NATURA
agosto 2025
PERSONAGGI PER L’AMBIENTE: ANTONIO CEDERNA
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Molti sono i modi per intervenire sull’ambiente e cercare di risanarlo.

Diamo per scontato che ci occupiamo dei cambiamenti ambientali prodotti dall’uomo. Gli insediamenti sono perciò al primo posto, tutte le forme d’inquinamento discendono da quelli. Scarichi in aria, gas da motori a scoppio, da combustibili per riscaldamento, a partire dal legno, particelle e polveri prodotte dalla degradazione della materia, acque e falde contaminate dai residui di vita e di produzione. Gli insediamenti non possono essere né distrutti né negati, solo regolati. L’urbanistica assume il ruolo guida di qualunque insediamento, un ‘a priori’.

Antonio Cederna si laurea in archeologia e per gli strani casi della vita, una sua relazione viene notata e Elena Croce lo chiama a scrivere articoli di critica d’arte, poi viene notato e chiamato al mitico ‘Il Mondo’ Diretto da Pannunzio nel 1949.

L’osservazione della feroce speculazione edilizia degli anni 50 lo porta ad occuparsi del consumo del territorio e in particolare della distruzione delle zone umide, bonificate per produrre grano invece di essere regolate per produrre pesce. Vengono eliminate le aree di sfogo delle piene dei fiumi, alla fine la ‘battaglia del grano’ è continuata ben oltre la fine del fascismo. Tra le cause la pochezza culturale della classe politica dominante e dell’apparato burocratico statale, incapaci di cogliere ragionamenti complessi.

Un esempio: l’ENI aveva iniziato ad estrarre metano dal Polesine con l’approvazione della DC. La sinistra si è opposta energicamente ma i poteri erano altrove. Ampie parti già bonificate del Delta sono andate sott’acqua e lo sono ancora adesso.

Cederna è tra i fondatori di Italia Nostra, nominato nel consiglio superiore dei Lavori Pubblici, consigliere comunale a Roma, entra in Parlamento con la sinistra Indipendente dall’87 al 92, contribuisce alla stesura di leggi che permettono la difesa del territorio, anche la Legge Quadro sulle aree naturali protette. Rifiuta la candidatura a Sindaco di Roma.

Ha dedicato complessivamente 140 articoli alla tutela dell’Appia Antica, vandalizzata dalle ville dei nuovi ricchi romani e non dai poveri Vandali, molto più educati, neppure incendiarono Roma nel 455, presero soldi, argenti, grano e se ne andarono.

Nei numerosi libri spiegò casi e meccanismi degli sventramenti dei centri storici, brutta copia di quanto fece a Parigi il barone Hausmann, cementificazione dei litorali, lottizzazioni di foreste. Contribuì a costruire la base culturale che permise di arrivare alla legge Galasso nel 1985.
Non è un caso che a Milano gli abbiano intitolato un giardino.
Folco de Polzer

 
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