NATURA
febbraio 2022
NARCISO, IL FIORE CHE AMA SE STESSO.
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Narcisi (The Daffodils),
poesia di William Wordsworth


Vagavo solitario come una nuvola
che fluttua in alto sopra valli e colline,
quando all'improvviso vidi una folla,
un mare, di narcisi dorati;
vicino al lago, sotto gli alberi,
tremolanti e danzanti nella brezza.

Intermittenti come stelle che brillano
e luccicano nella Via Lattea,
si estendevano in una linea infinita
lungo il margine della baia:
con uno sguardo ne vidi diecimila,
che scuotevano il capo danzando briosi.

Le onde accanto a loro danzavano; ma essi
superavano in gioia le luccicanti onde:
un poeta non poteva che esser felice,
in una tale compagnia gioiosa.
Osservavo - e osservavo - ma non pensavo
a quanto benessere un tale spettacolo mi avesse donato:

poiché spesso, quando mi sdraio sul mio divano
in uno stato d'animo ozioso o pensieroso,
essi appaiono davanti a quell'occhio interiore
che è la beatitudine della solitudine;
e allora il mio cuore si riempie di piacere,
e danza con i narcisi.



Il Narciso (Narcissus) è un bulbo di origine europea della famiglia delle Amaryllidaceae. Venne introdotta in Cina intorno all'anno mille ed oggi è molto diffuso ormai in tutti i continenti.

Fiorisce da marzo a giugno, questo fiore è composto da centinaia di specie diverse. Nei fiori di narciso solitamente nessuna specie supera, di media, i 50 cm di altezza.

I petali si uniscono al centro, da cui parte una corona color giallo intenso. In natura, cresce spontaneamente in boschi e prati con una buona esposizione alla luce del sole. Sono fiori con un intenso profumo.

Tanto che secondo alcuni il nome narciso proviene dalla parola greca “narkào”, ossia “stordisco”, perché gli antichi ritenevano che il profumo dei suoi fiori avesse un potere, appunto, narcotico. Mentre altra versione è quella secondo cui l’origine sia persiana e deriverebbe da Nargis.
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I bulbi del narciso possono essere grandi al massimo 10 cm e sono velenosi, tanto che se incidentalmente ingerito può portare alla morte se non curato entro le 24 ore. Ciò non toglie che questo fiore venga utilizzato in omeopatia ed anche in medicina poiché dotato di forti proprietà antiinfiammatorie.

Si narra infatti che fin dall'antichità veniva usato come narcotico e tranquillante per sedare i dolori più forti. Anche il bulbo del fiore viene impiegato come antinfiammatorio e per curare problemi alla pelle come dermatiti e foruncoli. Inoltre è molto usato nell'industria dei profumi in quanto da alcune parti del fiore si ricavano essenze molto apprezzate.


Il terreno che il narciso predilige è quello soffice e adeguatamente drenato, ma di solito è una pianta robusta che cresce praticamente ovunque purché il drenaggio non sia eccessivo, difatti ciò che questo bulbo teme maggiormente sono i terreni umidi o addirittura le torbe.

Il narciso selvatico è originario di tutta l’area mediterranea, ma la sua coltivazione si è progressivamente diffusa nell’Europa centrale, nelle Prealpi, nei Balcani e poi in Francia e Inghilterra fino al Medio Oriente.
Esistono oltre 60 specie di narcisi spontanei e circa cento varietà e ibridi naturali.

Il narciso è un fiore dalle innumerevoli simbologie. Esistono, infatti, in diverse culture, miti e leggende che lo vedono protagonista e metafora di caratteristiche umane, ma anche simbolo di buoni e cattivi auspici.
Nel linguaggio dei fiori, i narcisi sono conosciuti per essere il simbolo dei presuntuosi, degli egoisti e delle persone piene di sé.
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Questo fiore era particolarmente amato già in epoche molto antiche, aveva particolare fortuna infatti sia presso gli egizi, che lo utilizzavano per decorare i defunti, sia in seguito presso i greci.
Per gli antichi romani il narciso era un fiore che cresceva nei campi Elisi, simbolo dell'aldilà nella religione romana, e quindi avevano l'usanza di piantarli sulle tombe dei propri cari defunti.

In Cina questo fiore è simbolo di fortuna e prosperità per l'anno nuovo, poiché la sua fioritura corrisponde proprio al periodo del Capodanno cinese. Nell'arte del tatuaggio cinese il narciso rappresenta l'augurio di far emergere il proprio potenziale interiore e di ottenere riconoscimenti per il proprio lavoro.

A questo fiore è anche legata la leggenda di Narciso, di cui Ovidio racconta nelle sue Metamorfosi. Lo scrittore narra di un bellissimo giovane innamorato solo di sé stesso, al punto che, specchiandosi in un lago, volle catturare la sua immagine riflessa e morì affogato.

Narciso è anche un famoso quadro di Caravaggio, custodito a Roma nella galleria nazionale d’arte antica, che raffigura appunto Narciso: il dipinto raffigura Narciso, figlio della ninfa Liriope e del dio fluviale Cefiso, che nella mitologia è un essere crudele che rifiuta ogni persona che se ne innamora.

Estasiato dalla sua immagine, Narciso cade nel fiume in cui si stava specchiando e vi muore per troppa vanità. Da qui deriva il termine narcisista.
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Fonti:
www.giardinaggio.net/giardino/bulbi/narciso.asp
www.giardinaggio.it
www.eurogiardinaggio.com/giardino
www.laboratoriovalsusa.it/
www.significatodeifiori.com/narciso.html


(foto Anna Zacchetti)
Anna Zacchetti

 
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