ECOLOGIA ED ENERGIA
ottobre 2015
Avventure a sei...zampe: KYRA E CINZIA, OVVERO "LA COMUNICAZIONE E' UNA STRADA A DUE SENSI".
foto Oggi vi racconto una storia ordinaria di una cagnolina di città. Ordinaria sì, ma, come spesso accade, le storie sono ordinarie solo se le guardiamo da lontano, distrattamente, se ci avviciniamo un po’… se ascoltiamo davvero…
Cominciamo parlandone con la sua padrona, Cinzia (di seguito C).

C (un anno fa circa): Kyra è incontenibile, ha litigato con il tal cagnolino e il tal altro, quando camminiamo per la strada a volte tenta di buttarsi addosso alle persone (e non per fare le feste…), ha paura dei bambini, ha paura di un sacco di cose, spesso rincorre biciclette e skateboard, … io non so più cosa fare…
S: che vita fa Kyra? Quante volte al giorno esce? Con chi? La porti mai al parco o nella natura?
C: esce tre o quattro volte al giorno, la mattina e la sera con me e a metà giornata con un’amica che mi fa questo favore. Fa passeggiate nel quartiere e la porto all’area cani. Proprio l’altro giorno però un altro cane si è avvicinato a me e si sono azzuffati. Ora ho paura a portarcela. Al parco no perché ho paura di cosa mi può combinare e poi io non guido… insomma, non so più dove sbattere la testa…

Questa una delle prime chiacchierate fatte con Cinzia sull’argomento (ci conosciamo da diversi anni e la sua Kyra è sorella della mia Nina, ma per un po’ di tempo ci siamo viste poco). Potrei continuare a lungo, ma insomma questo era il tono di quelle prime conversazioni e Cinzia era visibilmente stressata… E Kyra ne combinava di tutti i colori… Un bel problema o almeno così sembrava… ma facciamo un passo alla volta e approfondiamo questa storia insieme...
Ecco come descriverebbe Kyra un qualsiasi educatore cinofilo dopo averla osservata qualche ora.

Kyra è una lupetta di taglia media di circa 4 anni (3 al momento in cui inizia la nostra storia). E’ solo una considerazione anagrafica/estetica? No, naturalmente. Forse non tutti sanno che i “lupetti”, meticci di taglia media di pastore tedesco, sono mediamente fra i cani più dinamici al mondo, spesso sono intelligenti, quasi sempre sono molto sensibili, non di rado reattivi e nervosi.

E infatti Kyra è vivace, molto vivace: sprizza letteralmente energia da tutti i pori! E’ attenta e apprende rapidamente quel che le si insegna. E’ molto sensibile e più di una volta si è mostrata visibilmente nervosa.
Kyra ha anche un ottimo fiuto (e un gran bisogno di usarlo… ma su questo argomento torneremo in qualcuno dei prossimi articoli).

Dall’osservazione si ricavano anche altri elementi: si impressiona facilmente per i rumori forti e secchi, mal sopporta che si invadano i suoi spazi, è territoriale, è un po’ (non moltissimo) possessiva e quando ci sono risorse da contendersi può passare in un attimo da un gioioso buon umore a stupefacenti (per alcuni) esibizioni di aggressitivà (esibizioni sì, perché in realtà non ha mai fatto nulla di veramente grave…). A volte è un po’ materiale (se fosse una persona diremmo che “ha la mano un po’ pesante”), è rispettosa con cani i forti e calmi (dominanti), è un po’ sbruffona con quelli paurosi o molto remissivi e leggermente insicura con quelli esagitati o che danno spettacolo di marcata territorialità. Naturalmente non è tutto qui, ma per ora ci accontentiamo di questi elementi.

Un quadro a tinte non così forti come lo sconforto e i timori espressi da Cinzia farebbero pensare, non vi pare? E allora, come mai questa distanza nel descrivere lo stesso cane? E, soprattutto, dov’è la parte interessante della storia? A mio modo di vedere quello che rende questa storia unica e interessante è proprio quello che è accaduto, e sta ancora accadendo, per colmare quella distanza: una distanza che era anche uno spazio vuoto in cui poter costruire un ponte fra le due versioni, un percorso che ha portato Kyra e Cinzia dall’ essere un cane esuberante e indisciplinato da un lato e una padrona stressata e preoccupata dall’altro ad essere un binomio molto più affiatato, soddisfatto… e anche un po’ più rilassato. Una strada che stiamo percorrendo insieme da circa un anno, fatta di maggiore libertà di movimento per il cane, ma anche di soluzioni che garantiscano la sicurezza.

