NATURA
luglio 2014
IL PANDA E GLI ANIMALI A RISCHIO DI ESTINZIONE SIMBOLO DI UN MONDO CHE SCOMPARE
ANIMALI CHE SCOMPAIONO
Simbolo mondiale della conservazione della natura il panda gigante è annoverato tra gli animali in pericolo di estinzione a causa principalmente della continua frammentazione e riduzione degli habitat in cui vive. Diffuso originariamente in gran parte della Cina, attualmente le popolazioni residue sono limitate alle foreste di bambù e di conifere dei rilievi montuosi della nazione. La sua dieta è composta essenzialmente da bambù, di cui giornalmente deve assumerne grandi quantità. La progressiva riduzione delle foreste quindi limita non soltanto la distribuzione di questo animale sul territorio, ma ne impoverisce anche le risorse alimentari. Attualmente numerosi progetti di tutela e salvaguardia del panda sono stati avviati tramite cooperazioni internazionali, ma il futuro di questa specie, come di molte altre, è ancora incerto. Infatti si possono trovare esempi di animali in via di estinzione in tutte le parti del pianeta, dalle isole alla terra ferma, dal mare alle zone montuose, dai deserti alle foreste tropicali. Numerose e interconnesse possono essere le cause dell’estinzione, ma al giorno d’oggi l’influenza umana gioca un ruolo determinante e una presa di coscienza relativa a questo impatto negativo è necessaria affinché venga fatto il possibile per preservare una ricchezza inestimabile chiamata biodiversità.
In biologia la scomparsa definitiva di una specie, cioè l’estinzione, può essere dovuta a una o più cause concomitanti, ma spesso è difficile definire quale sia la causa principale e quali siano le connessioni tra gli elementi che l’hanno determinata. Le difficoltà che gli animali devono fronteggiare per non correre il rischio di scomparire per sempre possono essere sia di origine naturale sia di origine antropica. Le più comuni sono: l’incapacità di adattarsi alle modificazioni ambientali, le epidemie, le drastiche modificazioni climatiche e la predazione eccessiva, per quanto riguarda i fattori più prettamente naturali. La caccia, la distruzione dell’ambiente naturale e l’introduzione in un habitat di specie che entrano in competizione con quelle autoctone, cioè originarie della zona, per quanto riguarda i fattori antropici. Il termine estinzione viene inoltre applicato anche alla scomparsa di categorie tassonomiche superiori alla specie, come famiglie o ordini. Sebbene normalmente siano gli episodi eclatanti di estinzione di massa avvenuti in ere geologiche passate a destare l’attenzione e la curiosità del pubblico, non va dimenticato che la scomparsa di specie animali e vegetali è un fenomeno che si verifica continuamente anche ai nostri giorni. Oltre alla perdita del suo patrimonio biologico e alla diminuzione della biodiversità, la scomparsa di una specie comporta un’alterazione della catena alimentare, in quanto ogni singola specie costituisce un anello della catena, quindi ha ripercussioni negative anche su altri organismi.
L’uomo ha comunque giocato un ruolo importante nell’estinzione di alcuni animali fin dalla preistoria, anche se è difficile stabilire esattamente quali siano state la dinamiche che hanno portato alla scomparsa di specie vissute nel passato e a partire dal Sedicesimo secolo è diventato il principale responsabile di molte estinzioni. foto
Le cause delle estinzioni avvenute nel corso delle ere geologiche passate sono stati principalmente i cambiamenti climatici e ambientali, come ad esempio le grandi glaciazioni, o la comparsa di specie nuove (speciazione), meglio adattate alle condizioni ambientali di quelle preesistenti e capaci quindi di occuparne la nicchia ecologica. Nel primo caso le specie più sensibili e meno capaci di adattarsi alle nuove condizioni climatiche sono scomparse definitivamente, nel secondo caso le specie preesistenti, per effetto della selezione naturale, hanno dovuto soccombere ed estinguersi, lasciando spazio alle nuove specie. La ricostruzione della cronologia delle estinzioni passate tramite lo studio di reperti fossili mostra una frequenza delle estinzioni non costante nel tempo, ma caratterizzata da alcuni episodi di estinzioni di massa alternati a periodi di incremento della diversità degli organismi. Tra le grandi estinzioni passate di cui si ha testimonianza si può ricordare quella dell’Ordoviciano, avvenuta circa 440 milioni di anni fa ai danni dei due terzi circa delle specie allora viventi, poi quella del Permiano, circa 245 milioni di anni fa, che fu la più catastrofica, e infine l’estinzione del Cretaceo, circa 65 milioni di anni fa, nota per aver segnato la scomparsa dei dinosauri. L’estinzione del Permiano si verificò per cause principalmente climatiche e geomorfologiche e segnò un primo e notevole episodio di estinzione di massa. Gli imponenti movimenti delle terre emerse e la formazione del supercontinente Pangea provocarono l’innalzamento di catene montuose e una notevole riduzione delle zone umide, con un progressivo inaridimento del clima e una massiccia desertificazione di estese regioni. Queste variazioni colpirono soprattutto gli anfibi e forme marine come coralli, brachiopodi, briozoi e molluschi; i trilobiti scomparvero per sempre. Si calcola che si estinse circa l’85 – 90 % delle specie esistenti.
In tempi geologicamente recenti invece, numerosi fenomeni di estinzioni si sono verificati in isole oceaniche, come ad esempio le Hawaii, dove le specie sono vissute per centinaia di anni in assenza di nemici naturali. I predatori, i competitori o le malattie introdotte dall'uomo, provenienti dalle aree continentali, sono responsabili di molte di queste estinzioni, che spesso hanno colpito animali o piante endemiche, cioè originarie di queste aree.
Nonostante le cause di estinzioni passate e recenti siano poco documentate, è stato possibile stabilire quali siano i fattori di minaccia più diffusi, soprattutto in relazione ai cambiamenti apportati dal genere umano nell’ambiente naturale. Le maggiori minacce per gli animali e più in generale per la biodiversità provengono attualmente dall’introduzione di specie invasive alloctone, cioè non originarie del posto, nei vari ecosistemi naturali, dalla frammentazione e dalla perdita di habitat idonei per una determinata specie e dallo smisurato sfruttamento commerciale degli animali per ottenere cibo o altri prodotti. Oltre che queste cause, vanno ricordati altri principali fattori di minaccia, come l’inquinamento, le catene di estinzioni e i cambiamenti climatici.


Testi tratti parzialmente dalla collana “Atlante degli animali” del Corriere della Sera, anno 2006
Vedi l'elenco delle specie animali a rischio di estinzione ( Wikipedia)
Gianluca Ferretti e Claudia Fontaneto

 
stampa articolo
Politica dei Cookie       -       Design & Animation: Filippo Vezzali - HTML & DB programming: Alain Franzoni