Dalla Commissione Europea è stato avviato il progetto Uforest (nome esteso “European Alliance on Interdisciplinary Learning and Business Innovation for Urban Forests Project”)con ’obiettivo di creare alleanze inter-settoriali tra realtà diverse quali università, settore pubblico, settore privato, e discipline quali verde urbano, architettura del paesaggio e pianificazione urbana, così come le scienze socio-economiche e le tecnologie di informazione e comunicative, per la gestione e pianificazione delle foreste urbane.
Il progetto ha messo in atto una Tree Planting Campaign che prevede 4 eventi di impianto in 4 città europee diverse: Milano,Brasov, Barcellona e Dublino.
Il progetto di Milano prevede una riforestazione urbana con l’impianto di 3 milioni di alberi nella Città metropolitana di Milano entro il 2030.
L’area da rimboschire si estende su una superficie di 15.000 m2 nella zona di Villa Fiorita a Cernusco sul Naviglio. Si tratta di un’area altamente urbanizzata con un terreno degradato di scarso valore sia ambientale che ricreativo, nonostante sia un luogo molto frequentato per il passaggio della pista ciclabile del Naviglio Martesena e la fermata Villa Fiorita della metropolitana.
Il terreno verrà rimboschito con specie autoctone quali il carpino bianco, la quercia e il pruno. La foresta contribuirà a ridurre l’inquinamento acustico e atmosferico, mitigando le isole di calore che caratterizzano la città di Milano, e aumentando la biodiversità ridotta degli ambienti urbani.
A Dublino verrà creata la “Darndale Doughnut”, una foresta urbana di 4500 m2 nei sobborghi della città. 3000 alberi di specie autoctone come la quercia, la betulla, il salice e il nocciolo verranno piantati secondo uno schema che ricorda la forma di una ciambella.
Mentre nel cuore della Romania, nell’area pianeggiante attorno alla città di Brasov, sta nascendo una nuova foresta urbana. Querce, aceri, frassini e ciliegi selvatici è la vegetazione prevista. Si tratta di un mix naturale di specie che aumenterà la biodiversità dell’area e darà rifugio e cibo a numerosi animali, come uccelli, piccoli mammiferi e varie specie di insetti.
Per misurare i benefici degli alberi, verranno installati dei sensori all’avanguardia che andranno a monitorare numerose variabili.
Citando alcuni boschi urbani interessanti segnaliamo:
Il Bosque Metropolitano di Madrid, che è unprogetto che prevede investimenti per circa 20 milioni di euro e sarà una cintura forestale lunga quasi 75 chilometri con mezzo milione di nuovi alberi e cingendo la città ripristinerà l’ecologia e il paesaggio di zone degradate e l’assorbimento di 175.000 tonnellate di CO2.
Nel 1974 l’associazione Italia Nostra ha realizzato– su terreni concessi dal Comune di Milano –
Boscoincittà che oggi è un parco pubblico di 120 ettari, molto amato e frequentato. Ci sono boschi, prati, corsi d’acqua, zone umide, circa duecento orti assegnati a cittadini che li coltivano con grande cura, un laghetto, un giardino d’acqua, un apiario e un frutteto. Si trova in via Novara, nei pressi dello Stadio di San Siro, nella periferia ovest della città.
Inoltre un'antica cascina (la quattrocentesca
cascina San Romano) ospita la direzione del parco oltre a una “Biblioteca verde", nata con l'obiettivo di raccogliere libri, documenti e articoli concernenti il verde pubblico, l'ambiente e l'agricoltura. Il parco è un'area fortemente "rinaturalizzata". Tra le principali specie arboree presenti ci sono l’acero di monte, l’acero campestre, la quercia rossa, l’olmo, il pioppo, il pioppo bianco nero e cipressino, il frassino, il carpino, la robinia, l’ontano e il salice.
Un esempio di Bosco Urbano “spontaneo del cemento” è
il Bosco urbano “Rodari” di Via Lazio a Modena.
Più che un classico parco pubblico progettato a tavolino, il Bosco Urbano Rodari è un esempio di rigenerazione spontanea della natura in città. In questo parco la vegetazione cresce con un ritmo libero, creando un piccolo ecosistema selvatico ma accessibile, proprio come un boschetto che si è “riappropriato” dello spazio urbano.
La vegetazione non è piantata con una scelta precisa, ma si è sviluppata nel tempo con piante pioniere (pioppi, robinie, aceri) che sono le piante tipiche dei terreni abbandonati, ricoperto da abbondante edera che garantisce sufficiente umidità e riparo per piccoli animali. I sentieri sono stati tracciati dal passaggio di persone e animali. Erbe spontanee e cespugli crescono senza troppa interferenza umana.
Da Terreno Marginale quale era, è diventato un Bosco Spontaneo, la natura non è sotto controllo, ma vive con un suo ritmo.
Fonti:
www.wownature.eu/boschi-urbani-in-europa
it.wikipedia.org/wiki/Boscoincitt%C3%A0
www.forestepersempre.it/progetti/italia/bosco-urbano-rodari/