ECOLOGIA ED ENERGIA
giugno 2023
INVASIONE DELL’UCRAINA: I danni alla agricoltura.
Fino alla sciagurata invasione da parte della Russia l' Ucraina produceva e circa 36 milioni di tonnellate di mais per l'alimentazione animale (5° posto nel mondo) e 25 milioni di tonnellate di grano tenero per la produzione del pane (7° posto al mondo).

Come si puo’ ben vedere “ l’Ucraina granaio d’Europa e addirittura del mondo” non corrisponde al vero , giacchè è la Cina è il più grande produttore di grano al mondo con un volume di produzione di 131.696.392 tonnellate all'anno.

L'India è seconda con 93.500.000 tonnellate di produzione annuale ed il nostro paese ne produce poco più di otto milioni, in compenso l 'Italia è il primo produttore d'Europa di grano duro e il secondo al mondo con 1,2 milioni di ettari e circa 4 milioni di tonnellate.
Tornando all’ucraina si osserva che Le società americane Archer Daniels Midland, Bunge e Cargill sono i maggiori intermediari per il grano ucraino.

Un recente rapporto Oxfam ci informa che” Le principali società, non si limitano a commerciare solo prodotti fisici, ma operano dalle aziende agricole fino alla produzione alimentare. Forniscono sementi, fertilizzanti e prodotti agrochimici ai coltivatori, acquistano i prodotti agricoli e li immagazzinano nelle proprie strutture. Agiscono come proprietari terrieri e di bestiame, trasformatori di alimenti, produttori di biocarburanti, fornitori di trasporti e di servizi finanziari nei mercati delle materie prime. “

Tali aziende controllano circa l’ottanta per cento del mercato mondiale, e denunciano nel 2021 un fatturato che complessivamente supera i 320 miliardi di dollari.

Va da se che il blocco delle esportazioni ucraine nei porti di Mariupol, Berdiansk, Kherson e Odessa da cui partiva il 95% delle esportazioni, sta sensibilmente modificando gli equilibri mondiali e con essi la cosiddetta geopolitica della fame nel mondo.

Inoltre” il grano ucraino, frutto della sua fertile e ambita terra nera, potrebbe aprire le prime crepe nel fronte comune di solidarietà europea con Kiev di fronte all’invasione russa..

Pochi mesi dopo l’inizio della guerra su larga scala da parte del Cremlino, l’UE ha sospeso le tariffe e le quote d’importazione sui prodotti ucraini (compreso il grano) come ancora di salvezza economica per Kiev e come modo per combattere la crisi alimentare globale causata dal blocco della Russia di uno dei granai del mondo.

Ora, cinque dei suoi vicini dell’Europa orientale – Polonia, Romania, Slovacchia, Ungheria e Bulgaria – si sono mobilitati per chiedere alla Commissione europea di fornire fondi e altri strumenti per alleviare gli “effetti negativi” dell’aumento delle importazioni di prodotti agricoli ucraini sui loro mercati o di ripristinare le tariffe.

E’ di un mese fa l’annuncio che la Polonia poi, a ruota, quello analogo dell’Ungheria, interromperanno le importazioni di grano e di altri prodotti agricoli dall’Ucraina, ufficialmente per sostenere gli interessi dei rispettivi produttori locali.

Come si vede le cose non sono facili.

Tornando ai I danni all’agricoltura ucraina, si stima che ad inizio 2023 i danni per l’agricoltura erano nell’ordine dei 40 miliardi di dollari soprattutto per quanto riguarda la distruzione di macchinari, di infrastrutture e fabbricati aziendali, ma anche di campi ed allevamenti.

Più recentemente si parla di 14.300 ettari di colture devastati , 2,8 milioni di tonnellate di cereali e 1,2 milioni di tonnellate di olii di semi distrutte o rubate.

Come riportato da Agronotizie, “Infine, i capi di bestiame morti a seguito dell'invasione russa fanno contare circa 400mila alveari, 95mila tra pecore e capre, 212mila bovini, 507mila maiali e circa 12mila tra polli e altri avicoli, per un totale di 362,5 milioni di dollari di valore.”
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Per ora il sistema produttivo , sia pur a fatica ,regge, ma” l’equilibrio è su un filo sottilissimo”.

Per quanto riguarda il futuro si stima che l’agricoltura ucraina potrebbe risentire della guerra in corso per almeno 100 anni.
Segue.


Fonti:
oxfam,
starmag,
insideover,
Agronotizie ,
lifegate

Sergio Saladini

 
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