NATURA
aprile 2005
IL DR. GULLIVER E L'ECOSISTEMA DA CORTILE

Il dr. Gulliver jr. é sceso a terra, sgonfiato e lavato
il pallone, lasciato poi ad asciugare nel campo da calcio di un
paese di collina. In quella terra a forma di pantofola al quale
si era affezionato, senza saper indicare una buona ragione.


Tornato il mattino successivo, trova la tela della mongolfiera
sporca di terra, tracce di zampe di gatto, cacche di piccione.

A pochi metri un uomo con capelli grigi, occhiali, un maglione rosso,
media statura, guarda, poi si gira verso di lui.

- Sono i gatti della zona, mi fanno impazzire, sporcano le cabrio,
non riesco a controllarli.

Gulliver jr. ha un'aria interrogativa: scusi, cosa sono le cabrio?


- Le auto cabriolet, col tetto in tela. D'inverno la tela non è
fredda come la lamiera, i gatti si infilano di notte, quando dormo.
Faccio il sorvegliante notturno nel garage qui dietro.

Ma almeno, mangiano i topi?

- Magari facessero almeno questo. Ci sono alcune signore che amano
i gatti e portano loro da mangiare, scatoline per gatti, latte sul
piattino e così via. Talmente tanta roba che i gatti non
riescono a finirla. D'estate c'è una puzza tremenda. Poi
arrivano topi e scarafaggi a ripulire.

Scusi, ma se arrivano i topi, i gatti, cosa fanno?

- Niente, sono sazi e grassi, perché darsi da fare? Il loro
istinto genetico è annegato nel grasso. I topi aumentano
di numero, quando mancano i gatti: malattie, la peste, Camus. Secondo
me, queste signore dall'aria dolce ed innocua, non sanno di essere
un pericolo per l'ecosistema.

La situazione mi ricorda quella ben descritta da Johnathan Swift
in "A modest proposal": rifiutavano sussidi ai contadini
irlandesi che morivano di fame durante la carestia del '700, per
non togliere loro lo stimolo a salvarsi da soli.

- Qui non parliamo di dar da mangiare ai bambini, bensì a
gatti, topi, scarafaggi. Non va bene, non va bene.

Capisco. Ed i piccioni? Cosa posso fare?

- Acqua e sapone, olio di gomito. Se vuole le do una mano.

Si mettono in ginocchio, spazzole, secchio acqua e detersivo, sudore.

Lavando, il guardiano parla.

- Un sistema per ridurre i piccioni ci sarebbe ma il comune non
ha coraggio. Un sistema ecologico, più naturale di così
non si può. Tutti gli animali, o quasi, hanno dei nemici
naturali che svolgono anche il ruolo della selezione naturale, eliminando
i più lenti, i più deboli. Ora l'uomo pretende di
essere l'unico nemico di tutti gli animali, vuol fare tutto da solo,
non è proprio giusto.

Che cosa ha in mente? Forse capisco dove vuole arrivare.

- Conosco due giovani, appassionati ecologisti, che hanno allevato
e addestrato dei falchi. Ora stanno provando con una poiana ma sembra
non si trovi bene in città, i falchi sono più adattabili.
Li hanno già usati spesso per gli aeroporti: gli storni,
piccioni e gli altri, come vedono il falco che si alza in volo,
perdono interesse all'erba di fianco alle piste e decidono di spostarsi
di 10 chilometri.

Il falco non se li mangia?

- Basta uno solo, la selezione naturale, il più lento.

Funziona anche in città?

- Certo. Basterebbe portarli ogni tanto in piazza, per i piccioni
è un segnale chiaro, passano mesi prima che si facciano vedere.
In questa città abbiamo bisogno di scelte decise. Questi
sono decisi solo per gli affari. Guardi cosa ha fatto il sindaco.
In piazza del Duomo c'era una folla di piccioni ed una folla di
persone sedute sui gradini. Si è accorto che i piccioni la
facevano per terra, le perone no, però erano quasi tutti
extracomunitari. Subito un'ordinanza. E' proibito dare da mangiare
ai piccioni. E' proibito sedersi sui gradini del Duomo. La prima
versione era: i piccioni seduti non possono dar da mangiare agli
extracomunitari, poi hanno messo a posto il testo. Vada a vedere
adesso, dottore, tutto come prima. Si sa che le "grida"
inascoltate sono una specialità lombarda, ma questo fa pena.


Ma cosa vorrebbe?

- Un contratto con i falconieri, ogni giorno una piazza diversa.
Poi, allontanati i piccioni, i ratti mettono il muso fuori dai tombini
ed i falchi hanno ancora da fare. Dobbiamo riportare in città
un po' di animali semiselvaggi. Portare i bambini delle elementari
a vedere dal vivo i meccanismi della natura, non in televisione,
dove tutto è asettico, lontano.

In altre parole una commistione tra la città più moderna
ed i meccanismi più antichi.

- Proprio così. Il pallone è pulito, le conviene gonfiarlo
subito, prima che tornino gatti e piccioni. Buon viaggio, devo andare.

Grazie di tutto.

Il dr. Gulliver jr. gonfia il pallone, un gatto avanza strisciando
verso un piccione. Lo scatto, a vuoto.


Folco de Polzer

 
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