NATURA
settembre 2025
LA FORZA E LA SPERANZA DEGLI ALBERI
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Il termine in giapponese per indicare un albero che è stato esposto al bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki nel 1945 ed è sopravvissuto, oppure è riuscito a rigermogliare dalle sue radici è Hibakujumoku (Alberi Sopravvissuti).

L’albero hibakujumoku più vicino all’epicentro dello scoppio di Hiroshima è stato un salice piangente.

Un censimento condotto nel 2011 sul territorio di Hiroshima ha individuato circa 170 esemplari di alberi ancora vitali che erano già presenti sul territorio precedentemente all’esplosione.
Tra questi alberi c’è anche un oleandro che è stato designato fiore ufficiale di Hiroshima per la sua estrema vitalità.

Studi realizzati da ricercatori hanno riscontrato numerosi casi di Hibakujumoku, sia a Nagasaki sia ad Hiroshima, e hanno concluso che la famiglia delle latifoglie ha mostrato maggiore resilienza, mentre le aghifoglie, pur essendo apparentemente sopravvissute in numero maggiore, sono appassite completamente e morte entro l’anno successivo.

Nonostante la potenza degli ordigni, ben 170 alberi di 32 differenti specie sono riusciti a sopravvivere e sono ricresciuti da piante completamente distrutte dall’esplosione atomica.

Gli Habaku Jumoku sono stati ufficialmente censiti, identificati con una targa e denominati come “alberi sopravvissuti alla bomba atomica”. Rappresentano per il Giappone e agli occhi del mondo uno dei simboli più forti e intensi di attaccamento alla vita, speranza e futuro.

Gli Hibakujumoku oltre ad essere un silenzioso monito vivente contro la guerra e l’uso di armi di distruzione di massa dimostrano la forza e la capacità di rinascita della natura, nonostante l’uomo.

Una cerimonia particolarmente significativa prevede la condivisione dei semi provenienti dagli Habaku Jumoku e la messa a dimora di questi in altre città del Giappone e del mondo a costante memoria della forza della vita e contro ogni distruzione.

Il PEFC Italia e l’Associazione “Mondo senza Guerre e senza Violenza-Biodiversità Nonviolenta” propongono questi “Alberi della pace” come testimoni di capacità di ripresa e di rigenerazione, ma anche come elemento di riflessione.

Nel rapporto Hiroshima and Nagasaki: The Physical, Medical, and Social Effects of the Atomic Bombings, le piante subirono danni nella parte esposta al di sopra del terreno, mentre la parte sotterranea non è sempre stata completamente danneggiata in quanto protetta dallo strato di terreno.

Anche il tronco non è andato completamente distrutto ma la massa dello stesso tronco ha protetto la pianta che ha perso i rami e la corteccia nel lato verso l’esplosione così ha potuto mantenere viva una parte della corteccia sul lato non esposto.

l’UNITAR (Istituto delle Nazioni Unite per la formazione e la ricerca) ha stilato un elenco completo delle specie di Hibakujumoku di Hiroshima, tra cui il Salice, l’Oleandro, l’Eucalipto, il Ciliegio, il Ginkgo biloba.

Alcuni semi di Hibakujumoku sono germogliati presso l’Orto botanico del Centro di ateneo per i musei scientifici dell’Università di Perugia.

Nel dettaglio, al momento sono nati 40 esemplari: 27 di Aphananthe aspera (noto in Giappone con il nome Muku) e 13 di Ginkgo biloba.

A giugno, inoltre, proprio un Ginkgo biloba è stato messo a dimora presso la Biblioteca comunale San Matteo degli Armeni di Perugia e rappresenterà uno stimolo alla riflessione, attraverso la forza dimostrata da questi alberi incredibili, sopravvissuti a una tragedia di proporzioni enormi e ancora in grado di generare nuova vita.

In Italia sono stati affidati 51 alberi Hibakujumoku, da nord a sud, su tutto il territorio nazionale.
Nel 2025 sono state messe a dimora 2 piante: il 15 maggio a Pieve Santo Stefano (AR) presso l’Istituto Omnicomprensivo Statale "Fanfani - Camaiti" e il 18 maggio a Bellusco (MB) su richiesta del Comune di Bellusco con il patrocinio del Comune di Cavenago di Brianza.

La presenza di questi alberi nei parchi, nelle strade e anche in luoghi simbolici, sono testimoni del messaggio pacifista e della memoria condivisa. Ricordano che la natura può sopravvivere e prosperare anche dopo gli eventi più disastrosi.

Fonti:
www.focus.it/cultura/storia/hibaku-jumoku-gli-alberi-sopravvissuti-alla-bomba-atomica
www.unipg.it/news/vita-accademica?layout=scheda&idNews=2961
www.corriere.it/buone-notizie/
www.modenatoday.it/attualita/kaki-tree-project-modena-7-agosto-2022.html
www.viridea.it/consigli/ginkgo-albero-della-pace/
renneritalia.com/hibaku-jumoku-alberi-sopravvissuti/
Anna Zacchetti

 
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