La poesia, la pittura, la fotografia, i racconti, i miti, le fiabe, le leggende sono l’espressione delle emozioni che l’uomo ha provato e prova nei boschi e nelle foreste.
Attraversando un bosco ci rendiamo subito conto che non è l’uomo a comandare come nelle città, ma la natura, i maestosi alberi che ci sovrastano, gli animali liberi di vivere come meglio credono sono i protagonisti. Nei boschi regnano il silenzio, la pace, l’apparente silenzio e solitudine dentro un ambiente ricco di vita e potenza naturale.
Il bosco con la sua magia si rivela solo a chi ha la particolare sensibilità e capacità di saper cogliere le caratteristiche di un ambiente in cui l’uomo non ne è il costruttore.
Nel bosco l’uomo è solo un elemento di passaggio in un mondo non suo, complesso, connesso e ben organizzato.
Gli alberi comunicano tra loro soprattutto tramite una rete sotterranea di funghi chiamata "Wood Wide Web".
Scambiano nutrienti e segnali chimici attraverso le radici; comunicano anche con segnali chimici nell'aria (composti organici volatili), segnali elettrici e ultrasuoni, avvertendosi di pericoli come insetti o siccità, aiutando alberi vicini e coordinano risposte di difesa, creando una complessa "conversazione" forestale.
Funghi simbionti (micorrize) formano una rete che collega le radici di diversi alberi, permettendo lo scambio di acqua, zuccheri (nutrimento) e segnali chimici per avvertire di pericoli.
Gli alberi si trasmettono informazioni: segnali chimici aerei rilasciando composti organici volatili (VOC) nell'aria per avvertire i vicini dell’arrivo della siccità o di attacchi di parassiti, stimolando così la produzione di difese.
Inoltre emettono segnali elettrici e idraulici come un sistema nervoso vegetale. Trasmettono ultrasuoni e vibrazioni producendo suoni ad alta frequenza (ultrasuoni) sotto stress e percepiscono vibrazioni (es. di insetti) per attivare risposte protettive.
Gli alberi in un contesto libero comunicano avvisi di siccità, carenza di nutrienti o attacco di insetti/patogeni, danno supporto ad alberi più grandi (madri) inviando zuccheri ai giovani e bisognosi tramite la rete fungina. Sanno coordinare la produzione di sostanze tossiche o repellenti.
I boschi ospitano una fauna molto varia, come il Lupo, l’orso bruno, il cervo, il capriolo, il cinghiale, la volpe, il tasso, la donnola, la faina, la lepre, il ghiro, il riccio, la talpa, lo scoiattolo, il toporagno, il pipistrello, l’istrice e numerosi uccelli (poiana, sparviere, gufo, ghiandaia)
Tutti questi animali svolgono ruoli ecologici fondamentali nel rimescolamento del terreno e nel ciclo della vita.
Molti roditori contribuiscono alla diffusione della vegetazione nascondendo sementi, mentre i piccoli insettivori sono cruciali per l'equilibrio del bosco, sebbene possano essere vettori di parassiti come le zecche.
Insomma la complessità della struttura “bosco” non è certamente inferiore a quella che l’uomo ha saputo creare dando vita alle città con tutte le infrastrutture e connessioni per cercare di far convivere meglio i suoi abitanti.
Nei boschi e nelle foreste la forza della natura si esprime in modo tale che essi vengano visti come sacri nella Tradizione Indoeuropea e vengono considerati templi naturali fin da tempi arcaici e primordiali. Questa concezione si ravvisa dall’Islanda all’India, poli opposti, ad ovest e ad est della grande espansione dei popoli Indoeuropei.
L'Italia vanta diverse aree che richiamano il concetto di "boschi sacri", sia per la loro antichità e sacralità spirituale (come il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, della Verna, le foreste di Campigna e, il bosco della Mesola ), sia per i siti archeologici romani e italici (i lucus come il Lucus Angitiae a Luco dei Marsi)
Non solo sacralità, ma anche magia come tra le fitte fustaie dell’altopiano di Asiago, nelle Dolomiti, del bosco del Cansiglio e della val di Fiemme: luoghi di storie, di leggende popolati da creature misteriose.
Su questo tema si sono espressi alcuni famosi scrittori tra cui Dino Buzzati con il suo “Bosco Vecchio” o Mario Rigoni Stern con il suo amore per questi ambienti necessari e insostituibili per la continuità della biodiversità e l’economia delle comunità.
Giovanni Pascoli
IL BOSCO
O vecchio bosco pieno d’albatrelli,
che sai di funghi e spiri la malìa,
cui tutto io già scampanellare udia
di cicale invisibili e d’uccelli:
in te vivono i fauni ridarelli
ch’hanno le sussurranti aure in balìa;
vive la ninfa, e i passi lenti spia,
bionda tra le interrotte ombre i capelli.
Di ninfe albeggia in mezzo la ramaglia
or si or no, che se il sedìo le vinca,
l’occhio alcuna ne attinge, e il sol le bacia.
Dileguano; e pur viva è la boscaglia,
viva sempre nel fior della pervinca
e nelle grandi ciocche dell’acacia.
Fonti:
www.triennaledellegno.it/it/approfondimenti/la-cultura-del-bosco
www.gabriellachmet.it/gabriella/?p=2340
www.paginefilosofali.it/i-boschi-sacri-ed-il-simbolismo-
www.eticamente.net/53051/il-bosco
wwww.botanicaldrygarden.com/blogs/notizie/wood-wide-web-come-le-piante-comunicano