NATURA
novembre 2025
A SCUOLA DALLE PIANTE
L'orto botanico aveva la storica funzione di essere adibito alla produzione di erbe medicamentose. Serviva per approvvigionare ospedali, studi medici o farmacie. Questa era la concezione del passato.

Oggi un orto botanico universitario generalmente è integrato anche dalla presenza di biblioteche ed erbari.

Le origini sono molto antiche tanto che esiste una testimonianza del giardino botanico di Karnak, appartenuto al faraone egizio Tutmosi III, degli assortimenti di piante medicinali della Grecia antica e di epoca romana.

Ma l'orto botanico è anche presente presso la civiltà azteca. Durante il Medioevo e il Rinascimento le piante medicinali sono coltivate soprattutto presso i monasteri e le antiche università dove si studia medicina. L’orto botanico più antico del mondo in Occidente è il Giardino della Minerva di Salerno, risalente al XIII-XIV sec.

Nel basso Medioevo venivano coltivate piante medicinali e curative presso strutture religiose monastiche (Garbari 1993), spesso destinate alla cura dei viandanti e pellegrini. Alcuni adattamenti moderni superstiti di questi antenati degli attuali orti botanici sono presenti nei chiostri di importanti cattedrali e basiliche europee, come ad esempio Utrecht in Olanda, e San Paolo fuori le Mura a Roma.

In Italia gli orti botanici più antichi sono quelli legati ad alcune università, come quello di Pisa, fondato nell’estate del 1543, e di Padova del 7 luglio 1545, mentre quello di Firenze è del 1 dicembre 1545 (Chiarugi 1953).

La ricerca nei giardini botanici iniziò solo dopo la rivoluzione galileiana, quindi agli inizi del XVII secolo. Inizia il pensiero (metodo) scientifico e lo sviluppo degli strumenti scientifici (Geymonat 1970). L’altra rivoluzione è quella operata da Linneo, con lo svilupparsi e l’affermazione della sua nomenclatura binomia (genere e specie) a cominciare da metà del XVIII secolo.

Da segnalare per una visita è l'Orto botanico di Roma che si trova nel Parco di Villa Corsini, sotto il Gianicolo, ospita oltre tremila specie vegetali. Nella sezione inferiore si trovano l'orto dei semplici, il giardino degli aromi, le palme, le piante acquatiche, le serre, le collezioni delle piante succulente, i boschetti di bambù e le felci. La parte superiore è collinare e conserva la flora originale, ossia il bosco con piante sempreverdi. L'Orto botanico di Roma è gestito dall'Università "La Sapienza".

Altro parco botanico da menzionare è quello di Padova, fondato nel 1545. Questo orto botanico ha un'estensione di oltre due ettari e si trova nei pressi del Prato della Valle. Oggi è stato ulteriormente ampliato con “Il Giardino della Biodiversità”, inaugurato nel 2014, per un totale di circa 7000 specie vegetali presenti. E’ patrimonio dell'umanità UNESCO.

Il giardino botanico di Firenze, dopo quello di Padova, è il secondo orto botanico più antico del mondo rimasto nella sua collocazione originaria. E’ affidato al Sistema Museale di Ateneo dell'Università degli Studi di Firenze.

Un altro parco botanico da menzionare è quello di Lucca che si trova in pieno centro storico. Al suo interno è presente l'Orto botanico comunale, realizzato per volere di Maria Luisa Borbone. Qui si trovano centinaia di specie di piante, la biblioteca, il museo botanico e la montagnola con la vegetazione tipica delle Alpi Apuane.

A Milano troviamo l' Orto botanico di Brera, noto anche come Hortus Botanicus Braidensis. Si trova presso la Pinacoteca di Brera e, con l'osservatorio astronomico, è nato per volere dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria. Oltre alle trecento specie conservate, il giardino è degno di nota per la presenza di una vasca settecentesca destinata a ninfee e iris, così come per le architetture di Giuseppe Piermarini.

L’Orto Botanico di Modena fu fondato nel 1758, per volontà di Francesco III d’Este, duca di Modena e Reggio Emilia, che destinò una parte del giardino di corte alla coltivazione delle piante medicinali.
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Orto botanico di Modena nel 1842

Nel XX secolo, l’Orto Botanico fu diretto da numerosi illustri studiosi, che nelle loro attività didattiche e di ricerca fecero grande uso del collezionismo scientifico su cui era imperniata l’attività dell’Istituzione.

Ne conseguí un forte incremento del patrimonio di libri, exsiccata, raccolte di semi, frutti, legni e altri reperti vegetali, oggi di grande valore museale, custodite nell’Erbario storico, nella Xiloteca e nella Carpoteca.

In questo periodo venne creato il “Parterre Scuola”, struttura dedicata alla coltivazione delle piante officinali: composto da aiuole disposte secondo un disegno dell’Architetto Giuseppe Maria Soli, aveva al centro una grande vasca circolare destinata all’irrigazione e ad ospitare la flora acquatica.

Dalla metà degli anni 80, l’Orto Botanico iniziò ad affiancare ai suoi tradizionali compiti accademici una intensa attività di diffusione della cultura scientifico- naturalistica, aprendosi al pubblico e in particolare alle scuole.

Fonti:
https://www.ortobot.unimore.it/storia/
https://www.elledecor.com/it/viaggi/a44599136/giardino-botanico/
https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/ispra

Anna Zacchetti

 
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