rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
NATURA
aprile 2015
IL BAGOLARO
ALBERO "SPACCASASSI"
Spaccasassi, è il nome con cui è conosciuto il bagolaro ( Celtis australis ), albero che è in grado di vivere, di penetrare e frantumare anche i massi più grossi radicandosi in terreni carsici e sassosi. Il bagolaro è una pianta originaria del Bacino del Mediterraneo. Raggiunge facilmente anche i 25 m di altezza ed ha una chioma molto folta, espansa, quasi tondeggiante mentre il tronco non è molto alto ma ha rami primari di grande dimensione. Il colore del legno é bianco grigiastro, omogeneo, robusto, elastico.
In condizioni adatte vive anche qualche secolo. Da i frutti dopo i primi 10 anni. Preferisce l'esposizione al sole e alla luce. Resiste molto bene alla siccità , al gelo e all'inquinamento ma nelle aree inquinate il tronco scurisce alla base. Per la sua resistenza all’inquinamento è molto usata nelle alberature stradali.
Fiorisce tra aprile e maggio e i frutti sono sferici o leggermente ovali, sono dapprima di colore giallo per poi alla maturazione diventare di colore violaceo o bruno, sono commestibili ma vengono preferiti soprattutto dagli uccelli che ne sono molto ghiotti.
I semi dei frutti, pur essendo duri, possono venire forati e infilati per ottenere collane o corone da rosario: infatti un altro nome comune del bagolaro, specie in Meridione, è l'Albero dei rosari.
Tra i diversi nomi del bagolaro, c’è anche quello di Arcidiavolo. Nome che deriva da una leggenda popolare in cui fu Lucifero a portare sulla terra quest’albero poiché, nella sua caduta dal Paradiso, pare stringesse tra gli artigli proprio un ramo di bagolaro, il quale proliferò sulla terra serbando però traccia della diabolica origine nella curiosa forma delle foglie, appuntite e ricurve come artigli. Segno di quel precipitoso viaggio sono le punte ritorte delle foglie che, strette negli artigli carichi di odio e di disobbedienza del Maligno, ne avrebbero assorbito la forma.
Gli antichi romani lo apprezzavano a scopo ornamentale ed avevano l'abitudine di piantarlo vicino alle loro abitazioni.
Essendo un albero dal legno molto elastico veniva utilizzato in falegnameria per lavori di intarsio, mentre in Inghilterra veniva addirittura utilizzato in liuteria. I bastoni eleganti e così largamente utilizzati nell'800 erano realizzati con questo legno. I suoi rami forniscono ottime fruste, note quelle usate in ippica chiamate crevaches. Nel sud dell'Italia venivano apprezzate le doti di robustezza e flessibilità del legno e quindi lo utilizzavano per costruire remi, pali, cerchioni di ruote, forconi, canne da pesca e cavicchi di vascelli. Da questo legno si ricava anche carbone di ottima qualità.
Con la corteccia del bagolaro si tinge la lana di un bel colore giallo intenso e dai frutti si può ricavare una buona marmellata.
Nel calendario celtico i nati dal 14 al 23 agosto e dal 9 al 18 febbraio hanno come segno il bagolaro.
Un attento osservatore in giro per la pianura Padana vedrebbe spesso grandi alberi solitari spiccare in mezzo ai campi arati. Sono spesso bellissimi esemplari di bagolaro che i contadini mantenevano nei campi per poter sostare e riposarsi all'ombra durante i lavori.