NATURA
febbraio 2017
IL MANDORLO
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Il 15 febbraio 1890 Van Gogh scrive alla madre in occasione della nascita del nipote: "Ho iniziato subito una tela per il figlio di
Theo, da appendere nella loro camera da letto, una tela azzurro cielo, sulla quale si stagliano grandi fiori di mandorlo bianchi".




Il Mandorlo, il cui nome scientifico è Prunus dulcis è una pianta appartenente alla famiglia delle Rosaceae e il seme che produce viene comunemente chiamato Mandorla. E' nativo dell'Asia sud-occidentale.
A differenza del Mandorlo coltivato, quello selvatico presenta, nel frutto, una forte tossicità dato che contiene glucoside amigdalina che, in conseguenza di danni subiti al seme, si trasforma in acido cianidrico. In seguito all'addomesticamento, il Mandorlo iniziò a produrre semi commestibili. Infatti, secondo alcuni studi, i Mandorli furono uno dei primi alberi da frutto a essere coltivati grazie "all'abilità dei frutticoltori a selezionare i frutti.
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La forma domestica può maturare i frutti anche al nord delle Isole Britanniche. Il mandorlo selvatico cresce nel Mediterraneo orientale e nel Levante. Venne introdotto in Sicilia dai Fenici dalla Grecia (i romani lo chiamavano "noce greca"), dopodiché si diffuse in Francia, Spagna e quasi tutti i paesi del Mediterraneo. Mentre in America vi giunse nel XVI secolo.

I mandorli domestici appaiono nella prima parte dell'Età del bronzo (3000-2000 a.C.). Un esempio archeologico di mandorlo sono i frutti trovati nella tomba di Tutankamon in Egitto (circa 1325 a.C.), probabilmente importate dal Levante.
Il mandorlo è una pianta a medio sviluppo, alta tra gli 8 e i 10 metri, è molto longeva.

Il mandorlo e' caratterizzato da una fecondazione che si affida al vento, per cui nel mandorleto si rende necessaria la presenza di un certo numero di arnie durante la fioritura. I suoi fiori, ermafroditi, sono bianchi o leggermente rosati sono i primi a sbocciare in primavera, anzi talvolta nel tardo inverno, e per questo simboleggiano la speranza, oltre che il ritorno in vita della natura. Rappresentano anche la delicatezza e la fragilità per il loro sfiorire in un tempo molto breve. Il significato del fiore del mandorlo ha ispirato molti miti e leggende e ha promosso la nascita di tradizioni.

All'inizio di febbraio ad Agrigento una tradizione popolare siciliana rinnova ogni anno, dal 1934 la Sagra del Mandorlo in fiore. E' una festa popolare con l' obiettivo di festeggiare l'anticipo della primavera con il rifiorire dei mandorli e di gioire per il ritorno della vita. La festa si traduce in un'occasione di incontro tra i popoli che, senza linee di confine, si uniscono per ballare e cantare in nome della pace e della fratellanza. La manifestazione centrale di questa festa è, infatti, il Festival internazionale del folklore, in cui, la storia, la cultura e tradizione di tutti i popoli della terra si incontrano stringendosi attorno al millenario tempio della Concordia, accendendo insieme il Tripode dell'Amicizia.

In Germania sono numerose le iniziative popolari sulle piante di mandorlo. Nella regione del Palatinato, è famosissima la ‘Sagra dei Fiori di Mandorlo’(Gimmeldingen Mandelblütenfest), organizzata a ricorrenza annuale dal 1935, tra la metà di marzo e l’inizio di aprile.

Nel sud del Marocco, lo spettacolo effimero della bellezza naturale dello sbocciare dei fiori viene festeggiato ogni anno, nel mese di febbraio, con il ‘Festival del Fiore di Mandorlo’. Musicisti, , ballerini e cantastorie allietano per l’occasione il villaggio di Tafraoute, tra le montagne Anti-Atlas, al centro della Valle Ameln, famosa per la produzione di mandorle.

Nella mitologia greca, il mandorlo è collegato all'attesa del compimento di una speranza e della costanza.
La fioritura precoce del mandorlo nella Bibbia per il profeta Geremia appare come un segnale di rinascita; nell’Esodo, Dio indica a Mosè di prenderne i fiori a modello per forgiare l’oro con il martello in modo da ottenere l’antico candelabro ebraico (Menorah) a sette bracci. Nel testo biblico dell’Ecclesiaste, i fiori di mandorlo sono l’emblema, per la loro breve durata, di quanto la vita scorra velocemente fino all’invecchiamento.

Fin da prima del XIV secolo nella città di Srinagar nel Nord dell'India è esistito un grande parco giardino ‘Badamwari’ (Alcova di mandorle) ricchissimo di questi alberi. Fin dagli anni 70 è stato meta di raduni spettacoli ed eventi, poi ha prevalso l'urbanizzazione selvaggia erodendo in gran parte il giardino. Dopo anni di abbandono e chiusura la Banca statale dello Jammu & Kashmir si è presa in carico i lavori di ripristino del parco rimasto mettendo a dimora 1.500 piante di mandorlo. Finalmente nel 2008 il giardino veniva riaperto e riportato all'uso tradizionale.

Il significato esoterico di questa pianta è strettamente legato al suo frutto, la Mandorla. Alcuni riti sacri comportano il fare indigestione di Mandorle, che si ritiene apportino sapienza. Infatti la Mandorla, essendo nascosta, incarna l’essenza spirituale, la saggezza.




Dimentica i mandorli in fiore

di Nazim Hikmet; una poesia che Hikmet ha scritto durante la sua prigionia in Anatolia, nella prigione di Bursa, il 5 novembre 1945.

Dimentica i mandorli in fiore.
Non vale la pena In questa storia
Di ricordare ciò che non può ritornare.
Asciuga al sole i tuoi capelli bagnati:
languidi come frutti maturi brillino
umidi, grevi, i vermigli riflessi.
Amore mio, amore mio, siamo ?in autunno.



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L'assiuolo

poesia di Giovanni Pascoli, pubblicata nel 1897 all'interno della raccolta "Myricae"

Dov’era la luna? ché il cielo
notava in un’alba di perla,
ed ergersi il mandorlo e il melo
parevano a meglio vederla.
Venivano soffi di lampi
da un nero di nubi laggiù;
veniva una voce dai campi:
chiù...
Le stelle lucevano rare
tra mezzo alla nebbia di latte:
sentivo il cullare del mare,
sentivo un fru fru tra le fratte;
sentivo nel cuore un sussulto,
com’eco d’un grido che fu.
Sonava lontano il singulto:
chiù...
Su tutte le lucide vette
tremava un sospiro di vento:
squassavano le cavallette
finissimi sistri d’argento
(tintinni a invisibili porte
che forse non s’aprono più?...);
e c’era quel pianto di morte...
chiù...


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Fonti:
www.ilcasalediemma.it
it.wikipedia.org
www.agraria.org
www.mitiemisteri.it
www.giardinaggio.net
Anna Zacchetti

 
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