NATURA
novembre 2024
L’ACQUA FIORITA
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Ninfee pallide lievi
coricate sul lago –
guanciale che una fata
risvegliata
lasciò
sull’acqua verdeazzurra –
ninfee –
con le radici lunghe
perdute
nella profondità che trascolora –
anch’io non ho radici
che leghino la mia
vita – alla terra –
anch’io cresco dal fondo
di un lago – colmo
di pianto.

Antonia Pozzi
da “Parole: diario di poesia”


Alla fine dell’inverno quando l’acqua dei laghetti incomincia a riscaldarsi ecco che iniziano a vegetare le ninfee. Sono piante acquatiche perenni, di origine euroasiatica. Crescono spontaneamente nelle acque dolci, prevalentemente stagnanti, delle zone di pianura, fino ad un’altitudine massima di 1500 m.s.l.m.
Il nome nympheae deriva dal greco, è riferibile alla mitologia, infatti lo stesso Plinio riferisce che questo fiore prese il nome da una delle naiadi, ninfe figlie di Giove.

Questi fiori, sbocciano dai primi di maggio alla fine di settembre ossia nelle stagioni in cui la superficie dell’acqua riesce a mantenersi ad una temperatura di circa 15 °C.

Sono fiori molto grandi e appariscenti, composti da petali di forma ricurva, disposti a spirale, il cui colore può esserei:bianco, giallo, rosa, rosso, azzurro e violetto. Al centro il fiore è pieno di stami di colore giallo dorato o arancione, creando un contrasto di colore che danno al fiore un grande effetto scenografico.

Alcune specie, infine, sono leggermente profumate.
La caratteristica curiosa di questi fiori è quella di aprirsi solo durante le ore diurne (dopo aver preso 1 o 2 ore di sole) per richiudersi nel tardo pomeriggio.
Sono ben ancorate sul fondo dei laghi lasciando galleggiare foglie e fiori sull’acqua.

Nell’antichità le ninfee suscitarono ammirazione e venerazione tra i popoli dell’Asia.

Le ninfee crescevano rigogliose sulle acqua del Nilo, erano molto venerate dagli antichi egizi tanto che il “fiore di loto” (nome con la quale veniva chiamata) veniva adoperato persino nei geroglifici e negli affreschi sia per rappresentare il fiore in se che per rappresentare il numero 10.000. Nei templi e nelle tombe possiamo trovare una rappresentazione fedele della Nymphaea lotus dal fiore bianco e della Nymphaea caerulea il famoso loto blu dell’Egitto, due specie tropicali che popolavano 5000 anni fa gli stagni della valle del Nilo.

Inoltre, resti di fiori di ninfea sono stati ritrovati nella camera sepolcrale del faraone Ramesse II e in moltissime altre tombe, il fiore di ninfea veniva scelto come motivo decorativo da dipingere anche nelle pareti.

Un’altra specie di ninfea blu, la Nymphaea stellata, è stata, in India e in Cina, il fiore sacro dei buddisti.

In Europa la Nymphaea alba e la Nymphaea candida dai fiori bianchi furono alla base di numerosi miti e credenze popolari. Esse simboleggiarono la bellezza e l’eleganza per i Greci antichi, che vedevano in loro la rappresentazione delle Ninfe e degli spiriti dell’acqua.

Il nome nymphaea deriva dal termine greco nymphé che secondo la mitologia greca era una ninfa, dea delle acque, il termine, però, deriva a sua volta dalla parola araba nenufar che significa loto blu, termine con il quale veniva comunemente denominata la pianta.

Nella mitologia la ninfa fu trasformata in un fiore che galleggia sulle acqua dagli Dei, dopo esser morta di gelosia per Ercole.
Per via della storia a cui era legata i greci consideravano la ninfea il simbolo dell’amore non corrisposto.

Per i cristiani avendo le ninfee la caratteristica di riuscire a fiorire in un ambiante alle volte non troppo pulito senza sporcarsi e mantenendo il proprio candore, le hanno fatto assumere il significato di castità, e viste anche le dimensioni di ogni fiore anche di carità.

Grazie ai due significati attribuitigli nell’arte cristiana, la ninfea è stata spesso raffigurata sulle facciate delle chiese e sui capitelli per ricordare le virtù attribuitegli.
Mentre nella cultura orientale la ninfea è considerata da secoli il simbolo dell’alba e quindi dell’arrivo del sole, questo significato è dovuto alla caratteristica di alcune varietà che si aprono solo durante le ore diurne.

Le più semplici da coltivare sono le ninfee rustiche.

Nella flora spontanea italiana è presente una sola specie, la Nymphaea alba. Questa pianta ha una altezza che varia dai 20 ai 200 cm; il suo habitat tipico sono le acque stagnanti; sul territorio italiano arriva ad una altitudine di 1500 m.
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Questi splendidi fiori hanno ispirato grandi pittori come Monet, che ha dipinto i suoi celebri quadri nel suo giardino di Giverny. La serie delle Ninfee è un ciclo di circa 250 quadri. Quando Monet dipingeva le sue amate ninfee, non si concentrava nel rappresentare i dettagli specifici ma voleva creare una visione d'insieme, cercando di rendere al meglio le intonazioni, i giochi di luce sull'acqua e i suoi riflessi colorati nelle diverse ore del giorno e nelle diverse stagioni.




Fonti:
ilgiardinodeltempo.altervista.org/ninfea
it.wikipedia.org/wiki/Nymphaea
www.etabeta-ninfee.it/la-ninfea-regina-dell-acqua/

Anna Zacchetti

 
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