EDITORIALE
luglio 2001
C'E' UN FILO ROSSO…

Mese ricco, questo, di avvenimenti che pur appartenendo alla sfera della
cronaca o della politica, sono fortemente connessi all 'ambiente, alla
sua tutela alla sua conservazione e sviluppo.


Genova ospiterà la riunione degli stati che fanno parte del G8,
ma anche quella dei sindacati europei e di tutte le forze politiche e
sociali, che si contrappongono ai meccanismi ed agli esiti di una gestione
centralizzata ed esclusiva delle sorti del mondo da parte di poche nazioni
ricche e potenti.


A niente conduce porsi il problema se gli uni siano legittimati a decidere
o per lo meno a parlare delle sorti del mondo e se gli altri siano, o
meno, portavoce degli altri paesi o popoli.


Un risultato è stato comunque conseguito: questa
non sarà una riunione solo degli otto Grandi, ma anche di tutti
quanti vorranno usare di questo palcoscenico genovese per far sentire
la voce dei pochi, dei diversi, dei poveri del mondo.



* * *


Nuovo inquinamento si aggiunge a quello che già opprime gli
abitanti di Milano.



E' quello della democrazia, umiliata e ridotta a caricatura, dapprima
con la fissazione di una data per il cosiddetto "referendum sul traffico",
che ai più è sembrata essere stata studiata con l'intento
di farlo fallire e poi con un balletto di sospensioni e conferme sino
a poche ore dalla data in cui poi si è svolto, in un contesto di
garanzie insufficienti e che ci deve far preoccupare essendo un pericoloso
precedente nella storia democratica meneghina
.


Unico successo avere riportato nella agenda politica del Consiglio
Comunale e della città il problema della qualità dell'aria,
dei pesanti danni alla salute dei cittadini residenti e degli interventi
da attivare per limitare la emissione di inquinanti in atmosfera.



* * *

Rispetto e timore della natura, delle sue leggi e della sua imprevedibile
forza: questo dovremmo sempre ricordare, specie in questo mese, durante
il quale al mare o tra i monti passeremo parte del nostro tempo di riposo.e
di svago.


Due scarponcini neri che sbucano da un lenzuolo pietosamente posto sopra
il suo corpo steso sull'erba, questo ho conosciuto di Anna giovane diciassettenne
colpita da un fulmine nel parco dell' Idroscalo in una domenica di sole
che non faceva presagire l'improvviso scatenarsi di un temporale.


Con lei quel giorno ha perso la vita un'altra donna, giovane madre, di
origine curda che con altri famigliari passava la domenica in serenità
nel bosco posto ai lati del grande specchio d'acqua posto vicino alla
metropoli.


La ragazza milanese era in compagnia di amici del Movimento Umanista
con i quali condivideva l'impegno civile e politico a favore dei poveri
di quel mondo così lontano geograficamente, ma cosi vicino a quella
parte della nostra gioventù che fatto dell'impegno a favore dei
più emarginati una delle proprie ragioni di vita.


Stavano organizzando la raccolta di fondi per consentire l'apertura di
un dispensario sanitario in Africa.


Storie e destini di donne e uomini delle nostre terre e di terre lontane,
di passioni e battaglie politiche, di una natura che talvolta si risveglia
e come negli antichi riti pagani le si offrono tributi di vite umane.


Ciò avviene nelle città, dove si respira aria avvelenata,
nei paesi più poveri, dove si usano e distruggono risorse umane
ed ambientali ed in tutto il mondo , dove si sono alterati gli equilibri
tra gli elementi naturali.


C'è un filo rosso che lega tutti questi avvenimenti, capiamolo
sin che siamo in tempo.


Sergio Saladini

 
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