Recentemente la World Meteorological Organization, ovvero la Organizzazione Metereologica Mondiale, ha reso pubblico uno studio “il Greenhouse Gas Bulletin” nel quale sono riportati dati davvero preoccupanti relativamente alle concentrazioni record di gas serra nell’atmosfera ed alle condizioni del mare che si sta acidificando ad una velocità mai avvenuta in 300 milioni di anni.
La concentrazione di CO2 nell’atmosfera è del 142% superiore a quella dell’epoca preindustriale, quella del metano 253 volte e quella del ossido di azoto 121 volte.
E necessario intervenire celermente per ridurre le emissioni di gas serra, dice il segretario Generale della World Meteorological Organization per evitare che il clima impazzito possa alterare radicalmente la nostra qualità della vita.
Inoltre si riscontra una diminuita capacità di assorbimento dei gas da parte dei meccanismi naturali, quali gli oceani e ciò preoccupa molto gli scienziati.
Oggi gli oceani sembrerebbero avere raggiunto un elevato grado di saturazione.
La loro capacità di assorbire i gas, ad esempio, è ora il 70% rispetto all’epoca preindustriale e si rischia di perderne un altro 20% entro la fine del secolo.
Gli oceani, si legge nel rapporto, assorbono 4 chilogrammi di CO2 per persona al giorno. Il tasso di acidificazione osservato, che è un effetto dell’aumento del livello di anidride carbonica nell’atmosferica, a sua volta contribuisce a diminuisce la capacità di assorbimento: un effetto rimbalzo davvero preoccupante!
«Il biossido di carbonio rimane nell’atmosfera per centinaia di anni e ancor più a lungo negli oceani.
Le emissioni presenti, passate e future avranno un impatto cumulativo sia sul riscaldamento globale sia sull’acidificazione. Ricordiamoci che le leggi della fisica non sono negoziabili,” ha aggiunto Michel Jarraud, segretario generale del Word Mateorogical Organization.
A novembre è atteso un nuovo round di negoziati in vista della conferenza di Parigi del 2015 che dovrebbe portare ad un accordo mondiale sul clima per ridurre le emissioni di gas serra e questa, sei anni dopo il fallimento di Copenaghen, potrebbe essere l’unica (o l’ultima?) opportunità in questo decennio per raggiungere un accordo.
Milioni di persone sono scese in piazza in tremila manifestazioni organizzate in tutto il mondo alla vigilia del summit Onu che ha dato inizio al negoziato che, come già detto, si concluderà a Parigi, nel novembre 2015: per allora avremo bisogno di un accordo globale. Entro marzo, i singoli stati dovranno presentare i propri impegni nazionali.
In Italia ci sono stati appuntamenti in 150 città.
A Roma quello più importante con migliaia di partecipanti riuniti per dire il proprio NO ai cambiamenti climatici e per dare la sveglia ai governi di tutto il mondo.
Un drone è stato utilizzato per riprendere dall’alto un “cuore verde” formato da centinaia di persone che si erano riunite ai piedi del Colosseo, è seguita una biciclettata che si è festosamente snodata verso via dei fori imperiali. Queste immagini unitamente ad altre provenienti da ogni parte del mondo sono state vista da oltre un milione di partecipanti alla “people’s climate march” che si stava svolgendo a New York in Time Square.
All’indomani delle grandi manifestazioni si è tenuta presso il Palazzo di Vetro dell’ONU la prevista assemblea sul clima alla quale hanno partecipato 120 capi di Stato e di Governo. Assenti la Cina e l’India in quanto la Cina chiede di calcolare l’inquinamento pesandolo sulla popolazione residente, il che le consentirebbe di non risultare più il primo paese mondiale per inquinamento prodotto e l’India in quanto contesta alcune delle decisioni che sono state prese in maniera “vincolante” e non come indicazioni di percorso, come vorrebbe.
Incoraggiante la dichiarazione del Presidente Obama che ritiene che se “siamo la prima generazione a sentire tutta la gravità di questo problema, siamo l’ultima in tempo per agire”; per l’Italia il Presidente del Consiglio ha dichiarato che: "quella dei cambiamenti climatici è la sfida del nostro tempo… non c'è tempo da perdere. I nostri figli attendono che a Parigi l'accordo sia vincolante e che i posti di lavoro della green economy siano veri". Per Renzi l’impegno per l’Europa sarà quello di arrivare ai risultati già previsti per il 2020, ma anche entro il 2030, ad un meno 40% di emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 ed entro il 2050 ad una riduzione dell'80-90% sempre rispetto tali livelli ".
In allegato il WMO Greenhouse Gas Bulletin.