbia o peggio, la vendetta.


Oggi più che mai, invece, è necessario ragionare, riflettere e di conseguenza operare per costruire un mondo nel quale ingiustizie e terrorismi siano banditi, come migliaia di giovani, anche nel nostro paese, sinceramente ci chiedono e lo fanno con voce unica partendo dalle loro diverse idealità religiose o politiche.


Non sentire questa voce travolti dal fazioso cinismo imperante, che tutto vuole etichettare ed irridere o ricondurre a strumentalizzazioni di partiti o movimenti, può portare questo patrimonio fatto di uomini, donne, disponibili a spendersi per cause ed obiettivi di civiltà e giustizia a disperdersi verso il grande lago della indifferenza, dell'egoismo o peggio della disperazione.


Alcuni intellettuali in risposta a chi, più o meno consapevolmente, faceva proclami che opponevano la nostra cultura e civiltà occidentale a quella islamica, ci facevano riflettere che nel mondo islamico, come del resto in quello occidentale, esistono Stati ove i diritti fondamentali sono rispettati e Stati ove a grandi masse di donne e uomini non sono garantite condizioni di vita umane, ove esitono ingiustizie e pesanti limitazioni alle libertà religiose o politiche.


Insomma, il messaggio era che il problema non va letto in chiave di appartenenza religiosa, bensì in chiave politica giacché anche il terrorismo è stato ed è una forma, sia pure degradata, disperata ed inacettabile di lotta per il raggiungimento di obiettivi politici.


A noi appare quindi chiaro come l'impegno per la conservazione ed il miglioramento dell'ambiente, qui ed in tutto il mondo, l'ampliarsi di modalità di produzione ambientalmente ed eticamente sostenibili, la ricerca e l'uso di energie rinnovabili, la condivisione e la diffusione dei rimedi sanitari alle tante malattie che fanno strage di innocenti, l'affermarsi di una oculata e selettiva forma di consumo consapevole, l'accettazione di un mercato globale, ma con esso di regole e correttivi, il sostegno ai diritti dei singoli e dei popoli oppressi, costituiscono la vera, anche se non unica, risposta alle azioni di terrorismo.




Questo è anche per noi l'impegno principale e queste sono le ragioni che ci portarono a dare vita alla rivista.


Ignazio Ravasi

 
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