NATURA
ottobre 2014
IL SALICE PIANGENTE
Il Salice piangente era ed è un elemento importante nella costruzione del paesaggio delle pianure irrigue, in particolare della media e bassa pianura padana, ricca di fiumi, canali, rogge e risorgive.
I più bei esemplari si trovavano e si possono ancora osservare presso le grandi cascine dove le rogge venivano anche utilizzate per attingere acqua, per lavare e per altri lavori domestici ed agricoli.
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Con l'abbandono di molte cascine è più difficile capire come questo albero facesse parte del nostro paesaggio agricolo, sopraffatto dalla vegetazione spontanea. Costituisce però ancora uno degli elementi vegetali fondamentale dei relitti dei boschi di ripa della pianura padana.

Il Salice piangente è un albero appartenente alla famiglia delle Salicaceae.
Ha una chioma molto larga e di forma ovale. Sotto la chioma sono presenti ramificazioni pendule che spesso tendono a raggiungere anche il terreno. Le foglie, disposte a spirale, sono di un colore verde molto brillante, tendenti al grigio nella parte inferiore. La loro forma è molto allungata.

Siccome i salici fioriscono in un periodo dell'anno povero di fioritura, le api lavorano attivamente sui fiori per tutta la giornata.
Il polline è uno dei più ricchi, poichè contiene il 4% di azoto ed è ammassato in pallottole grosse, di colore normalmente giallo-chiaro.
In realtà molti mieli definiti di tarassaco all'esame pollinico si rivelano mieli di salice. Comunque, i mieli di salice sono di colore giallo chiaro, cristallizzano in maniera grossolana e presentano un aroma intenso e gradevole.
Il termine salice ha origini celtiche, significa "vicino all'acqua".

Per molti popoli antichi i fiumi presso cui i salici crescevano non erano altro che le lacrime emesse da questi alberi dalle argentate foglie allungate.
Simbolicamente il salice si relazione con il mondo magico dell'acqua.

I druidi celebravano i riti sacri mettendo le offerte in ceste fatte con rami intrecciati di salice. Inoltre gli strumenti musicali che utilizzavano per incantare il popolo, erano costruiti con il flessuoso legno di salice.
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Per gli antichi Greci il salice era un albero collegato al regno dei morti mentre per gli Ebrei il salice era un albero propiziatore di pioggia e venerato dal popolo del deserto, come tutto ciò che è legato all'acqua.

Gli antichi popoli della Mesopotamia curavano le malattie reumatiche e la febbre con il salice, dato che la pianta viveva con i piedi nell'acqua senza avere danni.
La biochimica ha confermato l'antichissima teoria: è noto come il salice contenga la salicina, base per gli antireumatici, antipirettici e gli antinfiammatori.

Per il Cristianesimo il Salice piangente è simbolo di purezza e castità ovvero un atteggiamento prostrato e riverente.
Secondo la leggenda quando Gesù cadde a terra durante la Via Crucis, colpito dalle frustate di un soldato romano, non riuscì più ad alzarsi per il peso della Croce e fu grazie alla pietà di un salice, che abbassando i rami, Gesù potè rialzarsi aggrappandosi ai rami.
Salix babylonica, ovvero il Salice piangente, rappresentò da quel momento simbolo di dolore e lacrime per il mondo cristiano.

In oriente invece il salice ricopre simbologie positive e rappresenta l'immortalità, la spiritualità e l'eternità tanto che il suo legno viene utilizzato per l'architettura sacra.


Fonti:
www.piante.it
www.mieliditalia.it
https://giardinonaiadi.blogspot.it/
Anna Zacchetti

 
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