NATURA
giugno 2025
BOSCO IN CITTA' - BOSCHI URBANI - 1
Le strutture verdi di recente concezione, che non sono parchi veri e propri, anche se coi parchi hanno molto in comune, sono i boschi urbani.
Anche in Italia c’è l’esigenza di creare, in prossimità o all’interno degli agglomerati urbani, nuove aree verdi concepite e realizzate in modi differenti dagli schemi usuali.

Vengono definiti boschi urbani spontanei quelle macchie che si formano nei pressi delle città. Per esempio in aree industriali e militari dismesse, in cantieri edili non ripristinati o aree agricole lasciate incolte. Il Consiglio di Stato ha definito che «il concetto di bosco è da intendersi a livello eco-sistemico, non solo quale formazione vegetale ma quale insieme di elementi biotici, abiotici, paesaggistici che connotano il proprio essere peculiare.»

I processi culturali ed ecologici da cui traggono origine i boschi urbani non sono sempre programmati, né prevedibili. Queste aree possono rappresentare una delle soluzioni da mettere in campo contro il cambiamento climatico.

Per bosco si intendono i terreni coperti da una vegetazione forestale arborea associata o meno a quella arbustiva di origine naturale o artificiale, in qualsiasi stadio di sviluppo, che abbia una estensione non inferiore a 2.000 m2 e una larghezza media non inferiore a 20 m con una copertura vegetativa non inferiore al 20%.

Un bosco che abbia la superficie minima di legge è sempre protetto in ragione dell’estensione non solo arborea, ma anche prativa ed arbustiva che, nel tempo, ha acquisito. Va infatti considerato un insieme unitario ed imprescindibile, a maggior ragione se si sviluppa in una città, così esplicando tutte le funzioni ecosistemiche fondamentali, dove più se ne ha bisogno.

All’interno del bosco vivono piante legnose oppure insieme di più associazioni formate da esseri viventi, animali e vegetali. Mentre si definisce selva un bosco di vaste estensioni. La foresta invece è un bosco di vaste estensioni oppure un bosco naturale.

Si può sottolineare che i boschi urbani oltre ad avere importanza per il benessere umano e animale, hanno un ruolo di primo piano nella tutela della biodiversità, di protezione del suolo e delle acque, sono un serbatoio di CO2 e un’isola dal calore urbano e non ultimo sono un luogo di svago nel paesaggio urbano.

Queste aree agevolano il perseguimento di politiche di rigenerazione urbana suggellando una nuova alleanza, all’apparenza piuttosto improbabile, tra città e natura.
Nei boschi urbani si possono trovare specie in maggioranza autoctone, al fine prevalentemente protettivo di miglioramento ambientale, secondo schemi paesaggistici naturali, molto semplici, con costi di impianto bassi e, soprattutto, con bassi costi di gestione.

Il bosco urbano viene piantato e deve essere ben curato nei primi periodi, per prendere avvio e vita. Per poi lasciare che il bosco viva di vita propria, senza volerlo rendere simile ad un giardino artificiale.
Avere un grande bosco urbano porta ad una migliore condizione sanitaria per la cittadinanza, con miglioramenti dal punto di vista sia fisico che psicologico per ogni cittadino.

Si possono anche definire “Pozzi di assorbimento di carbonio”visto il difficile compito di contrastare i cambiamenti climatici. Infatti i boschi urbani rientrano nella definizione di “carbon sink”, cioè “attività, processi, o meccanismi di rimozione di biossido di carbonio (CO2) dall’atmosfera”, secondo le indicazioni dell’UNFCCC (United Nation Framework Convention on Climate Change – Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici).

l’UNFCCC calcola che un albero assorbe ogni anno in media circa 10kg di CO2. Infatti nel Protocollo di Kyoto, trattato internazionale in materia ambientale, sostiene che la mitigazione climatica si possa realizzare non soltanto attraverso misure di prevenzione e riduzione delle emissioni di gas serra, ma anche con attività per la promozione dell’assorbimento forestale compensativo di CO2: riforestazione, piantare alberi su terreni che erano già occupati da piante ma che hanno subito la deforestazione; afforestazione, piantare alberi su terreni che non sono mai stati forestali.

“Secondo il Dr. Alexander Wissner-Gross, attivista ambientale e fisico di Harvard, un sito web produce una media di circa 0,02 g di CO2 per ogni visita. Assumendo 15.000 pagine visitate al mese, questo si traduce in 3,6 kg di CO2 l’anno, produzione legata soprattutto al funzionamento dei server. Calcolando, prudentemente, che un albero possa assorbire in media 5 kg di CO2 l’anno e che vive circa 50 anni, Co2Neutral afferma che, piantando un albero, un blogger può scrivere per 50 anni compensando le proprie emissioni.”

I boschi urbani si integrano nell’ecosistema delle città come componente naturale complesso. Ne sono esempio alcune città sparse in tutto il mondo, che hanno già inserito o prevedono di inserire i boschi nel loro tessuto: come per esempio Barcellona, Dublino, Vancouver, Medellin, Lubiana, Victoria, Milano e Bologna.

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“Bosco” di Pablo Neruda

Ora verde, ora splendida! Son tornato a dir
sì all’appartenente silenzio, all’ossigeno verde,
al nocciolo rotto dalle piogge d’allora,
al padiglione d’orgoglio che assume l’araucaria,
a me stesso, al mio canto cantato dagli uccelli.
Ascoltate, è il gorgoglio ripetuto, il cristallo
che a puro cielo grida, combatte, modifica,
è un filo che l’acqua, il flauto e il platino
mantengono nell’aria, di ramo in ramo puro,
è il gioco simmetrico della terra che canta,
è la strofa che cade come una goccia d’acqua.



Fonti:
www.quotidianolegale.it/i-boschi-urbani
www.rigeneriamoterritorio.it/i-boschi-urbani-soluzione-al-cambiamento-climatico/
www.sabar.it/2021/i-benefici-del-bosco-urbano-e-periurbano/
www.notiziegreen.it/boschi-urbani-come-nascono-a-cosa-servono/

Anna Zacchetti

 
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