AVVENTURE A... SEI ZAMPE: UNA GITA PER TUTTI I GUSTI
Dato il periodo festivo questo mese vi propongo una gita adatta a tutta la famiglia, a due e quattro zampe: la camminata nei boschi che da Civate porta all’Abbazia di San Pietro al Monte, uno splendido esempio di architettura romanica affacciato sul lago di Pusiano.
Ci sono diversi modi per raggiungere, rigorosamente a piedi, l’Abbazia di San Pietro al Monte, sulle alture a ridosso di Civate. Il più noto è una bella mulattiera che dall’abitato di Pozzo porta in alto seguendo un percorso molto lineare. Il primo pezzo del sentiero è lastricato mentre più in alto è di terra battuta, a gradoni e, costeggiando un torrentello, in circa mezz’ora (masssimo tre quarti d’ora) ci porta dritti dritti all’abbazia, attraversando un bel boschetto. E’ un percorso semplice, fattibile anche con bambini piccoli e lungo il quale i nostri amici a quattro zampe possono annusare a piacimento gli odori del sottobosco e giocare a tuffarsi dentro e fuori dalle acque fresche del torrente. Il punto di arrivo è il bel pratone che circonda l’abbazia su tre lati, meta molto apprezzata da chi vuole godersi un bel picnic vista lago.
Ci sono però anche dei percorsi alternativi per raggiungere l’abbazia e per tornare poi a valle che a mio avviso rendono la gita molto più suggestiva. E molto più interessante per gli amanti della natura, a due e quattro zampe. Il percorso che preferisco io è un anello che parte a sinistra del sentiero principale, sale disegnando un’ampia curva nei boschi che ricoprono buona parte del monte, arriva all’abbazia e poi prosegue sul lato opposto del crinale attraversando a mezza costa tutta la vallata per poi ridiscendere (un po’ ripida, ma non troppo) fino al paese.
E allora riempiamo le borracce alla fontana del paese e partiamo per la nostra… avventura a sei zampe.
Prima che il sentiero principale cominci a salire verso l’abbazia c’è una deviazione sulla sinistra, con un contrassegno CAI che indica Monte Cornizzolo. E’ il nostro sentiero, che si addentra subito in un bel bosco di castagni. Ho fatto questo percorso tante volte, in tutte le stagioni, con tanti amici diversi e tanti cani differenti: grandi, piccoli, giovani, anziani, vivaci, tranquilli... In questo primo tratto del percorso le reazioni sono praticamente sempre le stesse: noi umani rallentiamo il passo e abbiamo un po’ di fiatone (si comincia a salire e sotto gli alberi il clima è un po’ umido) e i cani invece accelerano, quasi corrono avanti e indietro per il sottobosco, naso a terra, eccitatissimi: dopo l’inattività del viaggio e l’attraversamento del paese al guinzaglio, è chiarissimo che per loro la faccenda si fa, finalmente, interessante.
Il percorso sale dolcemente, per lo più nel bosco, ma più o meno a metà strada sulla sinistra si apre un bel prato verde e in piano, ideale per una breve sosta, per far giocare un po’ i bambini e… per osservare un deciso cambio di atteggiamento da parte dei quattro zampe. Annusare il prato è interessante, sì, lo fanno per qualche secondo, ma poi la musica cambia: non ci sono più i tipici, irresistibili, odori del sottobosco e in compenso c’è più spazio libero a disposizione e, soprattutto, i padroni si sono fermati. I cani a questo punto in breve smettono di “pattugliare” il territorio (o danno giusto qualche annusatina curiosa qua e là). I più esuberanti di solito invitano qualcuno a giocare (altri cani, se ce ne sono, o in alternativa qualche bambino o il padrone). I cani più placidi o meno giovani invece per lo più colgono l’occasione per riposarsi un po’ stravaccati nell’erba in pose super rilassate.
Il percorso riprende poi attraversando qualche boschetto in leggera salita (una volta arrivati al pratone avevamo già fatto quasi tutti i circa 300 m di dislivello previsti) e in una mezz’ora circa arriva sul fianco dell’abbazia. Qui possiamo sostare sul prato adiacente e rifocillarci con un buon picnic godendo della vista spettacolare dell’abbazia da un lato e del lago dall’altro.
L’abbazia, spettacolare già dall’esterno, cela al suo interno affreschi e opere che vale assolutamente la pena di vedere. Purtroppo i cani non possono accedere quindi se portate il vostro amico a quattro zampe dovrete visitarla a turno o lasciarlo legato fuori (il clima generalmente è molto amichevole e molti padroni di cani si fidano a lasciarli fuori, ma naturalmente ogni padrone deve decidere cosa preferisce fare). Se potete vi consiglio di optare per una visita guidata organizzata dai volontari dell’Associazione Amici di San Pietro: è un po’ lunga, ma ne vale assolutamente la pena.
