ECOLOGIA ED ENERGIA
settembre 2016
AVVENTURE A... SEI ZAMPE: TUTTI AL MARE (episodio 1)
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Quando feci una vacanza estiva con Larika per la prima volta era fine luglio del 2007. La nostra avventura cominciò solcando i mari: quattro donne, due auto, due tende e… Larika: meta la splendida costa occidentale della Corsica.

La traversata da Genova a Bastia, si sa, dura circa cinque ore e io, da brava cinofila neofita e super attenta, mi ero organizzata come se fossero quarantotto… nel deserto: acqua in quantità industriale sia da bere che per bagnare Larika che già mi immaginavo sotto un sole cocente che per motivi misteriosi non avrebbe fatto niente di male a me (che viaggiavo senza nemmeno un cappellino) ma avrebbe rosolato lei a fuoco lento… pettorina per essere sicura di riuscire a recuperarla se fosse scivolata o si fosse infilata in qualche posto strano e pericolosissimo (come se sulla nave non fosse comunque sempre al guinzaglio…), niente pappa prima di partire per evitare che vomitasse tutto, ma una dose di cibo di scorta nello zainetto (non si sa mai rimanessimo in mare a lungo… ?!?), il passaporto e i documenti sanitari di Larika in una busta impermeabile (chissà mai si bagnassero… ;-) E per me? Niente di speciale naturalmente: di cosa mai avrei potuto aver bisogno oltre a un po’ d’acqua e alla guida turistica che mi stavo leggendo da qualche giorno?!
Date le premesse, riuscite a indovinare di chi fosse la valigia più grande del gruppo ?!? ;-)
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Comunque, attrezzate di tutto punto, eccoci alla fase 1: salire a bordo. Che ci vuole, direte voi? Beh… vediamo… Larika mal sopporta gli ambienti chiusi e i rumori forti. Avete presente l’aria fresca e la pace silenziosa che caratterizzano la stiva di un traghetto durante le operazioni di carico delle auto?!? No, decisamente noi saremmo passate dall’accesso passeggeri. Carmela, l’amica che condivideva l’auto con noi, si è gentilmente offerta di portare l’auto in stiva e nel frattempo noi saremmo andate a prendere un buon posto sul ponte per tutte. Quindi ci avviciniamo al traghetto, ma… c’è la passerella. A Larika piacciono i passaggi traballanti sul vuoto secondo voi? La vedo rallentare sempre più e guardarla con sospetto. Decido che se glielo avessi fatto passare per un bel gioco ce l’avremmo fatta: una volta presentati i biglietti all’ingresso mi misi a correre verso la passerella dicendole con tono entusiastico “dai, dai, andiamo, andiamo”. Il marinaio di vedetta mi ha guardata un po’ perplesso e qualche passeggero si è voltato come a dire “ma che succede?!?” salvo poi sorriderci con quell’espressione particolare che di solito si riserva a cuccioli e neonati… Comunque il trucchetto funzionò: in 30 secondi netti eravamo a bordo, lei era entusiasta del nuovo gioco e io avevo il fiatone…

Una volta a bordo siamo andate in ricognizione: io cercavo posti e sdraio comode su cui avremmo potuto sederci e Larika annusava… qualsiasi cosa.
Una bellissima giornata limpida fece da sfondo ad una giornata emozionante: l’avventura era iniziata.
Le cinque della traversata passarono rapidamente fra chiacchiere amichevoli e letture, spuntini e giri di esplorazione della nave a sei zampe e… tentativi della sottoscritta di tenere Larika all’ombra (che periodicamente cercava invece di tornare a stendersi sotto il sol leone… )

