Tonnellate di PFU raccolti in pochi anni, destinate sia al recupero di materia che al recupero energetico
Ecopneus, società senza scopo di lucro creata dai principali produttori di pneumatici operanti in Italia per assolvere agli obblighi di legge previsti dal
D.M. 82/2011, ha raccolto, in quattro anni (2011-2014), 1 milione di tonnellate di pneumatici fuori uso (l’equivalente del peso di 8 navi da crociera).
I dati raccolti si differenziano nelle diverse regioni, quelle con la maggiore raccolta ed invio a recupero sono:
Lombardia (96.170 t),
Campania (82.394 t),
Lazio(79.357 t)
Sicilia (77.836 t).
La Toscana, sempre secondo i dati forniti, raccoglie 61.342 t.
I PFU sono destinati, in parte, alla
filiera del riciclo.
Una parte viene trasformata, infatti, in nuovi materiali utilizzati per pavimentazioni sportive, aree gioco per bambini, isolanti acustici per l’edilizia, asfalti a bassa rumorosità e granuli, polverini di gomma e simili per altri altri impieghi industriali.
Una parte considerevole è destinata al recupero di energia, anche in questo caso, però, si ha un recupero di materia a valle del processo (si tratta di acciaio, ossidi e ceneri).
Anche una quota destinata a recupero di materia viene successivamente avviata a recupero energetico (come ad esempio la tela di rinforzo del pneumatico).
Si assiste, in questo modo, ad una "migrazione" tra i due recuperi, di materia ed energetico, che nel complesso attesta, per il 2014, al 59% il recupero di materia e al 41% il recupero energetico.
Ecopneus è intervenuta anche in situazioni di emergenza,
ripulendo 12 "siti storici di abbandono di pneumatici", prelevando circa 65.000 tonnellate di PFU, pari, in peso, a circa 7 milioni di singoli pneumatici di autovettura, un volume equivalente a quello di oltre 80 piscine olimpioniche.
Una significativa
azione di "ripulitura straordinaria" è stata compiuta nella “Terra dei fuochi”, grazie ad un protocollo firmato con il Ministero dell’Ambiente e le Amministrazioni Locali, è stato possibile recuperare e riciclare oltre 656 tonnellate di PFU abbandonati in 152 diversi siti in 17 Comuni della zona.