marzo 2016
NOTIZIE DAL PARLAMENTO.
GENETICA ZOOTECNICA: PIU' TRASPARENZA TRA LIBRI GENEALOGICI E COMMERCIALIZZAZIONE - MECCANISMO DI INDICIZZAZIONE DEL PREZZO DEL LATTE
Genetica zootecnica: con il mio odg più trasparenza tra libri genealogici e commercializzazione”
Nell’ambito della discussione sul disegno di legge sulle “Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo, agroalimentare, della pesca e dell'acquacoltura”, ho presentato un ordine del giorno sul tema della genetica zootecnica, approvato dall’Aula.
Un aspetto importante e fondamentale che sta affrontando questo collegato all’agricoltura è quello della delega alla revisione della legge n. 30/91 che è un passaggio importante perché riguarda tutto il sistema che interviene sulla genetica e sulla gestione della nostra biodiversità zootecnica, in tutti i comparti, bovino, suino, equino, ovicaprino In questi anni abbiamo assistito a una ritardata applicazione e una estrema farraginosità della burocrazia della legge. Ma non è solo questo il punto: serve proprio un sistema di gestione dei libri genealogici che offra ai nostri agricoltori dati certi e informazioni che garantiscano un continuo miglioramento dei nostri allevamenti.
Altro aspetto importante il fatto che nella delega si chiede di preservare la biodiversità zootecnica italiana. E anche il mio ordine del giorno, appena approvato, va nella direzione di garantire agli allevatori che ogni dato raccolto sia libero da conflitti di interessi e che il controllore non sia anche il controllato.
Non solo: solo pochi giorni fa, anche a livello di Commissione europea, è stato approvato un nuovo regolamento, ora al vaglio del Parlamento europeo, che va nell’ottica di riformare tutto il sistema della gestione dei libri genealogici e della commercializzazione del mercato genetico L’approvazione di questo regolamento europeo che riguarda le associazioni di allevatori, le Apa, e la commercializzazione del materiale germinale è un motivo per la politica per intervenire in modo strutturale e offrire nuove prospettive per il futuro della zootecnia.
Nel dettaglio, l’ordine del giorno ha impegnato il Governo a rivedere l’attuale normativa in materia di controlli funzionali e valutazioni genetiche del bestiame al fine di garantire che l’esercizio di tali funzioni pubbliche avvenga nel rispetto dei principi della concorrenza; prevedere il riconoscimento del principio che i soggetti che hanno la gestione dei libri genealogici e dei registri anagrafici, dei controlli funzionali fenotipici e le associazioni di razza non devono avere partecipazioni o interessi nella commercializzazione di materiale germinale e seminale.
Più stabile il settore lattiero caseario.
Ecco il meccanismo di indicizzazione e tutte le novità
Si è svolta oggi, giovedì 28 gennaio 2016, la prima riunione del Comitato consultivo previsto dall’accordo di filiera per il sostegno al comparto lattiero caseario siglato al Ministero delle Politiche agricole a novembre. Il lavoro svolto da tutta la filiera ha portato a fare un altro passo in avanti per rendere più stabile il settore lattiero caseario, in particolare gli allevatori che stanno vivendo una grave crisi, e verso una maggiore ridistribuzione dei guadagni su tutta la filiera.
Finalmente dopo un decennio si è arrivati a un sistema base di indicizzazione del prezzo del latte, attraverso un meccanismo oggettivo che tiene conto dei costi di produzione e dell’andamento dei prezzi del latte e dei formaggi sul mercato interno ed estero. L'indicizzazione consentirà di indicare un prezzo di riferimento che consente agli allevatori di vedersi riconosciuto il proprio lavoro e i propri investimenti sulla produzione di latte di qualità.
Altro punto molto importante, che al parlamentare preme sottolineare, “la firma di un contratto che ha durata annuale per consentire ai produttori di programmare i propri investimenti e di non vivere alla giornata.
Molto importante è anche l’impegno preso dalla Gdo di investire sulla promozione dei prodotti lattiero caseari fatti con latte 100% italiano che consentirà di valorizzare sempre più la nostra qualità”.
E da un punto di vista concreto si ricorda che il Ministero ha dato mandato di erogare 1centesimo al litro per i mesi da dicembre 2015 a febbraio 2016, con un preciso meccanismo di indicizzazione.
Il meccanismo di indicizzazione del prezzo del latte
Il sistema base elaborato da Ismea prende in considerazione 4 gruppi di riferimento selezionati:
1 - prodotti a medio-bassa stagionatura (Provolone, Val Padana fresco e maturo, Mozzarella, Gorgonzola, Italico)
2 - prodotti a elevata stagionatura (Parmigiano Reggiano e Grana Padano in vari gradi di stagionatura)
3 - prodotti esteri (Latte scremato in polvere Francia, Oceania e Germania, Edamer Germania, Latte intero in polvere Germania)
4 - input di produzione (mais, farina di soia, sorgo, crusche, farinacci).
All’interno delle 4 componenti sono stati scelti i primi 5 prodotti con il coefficiente più alto, per un totale di 20 prodotti. L’ampiezza dei panieri e la loro articolazione rappresenta un elemento importante in termini di stabilità dell’indicatore in quanto evita che fluttuazioni impreviste o indotte di singoli componenti possano determinare variazioni consistenti.
Il sistema individuato è oggettivo , in quanto elaborato attraverso l’applicazione di tecniche statistiche che escludono ogni criterio di soggettività nella scelta dei parametri di ponderazione e dei prodotti che compongono i singoli componenti; affidabile, perché costruito attraverso l’individuazione di fonti non influenzabili dalle parti in causa, con un aggiornamento dei dati immediato (il mese successivo a quello di riferimento) e continuativo; articolato, in modo da comprendere tutte le variabili in grado di influire su costi di produzione del latte e i suoi derivati e sufficientemente complesso da non subire “shock” da parte di fluttuazioni repentine e improvvise di prezzi puntuali; neutrale, in quanto elaborato e implementato da una parte terza al sistema di contrattazione; trasparente, in termini di disponibilità dei dati di partenza, delle elaborazioni e dell’indice stesso.
Paolo Cova