NATURA
febbraio 2015
IL PANDA E GLI ANIMALI A RISCHIO DI ESTINZIONE (PARTE OTTAVA)
I NEMICI DEL PANDA - PANDA IN GABBIA
I NEMICI DEL PANDA

Un panda gigante adulto ha pochi nemici naturali. Uno dei più noti è il leopardo delle nevi, il quale può facilmente catturare un cucciolo di panda che vaga lontano dalla madre; altri nemici dei cuccioli di panda possono essere i branchi di cani randagi rinselvatichiti, che possono sferrare un attacco di gruppo a un cucciolo indifeso. Può capitare inoltre che, se una femmina di panda lascia incustodito il suo cucciolo su un albero, un’aquila affamata possa individuarlo e sceglierlo come suo pasto. Anche il Cuon alpino è un suo nemico naturale, ma se inseguito da questo canide si arrampica sugli alber,i dove trova rifugio. A due anni e mezzo di età un panda gigante raggiunge i 22 chilogrammi circa e diventa così molto più resistente verso i suoi nemici naturali.
Un nemico indiretto del panda gigante è il Topo del bambù, che scavando sottoterra si nutre delle radici di questa pianta, danneggiandola irrimediabilmente facendo diminuire a volte drasticamente il prezioso nutrimento del panda.
Ma il peggior nemico del panda è l’uomo. La continua richiesta illegale di pelli di panda, che raggiungono il prezzo di 250.000 dollari l’una, spinge i bracconieri a catturare e ucciderne un esemplare, correndo il rischio di finire in prigione o di essere condannato a morte dal governo cinese. A questa atroce minaccia nei confronti dell’esistenza del panda va sommata la continua crescita demografica umana in Cina, che spinge la popolazione a eliminare intere foreste di bambù per sostituirle con insediamenti urbani o zone coltivabili. È ormai consuetudine che i panda si aggirino per i villaggi alla ricerca di cibo, nutrendosi anche di mais e riso coltivato dai contadini, o addirittura facciano dei raid notturni nelle cucine delle abitazioni o che divorino il pranzo dei contadini mentre questi lavorano nei campi. Spesso per scacciare i panda dalle zone abitate e costringerli a ritornare nelle foreste, i contadini sventolano delle coperte che spaventano gli animali intenzionati a entrare nei villaggi. Attualmente i contadini fanno il possibile per procurare ai panda del cibo ed evitare che distruggano le coltivazioni o danneggino le proprietà: portano ogni mattino del cibo verso le foreste, addirittura uccidono delle capre per portarle ai panda come nutrimento. Alcuni giovani contadini si inoltrano anche nelle montagne per raccogliere il bambù e posizionare le piante nei dintorni dei campi coltivati per distogliere l’attenzione dei panda dalle coltivazioni.

PANDA IN GABBIA

Sebbene in natura i panda giganti si muovano su estesi territori, percorrendo anche distanze di molti chilometri al giorno, in cattività si adattano abbastanza facilmente alla dimensione ristretta di una gabbia. Questa loro capacità di adattarsi alle condizioni di cattività ha permesso fin dall’inizio del Ventesimo secolo la presenza di esemplari vivi in zoo sia in Cina, sia fuori dei confini cinesi.
Già durante la dinastia Tang (618-907) due panda vivi furono mandati in Giappone come ambasciatori della Cina. Nel 1936 Ruth Harkness comprò un panda, chiamato Su–Lin: fu il primo esemplare di panda ad essere importato vivo in America. Successivamente comprò anche Mei–Mei per poter accoppiare i due esemplari, ma senza successo. Su–Lin visse al Brookfield Zoo di Chicago e divenne una celebrità; visse fno al 1938. Nel 1941, Madame Chiang Kai–Shek, moglie del fondatore della Cina nazionalista, spedì Pan-Dee e Pan-Dah al Bronx Zoo di New York, come regalo al popolo americano, e nel 1972 la Cina regalò al presidente degli Stati Uniti R. M. Nixon una coppia di panda giganti, Hsing–Hsing e Ling–Ling, come segno di pace con il mondo occidentale. I tentativi di riproduzione di panda in cattività iniziarono in Cina nel 1955, ma fu solo nove anni più tardi, il 9 settembre 1963, che nacque nel Beijing Zoo, Min –Ming, il primo esemplare di panda gigante nato in cattività; altre nascite si susseguirono in diversi zoo della Cina, dando un motivo di speranza nel difficile cammino per la conservazione della specie.
Al di fuori dei confini cinesi sono nati fino a oggi una ventina di panda nei vari zoo europei e americani; il primo tra tutti fu Xengli nel 1980, in Messico. Attualmente circa 140 panda vengono allevati in cattività, la maggior parte all’interno di centri di ricerca cinesi. All’estero risiedono poco più di una dozzina di individui, sparsi tra San Diego, Atlanta, Washington, Chicago, Città del Messico, Madrid, Berlino, Parigi, Londra e Tokyo.

Testi tratti parzialmente dalla collana “Atlante degli animali” del Corriere della Sera, anno 2006
Gianluca Ferretti e Claudia Fontaneto

 
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