Ma ormai, se qualcuno invidio, è l’albero.
Freschezza e innocenza dell’albero! Cresce a suo modo. Schietto, sereno. Il sole, l’acqua lo toccano in ogni foglia. Perennemente ventilato.
Tremolio, brillare del fogliame come un linguaggio sommesso e persuasivo!
Più che d’uomini, ho in cuore fisionomie d’alberi.
Ci sono alberi scapigliati ed alberi raccolti come mani che pregano. Alberi che sono delicate trine sciorinate; altri, come ceri pasquali.
Alberi patriarcali, vasti come case, rotti dalla fatica di spremere per generazioni la dolcezza dei frutti.
C’è l’albero di città, grido del verde, unica cosa ingenua nel deserto atroce.
Ma più di ogni altro, due alberi ricordo che crescevano da un greto di torrente, allato, come svelti fratelli…
Essere un albero, un comune albero
Camillo Sbarbaro, in 38, Trucioli (1914-1918)
Il nespolo è un albero da frutto molto facile da coltivare e di grandi soddisfazioni. Era una pianta comunemente coltivata nelle campagne. La diffusione avveniva anche grazie agli uccelli che ne prediligevano i frutti. Il nespolo comune appartiene alla categoria dei piccoli frutti antichi e dimenticati, come: il biancospino, il cotogno, il corniolo, le giuggiole, il corbezzolo, il prugnolo, il mirto, l’azzeruolo e il lentisco.
Per lungo tempo il nespolo selvatico è stato trattato come una pianta dai poteri miracolosi. Greci e Romani dedicarono questa pianta al dio Saturno; gli erboristi lo utilizzavano normalmente per eseguire preparati in grado di curare un buon numero di patologie: come le emorragie, i calcoli renali e molti disturbi legati alla digestione.
Il nome nespolo deriva da nespilum - mespilum, che a sua volta derivanti dal greco meso (=in mezzo) e dal latino pillum (=palla), a indicare il frutto a forma sferoidale dimezzata.
Mentre le origini del nome con cui viene definita la pianta del nespolo giapponese sono latine: infatti, la denominazione latina è eriobotrya japonica e sta proprio a voler significare che si tratta di una pianta che presenta una provenienza tipicamente nipponica.
Il nespolo comune è originario dell’Asia Minore, di una zona compresa tra il Mar Nero e il Mar Caspio, tra Iran, Turchia e Grecia. La pianta era nota ai Romani, i quali la diffusero nei territori dell’impero, come l’attuale Germania.
Negli ultimi due secoli però, in Europa come in altri paesi del mondo, è stato gradualmente e commercialmente rimpiazzato dal nespolo giapponese, che appartiene ad una specie diversa. Ma i suoi frutti vengono sempre chiamati "nespole". I frutti di entrambe le due specie si raccolgono acerbi, in attesa di maturazione fuori dalla pianta.
Il nespolo comune (Mespilus germanica) appartiene alla famiglia delle Rosaceae (altre specie tipiche di questa famiglia sono il melo e il pero.) esso viene anche chiamato nespolo germanico o europeo. La nespola europea è a raccolta autunnale, di forma più tondeggiante e con una buccia di color verdastro-grigio-marrone chiaro, riconoscibile da una grossa apertura al fondo, mentre quella del nespolo giapponese è primaverile, la bacca appare più oblunga e chiusa, e la buccia di un colore più vivo e giallastro.
E’ diffuso in tutto il Vecchio Continente, come una pianta che si sviluppa in modo spontaneo all'interno dei boschi di latifoglie o come pianta rinselvatichita all'interno degli incolti.
Il nespolo è una pianta che può contare su una grandissima resistenza al freddo e al clima invernale: infatti è in grado di svilupparsi anche fino ad un'altitudine pari a 1000 metri di quota.
E’ un albero dalle dimensioni modeste, non riesce a svilupparsi in altezza per più di 5 metri ma nella maggior parte dei casi il nespolo non supera i 3 m. Mentre il nespolo giapponese può anche raggiungere i 10 metri in altezza.
Nelle nostre campagne c’è un’antica tradizione di coltivazione del nespolo. Ne è conferma il vecchio detto popolare che recita: “Col tempo e con la paglia maturano le nespole”, ossia viene usata la metafora del nespolo, per affermare che ci vuole pazienza ed occorre aspettare per vedere i risultati.
Le nespole sono frutti ottimi per essere trasformati in marmellate o gelatine. Vengono anche usati per produrre bevande alcooliche.
Il legno dell’albero è molto duro e viene usato per lavori al tornio. E’ un legno ottimo anche per ottenere il carbone.
In antichità, con il tannino ottenuto dalla corteccia, dalle foglie e dai frutti immaturi si effettuava la concia delle pelli.
In Italia, grazie alla sua resistenza al freddo, si è tradizionalmente sviluppato nelle zone del Settentrione, anche se è stato anticamente piantato in alcune zone dell'Italia centrale e meridionale, come il caso, ad esempio, della cosiddetta "Casa del Nespolo" di Aci Trezza (Sicilia), casa patriarcale della famiglia Toscano, protagonista del romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga (1881).
In Friuli esiste un paese, Nespoledo, il cui nome deriverebbe proprio dall'abbondanza di alberi di nespole presenti fino agli inizi del '900.
Anche la pianta del nespolo giapponese è diffusa ormai un po' in tutto il mondo.
Tra le caratteristiche principali di questa pianta sono le foglie di grandi dimensioni e dalla forma ovale, appuntita, piuttosto lucide, coriacee e rugose, con una colorazione verde scuro.
Durante la stagione autunnale, esattamente all'apice dei rami, la pianta del nespolo giapponese produce delle infiorescenze che sono formate da dei fiori di ridotta dimensione, con una forma a stella ed una colorazione bianca.
Il nespolo del Giappone si caratterizza per crescere esattamente come un albero di ridotte dimensioni e sviluppa una chioma dalla forma sferica e molto ampia.
Fonti:
www.giardinaggio.net
www.coltivazionebiologica.it/nespolo-comune
it.wikipedia.org/wiki/Mespilus_germanica
giardino-piante-fiori.lacasagiusta.it