Ecco qualche esempio.
Kyra fa le sue passeggiate nel quartiere come prima, ma il suo guinzaglio è molto più lungo: in questo modo lei ha più libertà di movimento consentendo però al contempo a Cinzia di sentirsela “sotto controllo”. Cinzia ha imparato qualche trucco per far calmare Kyra quando va un po’ su di giri e così evita di farsi trascinare in giro quando è sovreccitata.
Kyra va a sfogarsi al parco almeno due volte la settimana in orari non troppo affollati: in questo modo Cinzia può lasciarla libera senza eccessivi timori (spesso ci siamo andate insieme in modo che Cinzia potesse acquisire un po’ di sicurezza sulla scorta di alcune esperienze positive e Kyra imparasse come ci si comporta in quel contesto stando in compagnia dei miei cani che lo conoscono bene).

Cinzia e Kyra hanno frequentato un corso base di Rally Obedience con un istruttore gentile, ma anche attento ed esigente e… ma guarda tu che sorpresa (?!) fin dalla prima lezione è emerso che Kyra è molto attenta e anche piuttosto disciplinata. Impara in fretta e dimostra di essere perfettamente in grado di eseguire i comandi che la padrona le dà. Già… quando glieli dà… in tempo… chiari… senza esitazioni o gesti confusi… e così Cinzia ha scoperto (e con ironia accettato) che spesso Kyra “sbaglia” non perché sia indisciplinata o poco intelligente bensì perché lei non è chiara nella comunicazione con il cane: spesso pensa di camminare in linea retta invece cammina storta, tiene le braccia come capita mentre Kyra le guarda per capire dove deve stare (e si confonde), si distrae e parla mentre Kyra aspetta un comando… Le lezioni sono quindi servite a entrambe (cosa che, en passant, scoprono quasi tutti i padroni che frequentano questo tipo di lezioni).
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Cinzia e Kyra colgono ogni occasione per farsi un bel giro in campagna (spesso insieme a me e ai miei cani).
I risultati? Chiediamoli a Cinzia.
S: Cinzia è passato un anno da quando eri disperata e non sapevi come fare con Kyra. E’ cambiato qualcosa oggi?
C: Sì! Molto è cambiato, soprattutto nella nostra relazione cane-padrone! Io sto imparando a osservare meglio Kyra, a dedicarle le mie attenzioni quando la porto in giro senza distrarmi troppo, ho capito come può reagire in diverse situazioni e come gestirla in maniera costruttiva. E Kyra non è più così nervosa. Ora posso portarla in situazioni dove prima non l’avrei mai portata, come per esempio al ristorante, e mi sento in grado di farle fare esperienze nuove senza timori eccessivi: quest’estate siamo andate insieme al mare! Certo ci sono ancora le “giornate no”, ma un passo alla volta a Kyra si “apre la mente”, il suo sguardo è più vivo e acquisisce competenze sempre nuove senza farmi dannare; e io cresco insieme a lei acquisendo maggiore consapevolezza sui miei pregi e difetti, sulla mia capacità di osservare e su cosa le comunico quando mi muovo. Insomma ci capiamo meglio reciprocamente e mi sento anche un po’ più sicura e serena!

Come si suol dire, la comunicazione (anche umano-cane) è una “strada a due sensi”. E quando funziona i risultati si vedono: guardate le foto… sì, è Kyra durante una lezione di Rally Obedience che mantiene la sua attenzione sulla sua padrona mentre lei studia il percorso da fare poi insieme. E’ stata così per quasi 10 minuti senza dare segnali di impazienza o di stress e poi ha fatto tutto il percorso mostrando entusiasmo e precisione. Non male per un cane “indisciplinato”, vi pare?
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(Satia.md@gmail.com)
Satia Marchese Daelli ( educatore cinofilo)

 
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