rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
NATURA
aprile 2015
IL PANDA E GLI ANIMALI A RISCHIO DI ESTINZIONE (PARTE DECIMA)
VITA DA SINGLE
Un tempo si pensava che i panda giganti fossero animali solitari ed evitassero per gran parte dell’anno, a parte nel periodo riproduttivo, il contatto con esemplari della stessa specie; studi recenti hanno però dimostrato come i contatti tra conspecifici, ossia animali appartenenti alla stessa specie, non è così raro e occasionale. In effetti, i panda vivono in territori sovrapposti e il loro incontro avviene anche al di fuori del periodo riproduttivo. La conoscenza reciproca tra i panda che gravitano su di uno stesso territorio avviene anche attraverso la demarcazione dell’area con tracce odorose emesse da ghiandole, urina e feci. In natura il loro inconfondibile manto bicolore può servire a farsi notare e ad evitare un incontro ravvicinato tra due panda. Anche in cattività, dove spesso sono costretti ad una convivenza forzata, è assai raro vedere interagire o giocare due panda adulti.
Ma a un certo punto della loro vita, come tutti i mammiferi solitari, i panda sentono uno stimolo irrefrenabile che li induce a cercare compagnia: è la stagione degli amori. In primavera esemplari maschi e femmine cominciano a cercarsi vicendevolmente per potersi riprodurre e perpetuare così la specie. I panda giganti hanno un sistema di accoppiamento poliginico e promiscuo, nel senso che i maschi competono per l’accesso a più femmine.
Gran parte della comunicazione tra i panda è basata sul loro affinato senso dell’olfatto; oltre ad usare il fiuto nella ricerca del cibo, questi particolari orsi usano i segnali odorosi per sapere quando si stanno addentrando in territori frequentati da altri panda. La demarcazione tramite tracce odorose sparse per tutto il territorio è di fondamentale importanza nella comunicazione tra individui appartenenti alla stessa specie. È plausibile che le tracce di urina lasciate da un panda gigante siano così personali da poter essere riconosciute a livello individuale, come espressione di un determinato individuo, una sorta di carta d’identità, unica come il DNA che caratterizza ciascun essere vivente. Sempre dalle tracce di urina rilasciate sul terreno da un panda è inoltre possibile per un altro panda, tramite il suo acuto senso dell’olfatto, ricavare specifiche notizie relative all’età, al sesso, allo stadio dello sviluppo riproduttivo e altre informazioni di vitale importanza. La presenza di tracce di urina e quindi tutto il bagaglio di notizie ad esse associate può rimanere a disposizione sul terreno fino a quattro mesi dal momento della emissione e viene utilizzata sia dalle femmine come segnale di richiamo, sia dai maschi per attirare verso di sé femmine pronte ad accoppiarsi.
Le femmine usano quindi le urine per specificare il loro grado di predisposizione all’accoppiamento, comunicando ai potenziali partner che si sta avvicinando il periodo dell’estro o calore, il periodo cioè di massima recettività sessuale, e che quindi nell’arco di pochi giorni saranno disposte ad accoppiarsi e che questo accoppiamento potrà avere elevate possibilità di successo e generare dei cuccioli. Il picco dell’estro dura da 1 a 3 giorni e la gestazione da 97 a 165 giorni.
Durante la stagione degli amori i maschi segnalano la loro presenza marcando chimicamente gli alberi tramite un secreto prodotto da alcune ghiandole situate sotto la coda. Sempre per diffondere il marchio della loro presenza in un dato territorio possono cospargesi di terra e fare un specie di bagno con essa, in modo da impregnare le particelle di polvere del loro odore. Possono anche spaventare i rivali con un particolare atteggiamento: si posizionano a testa in giù, appoggiandosi con gli arti anteriori a terra e tenendo sollevati quelli posteriori. Questa particolare posizione, oltre ad essere una postura intimidatoria, permette ai maschi di riuscire a contrassegnare, attraverso le urine, zone situate più in alto e maggiore è l’altezza in cui si trovano le tracce odorose, maggiore deve essere anche la mole dell’animale, spaventando così i maschi più piccoli.
Il panda raggiunge la maturità sessuale a circa 5 – 6 anni. Di solito gli accoppiamenti avvengono in primavera, tra il mese di marzo e quello di maggio. Il corteggiamento ha inizio con il rilascio sul terreno da parte delle femmine di urine, in modo da fungere da richiamo per i maschi, i quali si riuniscono intorno alle femmine e competono per l’accesso a quelle in estro. Durante questo periodo i panda diventano animali altamente vocali, emettendo una sorta di latrato, simile all’abbaiare di un cane. e i maschi ruggiscono per intimidire gli avversari. Le coppie in fase di corteggiamento emettono invece un suono stridulo, simile al verso di una capra. Le femmine si appollaiano sugli alberi, mentre i maschi rimangono a terra per scacciare i rivali in amore.
