aprile 2026
LA DIFFICILE VIA DELLE ENERGIE RINNOVABILI TRA DISINFORMAZIONE E MANIPOLAZIONE


Le ricadute economiche della guerra contro l’Iran investono direttamente il nostro Paese per via dell’aumento dei costi di approvvigionamento dei combustibili fossili. Inoltre, in un mercato elettrico come il nostro, in cui il costo del gas naturale determina, per il 50% delle ore, il costo marginale dell’elettricità prodotta, ogni scossa geopolitica si ribalta immediatamente sulle bollette elettriche.


Nell’ottobre del 2023, in una memoria presentata al Parlamento, Terna asseriva chiaramente che l’unica opportunità concreta per ridurre le tensioni sui prezzi del gas naturale e aumentare l’indipendenza energetica è rappresentata dalla “Transizione Energetica” ovvero incrementare la quota di Energia Elettrica prodotta con fonti rinnovabili.


Ma l’appello è caduto nel vuoto. Al contrario, in un Decreto Legge approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri e dedicato alla riduzione dei prezzi elettrici, si favorisce ancora di più la dipendenza italiana dal gas e frena la crescita delle rinnovabili.


L’articolo 6 del cosiddetto Decreto Bollette, introduce infatti dei rimborsi ai produttori termoelettrici per gli oneri di trasporto del metano verso gli impianti di combustione e prevede per le centrali turbogas la compensazione degli oneri ETS.


Il Ministro Picchetto Fratin, nel presentare il Decreto, ha sostenuto che il provvedimento realizza il disaccoppiamento del costo dell’energia Elettrica da quello del gas garantendo energia rinnovabile a prezzi ridotti.


La cosa è assolutamente falsa e raffigura il livello di disinformazione e di manipolazione cui è arrivato il nostro Governo pur di contrastare le rinnovabili e favorire il gas che si è impegnato ad acquistare dagli USA.


Il decreto scorpora alcune voci che vanno a comporre il costo dell'elettricità prodotta tramite gas, spostandole altrove. In particolare la norma interviene sterilizzando gli oneri di trasporto dell’elettricità e il prezzo delle emissioni di CO2 nel sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS – Emission Trading System).


Di fatto questi costi non scompaiono: vengono solo spostati altrove e nel tempo! I rimborsi ai termoelettrici infatti, saranno coperti tramite nuove componenti in bolletta sui prelievi elettrici, con maggiori oneri per famiglie e Piccole e Medie Imprese. Si realizzano così degli sconti immediati che verranno recuperati altrove e in futuro, senza incidere assolutamente sul costo complessivo del sistema elettrico. Per un’analisi dettagliata vedi: www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/26/decreto-bollette-gas-rinnovabili-costi-notizie/8301315/


Questa norma però, dovrà passare il vaglio della Commissione Europea che, per bocca della Vicepresidente Teresa Ribera, ha avvertito che la norma “potrebbe far deragliare gli sforzi di decarbonizzazione, penalizzare chi ha investito per primo e indebolire la competitività europea”.Vedi: www.qualenergia.it/articoli/ets-commissione-no-sospensioni-o-stravolgimenti/


Un altro esempio di disinformazione e manipolazione, sostenuta dai fautori del ritorno all’energia nucleare, è che la de-carbonizzazione della produzione di energia elettrica passa attraverso un opportuno mix di produzione ripartito tra un 20-30% di elettricità da nucleare e il resto da fonti rinnovabili.


L’elettricità da nucleare funzionerebbe come “base-load” e il rinnovabile coprirebbe il resto. Ma, dato che già ora le rinnovabili, avendo la priorità nel dispacciamento, sono in grado di coprire il 50% delle ore nella formazione dei prezzo marginale, toccherebbe al Nucleare ridurre in quelle ore, se non azzerare, la sua produzione.


Cosa impossibile a farsi data la bassissima se non inesistente flessibilità delle centrali nucleari.


Toccherebbe quindi alle rinnovabili ridurre o azzerare la produzione per consentire al nucleare di mantenere la sua funzione di “base-load”.


Bruno Burger, ricercatore senior del Fraunhofer Institute, sostiene infatti che “l’energia nucleare e le rinnovabili non vanno d’accordo”. A sostegno della sua tesi cita il caso francese, dove il mix elettrico è dominato dal nucleare.


In Francia “l’energia solare viene ridotta quasi quotidianamente perché la maggior parte delle centrali nucleari sono troppo lente ad adeguarsi e non riescono a ridurre sufficientemente la loro produzione”.


Il risultato di tale dinamica è che sempre più spesso i prezzi dell’elettricità scendono sotto zero. In altre parole, i produttori devono pagare per poter immettere la propria energia in rete.




Vedi anche: https://www.qualenergia.it/pro/articoli-pro/mix-sbagliato-nucleare-solare-mandano-tilt-reti-europee/




Sergio Zabot

 
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