rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
NATURA
settembre 2016
IL MELOGRANO
Il melograno è un piccolo albero (non supera i 5/6 metri di altezza) o un arbusto coltivato da millenni nell'area mediterranea. E' una pianta originaria del medio oriente e dell'Asia meridionale. Le popolazioni arabe lo portarono fino in Grecia mentre in Italia arrivò grazie ai romani che lo conobbero nel Nord dell’Africa, in particolare durante le guerre puniche nella regione geografica costiera della Tunisia, da cui il suo nome in latino “Punica Granatum”.
In America latina fu introdotto dai colonizzatori spagnoli nel 1769, ed è attualmente coltivato ampiamente in Messico e, negli Stati Uniti, in California ed Arizona.
Il nome "melograno" deriva dal latino malum ("mela") e granatum ("con semi”). Nell'inglese antico era noto con il nome di "apple of Grenada" (mela di Granada).
Il nome della città spagnola di Granada deriva dalla introduzione del frutto durante la dominazione moresca nella penisola iberica, la città ha infatti nello stemma un frutto di melograno, in spagnolo (granada).
Le varietà più grandi possono anche raggiungere i 5 metri di altezza per 3 di diametro. In condizioni ottimali è tra i fruttiferi più longevi, visto che può anche superare i 200 anni di vita.
I frutti sono di grande bellezza, maturano tra l’autunno e l’inverno. Sono composti da una scorza coriacea di color giallo o rosso scuro e nell'interno ci sono una miriade di semi rossi, traslucidi, dal gusto dolce o acidulo.
Il nome del frutto "granata" ha dato anche origine al sostantivo con cui viene indicata l'attuale bomba a mano che, come il frutto del melagrano, nelle sue prime forme era costituita da un guscio rotondeggiante contenente un grande numero di pallini di metallo che, in seguito all'esplosione dell'ordigno, venivano proiettati all'intorno per arrecare danni e ferite.
Sempre dal colore del frutto trae origine il rosso granata, un rosso scuro tendente al bordò particolarmente noto per essere il colore sociale della squadra di calcio del Torino frequentemente appellata come i granata.
Il frutto del melograno compare molto spesso nella simbologia e nelle scritture dell'ebraismo. Nelle scritture islamiche viene citato come uno degli alberi che crescono nel paradiso.
Nella Massoneria il frutto veniva considerato simbolo della fecondità e dell'unione di tutti gli appartenenti.
Il melograno è anche presente negli abiti e paramenti dei sacerdoti per le funzioni religiose.
In alcuni dipinti a tema religioso di Sandro Botticelli, Carlo Crivelli e Leonardo da Vinci, viene raffigurato il melograno o il suo frutto; per esempio la Madonna della melagrana del Botticelli. In molti dipinti è un Gesù bambino a tenere in mano un melograno. In questi casi è un simbolo anticipatore della passione. Per il colore del suo succo il melograno richiama infatti il sangue.
Pianto antico di Giosuè Carducci
L'albero a cui tendevi
La pargoletta mano,
Il verde melograno
Da' bei vermigli fior
Nel muto orto solingo
Rinverdì tutto or ora,
E giugno lo ristora
Di luce e di calor.
Tu fior de la mia pianta
Percossa e inaridita,
Tu de l'inutil vita
Estremo unico fior,
Sei ne la terra fredda,
Sei ne la terra negra;
Né il sol piú ti rallegra
Né ti risveglia amor.