I pannelli solari si installano per forza orizzontalmente rivolti verso sud, per garantire la massima insolazione. Sbagliato
I pannelli solari non possono essere utilizzati nei campi, perché occupano spazio che serve all'agricoltura. Sbagliato
In realtà lo sviluppo tecnologico avanza velocemente nel mondo delle energie rinnovabili (senza che nessuno se ne accorga).
Un recente step evolutivo sono stati i pannelli bifacciali.
All'inizio non era chiaro il loro utilizzo, finché qualcuno non ha avuto un'idea geniale... posizionare i pannelli verticalmente con le facce rivolte a est-ovest. In questo modo la loro applicazione ideale diventa l’agrivoltaico.
L'installazione verticale permette di utilizzare al meglio i pannelli all'alba ed al tramonto. Inoltre anche al mezzogiorno il pannello bifacciale garantisce comunque un resa.
Il risultato finale è che un pannello bifacciale posto verticalmente in direzione est-ovest, garantisce una resa (kWh/kWp) tra il 5% ed il 15% superiore rispetto ad un pannello monofacciale installato nel modo tradizionale.
L'installazione verticale inoltre riduce del 90% il consumo di suolo e può essere ultimata in una singola stagione invernale.
Ciò rende questa soluzione perfetta per l'agricoltura. Per alimentare un’economia rinnovabile abbiamo bisogno di grandi superfici assorbenti.
Se queste superfici devono essere sottratte all’agricoltura si crea una competizione tra la produzione di cibo e di energia.
Questa soluzione, al contrario, non solo permette la coesistenza della produzione agricola ma incrementa notevolmente la resa economica di un campo.
Ma questi non sono gli unici pregi di questa innovazione, ve ne sono parecchi altri.
I pannelli ombreggiano il terreno riducendone l'evaporazione e migliorando la performance agricola, soprattutto in zone calde.
Poiché l'insolazione all'alba ed al tramonto è minore rispetto a mezzogiorno, questo tipo di installazione garantisce un allungamento della vita dei pannelli, che potrebbe addirittura raddoppiare.
Viene quasi azzerato il rischio di rottura dovuto alla grandine, cosa non da poco conto, infatti in futuro gli eventi metereologici estremi sono previsti in rapido incremento.
Non esiste problema di abbaglio, in quanto i raggi solari sono riflessi a terra.
Inoltre anche il profilo di produzione cambia, adattandosi meglio al fabbisogno elettrico del sistema, permettendo un ulteriore incremento della resa economica.
Resta il problema dell'impatto sul paesaggio, seppure ridotto, infatti questi impianti sono meno densi rispetto agli impianti tradizionali (tra i filari devono poter passare i mezzi agricoli), come mostrano le foto di seguito.
Sfruttare l'opportunità data dalla loro complementarietà con l'agricoltura, vorrebbe dire prendere due piccioni con una fava: aumentare la profittabilità dei suoli agricoli e decarbonizzare il nostro mix energetico soprattutto nei mesi ad alta radiazione solare.
Trovare gli interessati per grosse installazioni pilota vincendo le reticenze di Coldiretti potrebbe essere l'occasione per il nostro ministro della transizione ecologica di fare finalmente della transizione ecologica
Riccardo Antoniol e Giovanni Montagnani di “ Ci sarà un bel clima.”.