"Principes" è il nome che Linneo (Il grande botanico che diede nome e cognome alle piante 1741 - 1778) diede alle palme, ad indicare che esse sono le sovrane del mondo vegetale. Apprezzate per la loro bellezza, oltre che per i loro prodotti, molte specie di questa famiglia sono state introdotte in Europa a scopo ornamentale a partire dal XIX secolo.
La palma compare storicamente come elemento significativo nelle tradizioni dei paesi che si affacciano sul mediterraneo. Nell'antico Egitto la palma appariva nella iconografia e nelle tradizioni funerarie. Nella tradizione Ebraica la palma compare nelle cerimonie di carattere agrario e il loro ciclo vegetativo corrisponde spesso a momenti del calendario festivo. La festa delle Capanne coincide con il momento della fruttificazione delle palme.
Presso i Greci e i Romani appare nelle cerimonie funebri e come simbolo di vittoria nei giochi e nelle battaglie. La palma nel mondo islamico ha naturalmente un ruolo pratico e centrale vista la loro presenza sul territorio. Le palme occupano un posto secondario nelle credenze e nei rituali dell'islam. Sono, invece, molto presenti nell'arte decorativa. Nel mondo cristiano la palma conosce un'ampia diffusione anche nelle culture europee. Assume tre diversi aspetti: leggendario, iconografico e relativo alle celebrazioni festive della Settimana Santa.
Le Palme hanno un fusto dritto e legnoso, non ramificato. La palma prima di iniziare a crescere in altezza, si allarga, raggiungendo il suo diametro definitivo.
Alcune Palme hanno foglie cosiddette pennate, perché simili alla penna di un uccello, mentre altre hanno foglie a forma di ventaglio. Sono tutte sempreverdi e le foglie vivono qualche anno poi nuove foglie sostituiscono via quelle precedenti che, una volta seccate, rimangono attaccate allo stipite proteggendolo. Appena nata la nuova foglia è ripiegata più volte su sé stessa come un ventaglio, e soltanto successivamente si sfrangia lungo le piegature e acquista la forma caratteristica che la rende più resistente al vento.
Le palme appartengono ad una famiglia, le Arecaceae, di cui fanno parte ben 210 generi e circa 2800 specie.
Molte specie appartenenti alla famiglia delle Arecaceae sono utilizzate dall'uomo per ottenerne prodotti non solo per usi alimentari (datteri, cocco, olio di palma, vino di palma etc.), ma anche per materiali da costruzione, per intrecciare funi, per scopi ornamentali e per moltissimi altri usi conosciuti ed apprezzati soprattutto nei luoghi di origine.
La Phoenix Canariensis è d'origine Araba e Mediterranea ed è la palma dei litorali e del meridione italiano. Questa pianta era già coltivata in epoca romana. Oggi molte di queste piante si sono ammalate per colpa del punteruolo rosso, il temibile Rhynchophorus ferrugineus, stupidamente importato da alcuni vivai dall'Egitto con delle palme a basso costo ma purtroppo il punteruolo rosso in Egitto è endemico.
Nelle oasi sahariane la palma da dattero è la più diffusa. E'una pianta esigente che ha bisogno di molte cure continue e meticolose. Infatti la pianta vive più di 100 anni, ma ha bisogno di almeno 15 anni prima di produrre i suoi frutti. Le sue foglie devono essere tagliate periodicamente, altrimenti si trasforma in un cespuglio selvatico.
La palma da datteri e la palma da cocco sono tra gli esemplari più noti soprattutto per i loro frutti. Quella nana è l’unica palma spontanea delle regioni mediterranee e si possono trovare alcuni esemplari nel Sito di Importanza Comunitaria (SIC) di Sant'Anna in Liguria che ne rappresenta il limite settentrionale dell'areale.
Le palme per i popoli antichi avevano un valore simbolico dovuto, tra l'altro, al fatto che la maggior parte delle specie hanno i fiori maschili e femminili su piante diverse, quindi da questo punto di vista sono simili agli esseri umani.
La città europea a latitudine più settentrionale dove nascono spontanee le palme da datteri è Bordighera, in particolare la qualità “Phoenix dactylifera” che è quella più rustica.
In Liguria, come anche in Sardegna, esiste la tradizione centenaria di intrecciare le foglie di palma e in occasione della Domenica delle Palme ogni anno le città di Sanremo e Bordighera offrono alla Città del Vaticano questi piccoli capolavori artigianali: i tradizionali
“Parmureli”.
Le palme messe a dimora recentemente nelle aiuole di Piazza del Duomo a Milano sono state naturalmente oggetto di commenti contrastanti: da una parte si riconosce a questa operazione il valore di un'integrazione tra culture e simboli diversi, e dall'altra si sarebbe preferito l'impianto di specie autoctone a sottolineare i valori propri della cultura lombarda. Le palme e i banani resteranno nell'aiuola della piazza per una durata di tre anni.
Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
(Eugenio Montale, Ossi di seppia)
Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le pietraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera e i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.
Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto si esprime libera un'anima ingenua,
vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.
Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovane palma...
(foto Roberta Carabelli e Anna Zacchetti)
Fonti, per approfondire:
www.treccani.it
www.ccb-sardegna.it
www.reportafrica.it
www.italia.listephoenix.com