Tu non sai: ci sono betulle anche di notte
levano le loro radici, e tu non crederesti mai
che di notte gli alberi camminano o diventano
sogni. Pensa che in un albero c’è un violino d’amore.
Pensa che un albero canta e ride.
Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi
diventa vita. Te l’ho già detto: i poeti non si redimono,
vanno lasciati volare tra gli alberi
come usignoli pronti a morire.
(Alda Merini)
Le betulle (ne esistono tra le 30 e le 60 specie) sono alberi molto decorativi poichè hanno una sostanza, chiamata betulina che è contenuta nella corteccia, che rende il tronco di colore bianco perlaceo, talvolta candido. In Italia non esistono boschi spontanei di betulla, tranne in alcune zone a nord del Paese ai margini dei boschi collinari; in Europa invece sono molto diffuse soprattutto nell’area scandinava.
La Betulla veniva anche detta Signora delle Foreste, per via della corteccia candida che si stacca in sottili lembi cartacei e presenta qua e là delle tacche nere. La Betulla, è la prima pianta a germogliare insieme al Sambuco, nelle foreste nordiche. Per i Celti la betulla era l'albero del solstizio d’inverno.
Le betulle sono alberi pionieri, ossia i loro semi germogliano in campo aperto, lontano dal bosco, e preparano il terreno fertilizzandolo all’arrivo dei semi di altri alberi, che in seguito costituiranno il bosco; per questo motivo le betulle non sono piante molto longeve ma sono particolarmente resistenti al freddo. Solo dove il freddo è davvero insopportabile per quasi tutti gli altri alberi, e dove le escursioni termiche sono amplissime, la betulla diventa la pianta regina. Si spinge fino alla Groenlandia, alla Siberia e all’Islanda, ai limiti della tundra dove non cresce praticamente niente altro e la betulla si riduce ad un cespuglio.
Le tradizioni popolari raccomandano di piantare sul lato destro, perchè è il lato che simboleggia la vita futura, della casa due Betulle. Due per non far soffrire di solitudine l'albero.
Per gli sciamani, la Betulla è un albero sacro per eccellenza definito “la guardiana della porta" Durante l’iniziazione, il futuro sciamano si arrampica, in stato di trance, per raggiungere la dimora degli Dei, dove apprenderà l’arte della guarigione e diverrà protettore del suo villaggio, donandogli prosperità.
"Esiste una leggenda che cerca di spiegare il colore del tronco delle betulle così candido, ma qua e là interrotto da macchie nere.
Un giorno uno spazzacamino che su trovava a passare vicino ad un bosco di betulle fu colpito da una specie di pigolio. Si guardò intorno e scorse un uccellino con un’ala rotta. Era tutto rannicchiato su di un ramo, impaurito e incapace di muoversi. Subito il piccolo spazzacamino, che era innamorato degli animali, si arrampicò sull’albero per soccorrerlo e portarlo in salvo.
Nel discendere però si accorse che con le sue mani e le sue gambe, tutte sporche di fuliggine, aveva macchiato, di evidenti segni neri, il bel tronco candido della betulla. Dispiaciuto invocò acqua dal cielo, ma il Signore non lo ascoltò; anzi, fece in modo che tutti gli alberi di quella specie, da quel momento in poi, nascessero con le impronte pietose del piccolo spazzacamino."
Fonti:
www.giardinaggio.it
www.spaziofatato.net
www.giardini.biz
girasoliazzurri.wordpress.com