Attraverso un processo chiamato “impianto differito”, l’ovulo fecondato subisce poche moltiplicazioni iniziali e giace in un periodo di quiescenza, sospendendo l’immediato sviluppo. Solo verso il mese di giugno o di luglio l’embrione si attacca alla parete uterina e può iniziare il processo di maturazione e crescita vera e propria. Le nascite avvengono nei mesi di agosto e settembre in una tana riparata, costruita dalla madre con dei rami. Di norma vengono alla luce uno o due cuccioli ciechi e senza pelo, che al momento del parto pesano dai 90 a 130 grammi, quasi un millesimo del peso della madre. Capita spesso che la madre si prenda cura solo del cucciolo dominante e che l’altro cucciolo venga rifiutato e lasciato morire inevitabilmente pochi giorni dopo la nascita; vi sono però anche eccezioni a questo comportamento con madri che si prendono cura di entrambi i cuccioli. La scelta a volte obbligata da parte della madre di allevare un solo cucciolo è dettata dall’alto dispendio energetico che avrebbe nel dover allevare più di un cucciolo; con molta probabilità non riuscirebbe fisicamente a far fronte a questo eccessivo stress fisico e non riuscirebbe a garantire a entrambi una buona probabilità di sopravvivenza. Ecco spiegato il perché di una scelta in apparenza così crudele. Il basso tasso di natalità dei panda è paragonabile a quello di altri orsi, così pure come l’alta mortalità infantile.
La madre instaura uno stretto rapporto con il cucciolo, lo tiene sul suo petto senza tener conto delle opposizioni che il cucciolo ogni tanto manifesta; ogni qualvolta il cucciolo si dimena e riesce a liberarsi dall’abbraccio, la madre lo riporta nella corretta posizione sul suo petto. Tra la madre e il cucciolo prescelto si instaura così un solido legame che dura per almeno 18 mesi; la madre nutre e si prende cura del proprio cucciolo con fare amorevole e con molta tenerezza, tanto da poter ricordare le cure di una donna verso il proprio figlio. Il cucciolo assume il latte materno anche 12 volte nell’arco di una giornata, e la madre mantiene il piccolo panda sempre stretto a sé o lo copre con le zampe per scaldarlo, poiché il pelo del neonato è ancora rado e non ha la capacità di proteggerlo dal freddo. Inizialmente la colorazione del manto è bianchiccia e lascia quasi nuda la pelle rosata del cucciolo. Quando comincia a crescere il pelo, le zone che diventeranno nere iniziano a virare verso il grigio e nel giro di un mese il panda assume la caratteristica colorazione bicromatica. A circa un mese, un mese e mezzo, i cuccioli aprono gli occhi e cominciano a spuntare i primi denti da latte. I cuccioli acquistano una certa mobilità a tre mesi e la loro muscolatura comincia a diventare efficace e sempre più forte, tanto da riuscire ad arrampicarsi sulla schiena della madre.
Il gioco rappresenta una parte fondamentale dei rapporti madre – figlio e in questo periodo la madre continua a stimolare e sollecitare i propri cuccioli anche tramite finte lotte. Raggiunti i 7 mesi i cuccioli pesano circa 11 – 12 kg e iniziano a esplorare il territorio arrampicandosi sugli alberi e dormendo distaccati dalla madre; cominciano anche a nutrirsi da soli di teneri germogli di bambù. Il totale svezzamento avviene a circa 9 mesi di età.
Uno dei giochi preferiti dai cuccioli consiste nel far rotolare lungo i pendii delle pietre e mettersi poi all’inseguimento delle stesse per lasciarsi trascinare verso il basso dalla pendenza, scivolando sul ventre. Un altro divertente passatempo per i giovani panda è quello di tentare di afferrare le candele di ghiaccio che pendono dai rami durante i periodi di freddo intenso e agitarle all’aria fino a quando si sciolgono.
Al raggiungimento dell’anno i cuccioli pesano ormai 35 kg e cominciano ad apparire la dentatura definitiva. A 15 - 18 mesi sono del tutto indipendenti e hanno appreso dalla madre tutte le informazioni necessarie per una vita autonoma; arrivati a questo punto avviene il distacco dalla madre che allontana da sé il cucciolo per essere pronta a un nuovo accoppiamento.
È assai raro che un panda gigante si metta a combattere con un proprio conspecifico, preferisce manifestare la sua disapprovazione con un grugnito o tramite il linguaggio del corpo; solo in rari casi abbassa il capo e affronta il proprio avversario. Generalmente è un animale pacifico anche nei confronti di altre specie e non attacca per primo né altri animali né l’uomo; può mostrarsi però violento se provocato o spaventato, anche se di norma quando un panda gigante avverte un pericolo o un suono inconsueto scappa via e abbandona l’area minacciata.
Quando sono soli i panda non sono generalmente degli animali rumorosi, la loro vocalità trova espressione solo nel periodo degli amori. Il suono più comune è una sorta di belato, usato come un richiamo sociale per creare un contatto vocale tra i panda, mentre l’emissione di un cupo lamento, di un ruggito, di un grugnito o di un latrato indica lo stato d’animo del’animale o il suo grado di aggressività.
Al contrario degli altri orsi, i panda non vanno in letargo, ma si limitano a scendere a quote più basse durante il periodo invernale. Sebbene sia prevalentemente terrestre, il panda è in grado di arrampicarsi molto bene sugli alberi della foresta fin dai primi mesi di vita.
Testi tratti parzialmente dalla collana “Atlante degli animali” del Corriere della Sera, anno 2006