Sbarcate verso le due del pomeriggio e fatti un po’ di km in auto, la prima sera ci fermammo non lontano da Saint Florent: una piazzola ampia e ombreggiata, quattro chiacchiere e una pizza cotta nel forno a legna dal simpatico proprietario del campeggio. Prima di cena però facemmo un giro sul mare: scogliere scure, lo sciabordìo delle onde, il disco arancione del Sole che di lì a poco si sarebbe tuffato nelle acque blu cobalto e… una giovane molossa fuori di sé dalla gioia che correva ovunque annusando eccitatissima ogni centimetro di questo nuovo ambiente! E fra una corsa e l’altra tornava a “dirci” allegramente che aveva scoperto qualcosa di meraviglioso e ci portava a vederlo facendo la spola fra il nostro placido gruppetto e i tesori che scovava finchè (lentamente) non ci arrivavamo anche noi…
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I giorni seguenti proseguirono sullo stesso tenore: esplorammo a sei zampe la costa nord-occidentale, attraversando in jeep il Désert des Agriates, prendendo il sole su spiagge che nulla hanno da invidiare a quelle caraibiche e facendo il bagno in acque ora turchesi, ora blu scure, spettacolari e pulitissime nonostante la stagione turistica. E, meraviglia delle meraviglie per un binomio cane-padrone, le spiagge non erano praticamente mai affollate e subito a ridosso cresceva una verdissima macchia mediterranea. Per la maggior parte del tempo quindi Larika poteva stare libera (ad eccezione dell’ora di pranzo quando avrebbe scovato il panino col salame di un bagnante a due km di distanza…) e nelle ore più calde facevamo delle bellissime passeggiate alla scoperta dei colori e dei profumi della macchia.

Dopo qualche giorno decisi che quell’ambiente idilliaco e a bassissimo rischio rispetto a quello urbano dove abitualmente abitavamo mi offriva l’occasione giusta per imparare a non andare in ansia anche se non vedevo il mio cane per qualche minuto: in altre parole, ho deciso che era ora che io imparassi a interrompere il contatto visivo con lei, senza che questo mi ingenerasse ansia eccessiva. Quindi? Quindi a volte lasciavo che fosse Larika ad andare a farsi dei giri nella macchia da sola. Nelle prime ore del pomeriggio non la invitavo io a fare un giro insieme, ma aspettavo che prendesse lei l’iniziativa di andare. E mi sforzavo di restare sulla spiaggia senza seguirla. Cosa accadde? Instancabile girovaga, cominciò esplorando la macchia al limitare della spiaggia. Senza perdermi d’occhio. Poi cominciò a restare fuori vista per un minuto… per poi tornare a controllare che fossimo ancora dove ci aveva lasciate. Poi si allontanò per un paio di minuti e poi man mano per più tempo compiendo delle esplorazioni su un territorio sempre più esteso. I primi giorni per me era uno sforzo notevole non chiamarla appena non la vedevo più o in alternativa alzarmi e andare a cercarla. Cercavo di distrarmi chiacchierando con le mie amiche, ma ero decisamente in ansia. Poi, vedendo che tornava sempre, e vedendo la felicità che esprimeva al ritorno dalle sue scorribande solitarie, man mano mi rilassai. Dopo circa una settimana Larika stava via ogni volta per quasi dieci minuti e io ormai mi ci ero abituata.
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Un giorno però i dieci minuti passarono, poi ne passarono quindici… e io cominciai a sudare freddo… mi sforzai di restare dov’ero (anche per farle da punto di riferimento) ma ero decisamente preoccupata. Cominciai a chiamarla a gran voce. Venti minuti. Sicura che le fosse capitato qualcosa, mi misi d’accordo con le mie amiche per andare a cercarla in varie direzioni e contemporaneamente garantire un presidio “al campo base” quando dalla macchia vidi sbucare una palla di pelo fulvo che correva come una freccia verso di noi, man mano che si avvicinava vidi tutti i muscoli tesi nella corsa più veloce che era in grado di fare, ci passò accanto senza apparentemente nemmeno vederci e… si tuffò in acqua con la grazia di un sacco di patate… lì rimase a mollo, camminando avanti e indietro con l’acqua fino al garrese per diversi minuti e poi, finalmente calma, venne a stendersi accanto a noi. Fece una lunga dormita e poi… rimase a vista per il resto della giornata.

Cos’era successo? La corsa forsennata con cui era tornata da noi e il fatto che per il resto del pomeriggio ci era poi rimasta sempre vicino mi aveva fatto pensare che non si fosse semplicemente allontanata di più del solito (in quel caso sarebbe tornata tranquillamente come se nulla fosse), ma che per qualche motivo avesse perso per qualche minuto l’orientamento e i riferimenti che le consentivano di ritrovarci (prevalentemente odori, probabilmente). Mancandole questi punti di riferimento era andata in agitazione, peggiorando le cose (quando i cani sono spaventati i loro sensi non funzionano più bene come quando sono calmi: in uno stato d’ansia può capitare quindi che non siano più in grado di sentire una pista che generalmente sono perfettamente in grado di individuare e seguire). Già, può darsi… ma cosa l’aveva distratta a tal punto? Una possibile risposta l’avemmo qualche ora più tardi. Verso sera decidemmo di farci un giro nella direzione da cui lei era “scomparsa”: magari non avremmo capito nulla, magari potevamo trovare la causa di tanto scompiglio… e comunque ci saremo fatte un bel giro nella macchia e sugli scogli. Ci avviammo e dopo nemmeno cinque minuti Larika partì in quarta, scomparve alla nostra vista e, sebbene richiamata diverse volte, non tornò. Andai nella sua direzione e poco dopo scoprii un posto con una gran quantità di avanzi di cibo abbandonati su uno scoglio… e Larika che faceva l’aperitivo…

