ECOLOGIA ED ENERGIA
marzo 2020
MALE LA BIODIVERSITA', MEGLIO EMISSIONI, FONTI RINNOVABILI ED USO EFFICIENTE DELLE RISORSE
L’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) ha presentato un bilancio della situazione ambientale del nostro continente e accompagna i dati con indicazioni concrete per chi è chiamato a prendere decisioni politiche nel Rapporto “State and Outlook of the Environment Report – SOER 2020”, un documento redatto ogni cinque anni sulla base delle informazioni ambientali raccolte dai 33 paesi aderenti (i 28 dell’Unione più Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Turchia) e da 6 cooperanti (Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Kosovo).
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All’interno dell’Agenzia Europea, l’Italia è rappresentata dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e dal Ministero dell’Ambiente.
Alessandro Bratti, Direttore generale dell’Ispra, è anche vicepresidente dell’Agenzia.
Il quadro delineato dal Rapporto SOER 2020 presenta tendenze ambientali, nel complesso, simili a quelle del 2015. La preoccupazione maggiore è per quello che viene definito capitale naturale: aree protette, specie animali e vegetali, consumo del suolo, inquinamento dell’aria e impatto sugli ecosistemi.
Dei 13 obiettivi strategici fissati per il 2020 in questo settore, solo due – aree terrestri e aree marine protette – hanno buone probabilità di essere raggiunti.

Guardando al 2030, se le attuali tendenze dovessero rimanere tali, il deterioramento dell’ambiente naturale si aggraverà e aria, acqua e suolo continueranno a essere inquinati.
C’è ancora, però, la possibilità di centrare quelli a più lungo termine del 2030 e 2050.
“Il Rapporto dell’Agenzia Europea è indubbiamente preoccupante. Lo scenario europeo mostra un degrado diffuso dell’ambiente, con pochi settori in stato non negativo – ha sottolineato Alessandro Bratti intervenendo alla presentazione del Rapporto a Bruxelles – Anche se l’Italia non è al di sotto della media europea, anzi con situazioni indiscutibilmente buone, come nel caso del patrimonio naturale e delle aree protette, i nostri macrotrend non si discostano da quelli europei.
I trend non positivi impongono ulteriori notevoli sforzi per l’implementazione del Green New Deal, verso il quale sono riposte grandi attese. L’impegno di Ispra è di continuare il percorso intrapreso con le ARPA/APPA per operare sempre di più in maniera sinergica”.

Progressi significativi sono stati fatti dall’Europa per quanto riguarda l’efficienza delle risorse, l’economia circolare; con qualche blocco negli ultimi mesi, diminuiscono anche le emissioni di gas serra, quelle industriali e la produzione di rifiuti. Migliora l’efficienza energetica e cresce la percentuale di energia rinnovabile. Nonostante i progressi, con difficoltà saranno raggiunti gli obiettivi energetici e climatici per il 2030 e il 2050 senza una forte sterzata.
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Gli effetti dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento atmosferico e acustico sull’ambiente e la salute umana sono ancora fonte di preoccupazione.
L’esposizione al particolato, responsabile di circa 400.000 decessi prematuri in Europa ogni anno, colpisce i paesi dell’Europa centrale e orientale in modo sproporzionato.

Vi è inoltre una crescente preoccupazione per le sostanze chimiche pericolose e i rischi che ne derivano. Guardando al futuro, con una migliore integrazione delle politiche sull’ambiente e la salute, le prospettive per la riduzione dei rischi ambientali per la salute potrebbero essere più ottimistiche.
Il rapporto è stato presentato mercoledì 4 dicembre a Bruxelles nella sede del Consiglio dell’Unione Europea, l’organo che riunisce in varia composizione secondo i temi affrontati i rappresentanti dei vari governi.


Per chi è interessato, è quì possibile leggere, in italiano, il comunicato stampa del SOER 2020, la relazione completa e il documento di sintesi
Sistema nazionale per la protezione dell‘ambiente.

 
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