Anche chi per fare un picnic preferisse non fermarsi su un prato molto frequentato, ma scegliere un luogo più “selvaggio” può trovare non lontano una valida alternativa al pratone davanti all’abbazia: alle sue spalle infatti parte il sentiero nr 7 che attraversa a mezza costa la Valle dell’Oro (da non confondere con quello che sale al Monte Cornizzolo). Se si prende questo sentiero in cinque minuti si arriva a un bel torrente in riva al quale, con minimo di sforzo atletico ci si può sistemare, e godere delle fresche acque del torrente, piacevolissime soprattutto nelle giornate più calde. Se chiedeste ai vostri cani opterebbero sicuramente per questa seconda opzione: raramente li ho visti più entusiasti che in riva ad un bel torrente ricco di acqua freschissima e di migliaia di odori per loro davvero irresistibili.
La nostra gita proseguirà poi proprio lungo questo sentiero che, come dicevo prima, ci porterà ad attraversare la Valle dell’Oro a mezza costa. Per un tratto di circa un’ora sarà pressoché pianeggiante e abbastanza stretto, con piccole salite e discese, a tratti fra gli alberi e a tratti scoperto, con una magnifica vista sul lago di Pusiano, che compare e scompare. Mi sono chiesta spesso a cosa fosse dovuto il nome di questa valle. Non lo ho mai saputo con certezza, ma un giorno una volta tornata a valle nel tardo pomeriggio ho alzato lo sguardo su questo costone e sono rimasta a bocca aperta: le rocce, riflettendo la luce del Sole, assumevano un colore giallo – arancio, caldo, prezioso: sembravano davvero le montagne d’oro di una fiaba.
Cosa fanno i cani di solito in questo tratto di sentiero? Trottano accanto ai padroni (lo spazio non è molto). I più atletici però si concedono anche il piacere di correre a rotta di collo giù per il pendio, magari seguendo la traccia di qualche animaletto, per poi tornare tutti festanti dal padrone (che spesso si è spaventato vedendoli correre a perdifiato giù per la vallata scoscesa, cosa che loro invece ha divertito moltissimo loro che sono poi tornati “alla base” senza alcuna difficoltà).
Infine il sentiero si immerge nuovamente nei boschi e comincia la discesa verso valle. Verso la fine del tratto in piano e nel primo tratto della discesa ci imbattiamo nelle tracce della vita passata di queste valli: disseminati lungo il sentiero troviamo cinque piccole costruzioni in pietra che probabilmente servivano come rifugio dalla pioggia per i pastori che conducevano i greggi al pascolo.
A questo punto il sentiero scende piuttosto rapidamente verso valle. Per i quattro zampe riprende la magia degli odori del sottobosco: naso a terra, non ci sono più per nessuno. Nel giro di tre quarti d’ora (durante i quali noi a due zampe dobbiamo stare un po’ attenti a dove mettiamo i piedi per evitare storte e scivoloni) arriviamo a valle e a un ampio torrente dove, con gran piacere, ci si può rinfrescare tutti. Il letto del torrente è anche molto ricco di argilla per la gioia dei bambini che, stanchi e soddisfatti, di solito chiudono la gita con… una lezione di modellaggio dell’argilla ;-) una volta i figli di una mia cara amica a questo punto vollero a tutti i costi portare a casa due interi sacchetti di argilla che utuilizzarono poi a più riprese per creare animaletti e altre bellissime “opere naturali”.
Una volta guadato il torrente (proprio dove si arriva dal sentiero ci sono diversi punti dove si attraversa senza problemi) si riprende l’unico sentiero visibile e in cinque minuti si “sbuca” nell’abitato di Pozzo dove i più “mondani” potranno chiudere in bellezza godendosi un bicchiere di vino al Crotto del Capraio. Cosa fanno di solito i cani a questo punto? Dormono! Sotto il tavolo del crotto, in macchina o in treno per rientrare alle rispettive case, stanchi e soddisfatti si godono anche loro un po’di meritato riposo!
QUALCHE INFORMAZIONE IN PIU’
Per informazioni dettagliate circa il percorso e le sue varianti potete consultare https://www.montagnavissuta.it/civate.htm
Quando: Da un punto di vista climatico le stagioni ideali per fare questa gita sono l’autunno e la primavera. Se non ha nevicato è fattibilissima anche in inverno. In estate può essere piuttosto calda e umida.
Difficoltà: semplice.
Durata (escluse le soste che ciascuno deve valutare in base alle proprie esigenze):
• sentiero principale: 1ora 30 min circa (30-45 min di andata e altrettanti al ritorno)
• percorso descritto nell’articolo: 2,5 - 3 ore circa (1 ora per raggiungere l’abbazia, 1 ora a mezza costa per attraversare la Valle dell’Oro e 30 min -1 ora in discesa a seconda della velocità con cui si scende).
Cosa indossare e portare: abbigliamento comodo e scarpe da trekking, ACQUA (la si può trovare ad una fontana all’inizio del percorso e ad una all’arrivo, ma non sul sentiero) e CIBO (non ci sono punti di ristoro lungo il percorso). Chi possiede dei bastoncini telescopici li porti con sé: saranno utili per alleggerire la discesa (chi non li ha potrà raccogliere un bastone lungo il sentiero o farne a meno, non è essenziale).
Per saperne di più sull’Abbazia di San Pietro al Monte
https://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_San_Pietro_al_Monte
e
https://www.amicidisanpietro.it/ dove troverete anche informazioni logistiche e organizzative circa le visite all’Abbazia.
