Tra i primi fiori della primavera, tra l'erba verde ormai cresciuta, spuntano dei fiorellini di un delicato color azzurro detti Occhi o Occhietti della Madonna. Creano delle macchie di colore che si mischiano al verde dell’erba creando un effetto particolarmente bello. Questa varietà di piccoli fiorellini che fioriscono tra febbraio ed aprile, al primo disgelo, rispondono al nome di Veronica. Per la prolificazione del fogliame attorno al fiorellino a questa pianta infestante viene dato anche il nome di Ederella.
L' ederella
di Giovanni Pascoli
Prima che pur la primula, che i crochi,
che le viole mammole, fiorisci
tu, qua e là, veronica, coi pochi
petali lisci.
Su le covette, sotto l’olmo e il pioppo,
vai serpeggiando, e sfoggi la tua veste
povera sì, sbiadita sì, ma, troppo,
vedi, celeste.
Per ogni luogo prodighi, per ogni
tempo, te stessa, e chiami a te leggiera
ogni passante per la via, che sogni
la primavera.
Ti guarda e passa. Tu non sei viola!
Di sempre sei! Non hai virtù che piaccia!
La gente passa, e tutti una parola
gettano: Erbaccia!
Tu non odori, o misera, e non frutti;
né buona mai ti si credé, né bella
mai ti si disse, pur tra i piedi a tutti,
sempre, ederella!
Spesso la Veronica viene confusa con il Nontiscordardime, il Myosotis alpestris, Oltre alle evidenti differenze botaniche, i petali degli Occhietti della Madonna, molto delicati, se si raccolgono cadono quasi immediatamente e si scoloriscono. Infatti è una caratteristica di questa pianta che appena i fiori vengono sfiorati la corolla si stacca e cade, e alcune leggende narrano che gli uccelli siano talmente innamorati di questi fiori che chiunque li danneggi verrà beccato negli occhi. Sono fiorellini che devono restare nel loro terreno, là dove sono cresciuti.
E’ un fiorellino a quattro petali, azzurri, sfumati di bianco nel centro. In realtà sono 4 lobi in quanto i due petali superiori sono fusi insieme e variano il loro colore dal bianco all’azzurro fino al viola intenso, di solito uno dei 4 petali è leggermente più piccolo e più chiaro.
Le foglioline sono leggermente pelose e frastagliate. E’ una pianta molto diffusa in natura, non cresce molto in altezza ma si estende facilmente a tappezzare ampi spazi erbosi, e può diffondersi anche in terreni pietrosi.
Il nome Veronica in origine era Bernice, dal latino "portare alla vittoria" diventato Berenice, per poi essere trasformato in Veronica, a significare vera icona, nella tradizione cristiana, la donna che asciugando il volto di Gesù ne vide rimasta impressa l'immagine su di un panno di lino .
Alla fine del XVII° secolo, questa pianta veniva usata al posto del te cinese che essendo molto raro e costoso era difficile da reperire.
Questa pianta fa parte dei “fiori di campo” (conosciuti anche come fiori selvatici o fiori spontanei) nella cultura comune si intende una categoria di fiori che crescono spontaneamente in natura, senza essere intenzionalmente seminati o piantati.
Tra i fiori di campo più diffusi si possono trovare le margherite (Leucanthemum vulgare), i fiori di Veronica (o gli occhi della Madonna), le primule (Primula vulgaris, nel sottobosco) già all’inizio della primavera. Più tardi sbocciano i fiori di camomilla (Matricaria chamomilla), di trifoglio (Trifolium) e del tarassaco (Taraxacum officinale). In tarda primavera, sui campi assolati crescono i papaveri (Papaver rhoeas), le campanule (Campanula persicifolia, nelle aiuole parzialmente ombreggiate) e i muscari (Muscari neglectum), là dove il clima è più fresco.
I fiori di campo vengono spesso rappresentati nei quadri, come per esempio attraverso la pittura di Claude Monet tanto che disse che doveva forse ai fiori l’essere diventato pittore.
Fonti:
it.wikipedia.org
www.lellacanepa.com
www.eticamente.net la-leggenda-degli-occhi-della-madonna
www.giardinaggio.it/fioridicampo
(foto Anna Zacchetti)