Non avrò mai la certezza che in effetti fosse stato quello ad averla distratta, ma dopo dieci anni di convivenza posso dirvi che il cibo è l’unica cosa che le faccia veramente perdere la testa: la sua passione per il cibo è tale che mangiare è per lei un’esperienza totalizzante. Ho rischiato altre volte di perderla per questo motivo: trova del cibo, comincia a mangiarlo e non ascolta più niente e nessuno, non vede più niente e nessuno e quando alza la testa da lì… non si ricorda più dove siano i suoi compagni di avventure…

Ecco, fra le tante cose che ho imparato da quella prima esperienza marittima con Larika c’erano alcuni dei nostri punti di forza: abbiamo un’intesa profonda, che va al di là della, pur elevata, compatibilità nella vita quotidiana, con una piccola licenza poetica potremmo dire che “respiriamo all’unisono”. E ho scoperto anche alcune delle nostre debolezze: siamo ingorde! Eh sì, anch’io. Proprio recentemente durante la pausa pranzo di un seminario di ricerca olfattiva l’istruttore mi vide mangiare con entusiasmo una frittata. Scoppiò a ridere e mi disse: “E poi ti domandi come mai i tuoi cani sono molto motivati dal cibo?!?” (no, non me lo domando. Lo so benissimo! ;-)

Quella vacanza fu molto intensa e vorrei raccontarvene ancora diversi episodi, ma questo articolo diventerebbe decisamente troppo lungo. Ho deciso quindi che nel prossimo numero vi parlerò ancora delle cose belle (e di quelle difficili) che abbiamo vissuto in quelle lunghe giornate estive. E allora: arrivederci a inizio autunno con un altro… ricordo d’estate!



QUALCHE NOTA DI APPROFONDIMENTO
CANI IN VIAGGIO e in VACANZA – Al giorno d’oggi per fortuna esistono moltissimi articoli, video, guide che forniscono indicazioni utili sulle cose cui fare attenzione quando ci si prepara a partire con gli amici a quattro zampe: è sufficiente navigare sul web con qualche parola chiave e se ne trovano davvero tante. Ve ne segnalo comunque alcuni a mio parere piuttosto ben fatti:

Norme essenziali da osservare e regole di base: www.invacanzaconloro.it
Visto che abbiamo parlato di una traversata in traghetto vi anticipo che in questo sito trovate anche i link alle maggiori compagnie di traghetto presso cui informarsi sulle regole per poter portare i propri quattro zampe a bordo. Ormai molte compagnie accettano che i cani viaggino insieme ai loro padroni, senza chiuderli nelle gabbie sul ponte. Questo accade già da parecchi anni per le traversate di qualche ora (come quella dalle coste italiane a quelle corse), ma recentemente è previsto anche per viaggi più lunghi come per esempio quello verso la Sardegna: molte compagnie ammettono i cani sul ponte al guinzaglio e nelle cabine. Riservare una cabina può essere un’ottima soluzione anche per viaggi non particolarmente lunghi per chi ha cani poco socievoli o molto sensibili (che si stresserebbero notevolmente a causa della confusione che può esserci sul ponte o comunque in giro per la nave). Non è invece la soluzione più indicata per cani che mal sopportano gli ambienti chiusi (le cabine sono comunque piuttosto piccole e, per forza di cose, chiuse e per loro sconosciute). Praticamente tutti i traghetti di grandi dimensioni inoltre hanno un’area apposita dove è possibile far sporcare i cani.

Il “bagaglio” del cane: www.dogdeliver.com bagaglio del cane

Cani al mare: www.dogdeliver.com cani al mare

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(foto dell'autrice)
Satia Marchese Daelli - Educatore Cinofilo - Satia.md@gmail.com

 
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