ECOLOGIA ED ENERGIA
aprile 2024
PERCHE' LE AUTO ELETTRICHE COSTANO DI PIU'?
I motori a combustione interna sono composti da centinaia di componenti diversi, un aspetto che aumenta anche i costi di manutenzione e il rischio di guasti e rotture. In questi propulsori il carburante viene mischiato all’aria e incendiato con una scintilla, per azionare i pistoni e mettere in funzione il motore generando una forza con la quale muovere le ruote e spostare il veicolo.

Un motore endotermico è composto da pistoni, fasce elastiche, albero a gomiti, astine e bilancieri, carburatore, filtro dell’aria, sistema di accensione, tubo di scappamento, marmitta catalitica, guarnizioni varie.

Inoltre molti altri sistemi garantiscono la funzionalità dei motori a combustione interna:

- il sistema di alimentazione del carburante, con serbatoio, pompa di alimentazione e filtro della benzina;

- il sistema di circolazione dell’olio per lubrificare il motore, con pompa, radiatore e condotti vari;

- il sistema di raffreddamento, con pompe, radiatore, condotti vari;

- il sistema di trasmissione, con frizione e cambio.

Ci sono voluti più di 100 anni per arrivare a quella meraviglia tecnologica di cui oggi disponiamo. I motori elettrici, d’altra parte, sono formati da pochi componenti, con una struttura meno complessa in confronto a quella di una tradizionale auto diesel o benzina. Il sistema è composto da uno statore e un rotore, i quali sono alimentati dalla corrente elettrica fornita dalla batteria e muovendosi generano dei campi elettromagnetici, i quali producono a loro volta una forza con la quale azionano le ruote attraverso la trasmissione.

Inoltre i motori elettrici riescono a garantire anche un livello molto più alto di efficienza dal punto di vista energetico. Infatti il rendimento, dalla fonte alla ruota, di un’auto elettrica è intorno al 70% contro il 30% circa di un’auto a benzina. Da non trascurare poi il fatto che i motori elettrici hanno una durata almeno tripla rispetto ai motori endotermici e che i costi di manutenzione sono decisamente inferiori di circa un ordine di grandezza.

La guida di un veicolo con motore elettrico poi, è completamente diversa rispetto a quella di una macchina benzina o diesel. Innanzitutto questi veicoli sono estremamente silenziosi, in quanto i powertrain elettrici non emettono quasi nessun rumore, inoltre non ci sono né la frizione né il cambio poiché non servono in una vettura elettrica. L’auto è dunque facile da guidare, basta spingere l’acceleratore e frenare, prestando attenzione perché la risposta fornita dal motore elettrico è istantanea e la macchina scatta con facilità.

In conclusione, un’auto con motore elettrico è molto più semplice da costruire ed assemblare rispetto a un’auto con motore a combustione interna.

Di conseguenza il Valore Aggiunto, che determina il costo di produzione di un’automobile elettrica è parecchio inferiore.

Ma allora, perché i veicoli con motori elettrici disponibili sul mercato sono molto più cari dei veicoli tradizionali con motori endotermici?

La risposta è complessa e deve tener conto di diversi fattori.

Innanzitutto, le piattaforme adottate dalle case automobilistiche per l’assemblaggio dei veicoli necessitano di forti investimenti che sono ammortizzati in base alle quantità di veicoli prodotti. Ergo più sono i veicoli prodotti, meno costano. Si chiama economia di scala ed è regolata dal concetto di Costo Marginale.

In un’automobile tradizionale, la maggior parte dei componenti del motore è prodotta internamente dalla casa automobilistica stessa, e questo determina un alto Valore Aggiunto. Per contro, in un veicolo elettrico, il motore è realizzato per lo più da società esterne. Ciò fa crollare il Valore Aggiunto del veicolo nel suo complesso. Questo è il motivo principale per cui le case automobilistiche hanno concentrato, fino ad ora, la produzione su veicoli di alta gamma e di lusso, in modo da compensare il basso Valore Aggiunto dei motori elettrici con un più alto Valore Aggiunto di componentistica aggiuntiva di qualità.

Inoltre, questo è anche il motivo per cui le case automobilistiche preferiscono costruire veicoli ibridi con doppia motorizzazione e quindi con più Valore Aggiunto.

Infine le batterie, particolarmente costose e che raggiungono facilmente il 25% del valore di un’auto elettrica, non vengono realizzate dalle case automobilistiche tradizionali, ma da società esterne di cui il 56% cinesi, il 26% giapponesi, il 10% coreane e il rimante 8% da altri manufacturers occidentali.
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Ma le cose stanno cominciando a cambiare. In Cina il colosso BYD (Build Your Dream) ha fissato il prezzo della versione base della sua utilitaria Seagull, con batteria da 30 kW e autonomia di 305 km, a 8.900 Euro.

Tuttavia la Seagull, attesa in Italia per giugno 2024, costerà da noi sui 20.000 Euro.

La Federazione Europea per il Trasporto e l’Ambiente (T&E) afferma che i costruttori d’auto europei puntano soprattutto sui Suv mentre langue l’offerta di modelli più piccoli ed economici: questa strategia industriale rallenta la diffusione di massa dei veicoli elettrici e lascia sempre più spazio alla concorrenza cinese di vetture a basso costo. (vedi: www.transportenvironment.org/discover/carmakers-are-failing-to-deliver-affordable-electric-cars-holding-back-ev-adoption-analysis).

Il risultato, come emerge dalle rilevazioni di T&E, è che il prezzo medio di un’auto elettrica in Europa è aumentato del 39% dal 2015 mentre in Cina è diminuito del 53%, proprio a causa dell’attenzione “sproporzionata” dei produttori europei sui modelli premium, più grandi e costosi. Ciò sta facendo il gioco dei brand asiatici, che stanno rapidamente espandendo la loro offerta di modelli elettrici a basso costo, proprio in quei segmenti di mercato scarsamente coperti dai produttori europei.

Infine, secondo la società di consulenza Gartner, bisognerà aspettare il 2027 per poter acquistare un veicolo 100% elettrico ad un costo inferiore rispetto ad un analogo modello tradizionale con motore endotermico.

E questi modelli arriveranno per lo più dall’estremo oriente. Ci attende una ulteriore guerra commerciale?
Sergio Zabot

 
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