Nel centro storico di Modena, all'interno del Complesso San Paolo, complesso che verso la fine del XII secolo era un convento di monache, che poi mutò nel 1816 in Educandato delle povere Zitelle, e che durante la Prima Guerra mondiale e la Seconda mutò ancora in Caserma militare e ospedale, per tornare poi nel 1948 di nuovo appannaggio delle monache.
Negli anni successivi, il loggiato cambierà ancora destinazione d’uso, diventando asilo nido, scuola di infanzia, scuola elementare, sede di uffici comunali, circoli ricreativi, facoltà universitarie, mostre e iniziative culturali, mutando anno dopo anno la sua funzione di luogo di incontro e di polo culturale.
Oggi ci sono le sale co-working e lo spazio ristorante di Roots, progetto di integrazione e formazione per donne migranti dell'associazione AIW, c'è un asilo nido, un bar e c'è anche la biblioteca della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Modena e Reggio Emilia.
Ma al centro degli spazi che si presentano alla vista e che compongono i 6000 metri quadrati dello storico complesso modenese, ci sono due cortili, al centro dei cortili si trovano, in uno un leccio e nell’altro un banano.
Il cortile del banano non è molto grande e in quello spazio i tavolini del bar sono occupati tendenzialmente da studenti che con il portatile lavorano e da mamme con bimbi piccoli che fanno merenda dopo aver giocato nel giardino adiacente attrezzato con scivoli e vari giochi.
Il cortile con il leccio è un luogo di grande fascino e suggestione grazie alla presenza dell'imponente esemplare secolare.
In confronto ad altri lecci quasi millenari (in Sicilia ce n’è uno che ha 700 anni)
Il leccio che si trova nel cortile è giovane, dovrebbe avere circa 120 anni.
Ha un’altezza di circa 15 metri e il diametro della chioma è di 30 metri mentre la circonferenza ad altezza d’uomo è di 270 cm. Ha dei rami molto lunghi, tanto che si è dovuto provvedere ad un consolidamento con cavi dinamici “al fine di evitare rotture di branchee e scaricare la massa arborea”.
Questo albero maestoso ha il significato di lunga vita, perseveranza, dignità e forza.
Nello stemma della Repubblica Italiana, oltre al ramoscello di ulivo, che indica la pace, ce anche un ramoscello di leccio, che indica la forza: la forza che lavora per la pace.
Orazio-Fons Bandusiae (Hor. Carm III 13)
O fonte di Bandusia, più trasparente del cristallo,
degna di dolce vino puro, non senza fiori,
domani riceverai in dono un capretto,
al quale la fronte turgida per le prime
corna preannuncia e Venere e battaglie.
Invano: infatti ti macchierà i gelidi
rivoli di rosso sangue,
prole del gregge che gioca.
Te l'ora insopportabile della Canicola infuocata
non riesce a toccare, tu amabile frescura
ai tori stanchi per l'aratro
offri e al gregge vagante.
Diventerai anche tu (una) delle fonti famose,
visto che io canto il leccio che sta sopra incavati
roccioni, donde mormoranti
balzano le tue acque.
(foto Anna Zacchetti)