ECOLOGIA ED ENERGIA
gennaio 2014
FOCUS DELLA CORTE EUROPEA DEI CONTI SUI FINANZIAMENTI UE ALLE STRUTTURE DI GESTIONE DEI RIFIUTI
Finanziamenti europei e rifiuti, non sempre sono utili per migliorare la politica di gestione dei rifiuti nei singoli Stati

Tutti noi, o quasi, siamo propensi a pensare che gli “aiutini” di Stato o dell’Unione Europea migliorino le performances. Una maggiore disponibilità di denaro comporta, nel nostro immaginario, la possibilità di fare di più o soprattutto meglio. Niente di più sbagliato ! o almeno … questo è quanto afferma la Corte dei Conti europea rispetto ai finanziamenti UE alle strutture di gestione dei rifiuti in alcuni stati membri.
Secondo il focus della Corte dei Conti UE la maggior parte dei paesi che hanno ricevuto finanziamenti dall’Unione Europea non hanno migliorato la loro politica di gestione dei rifiuti, anzi, paradossalmente, i rifiuti prodotti in quegli Stati sono aumentati.
Solo in casi eccezionali si è avuto un miglioramento dovuto alla raccolta differenziata e all’aumento del costo di smaltimento in discarica.
Secondo il focus, ricevere i finanziamenti europei non significa dunque, per i singoli stati membri, modificare,aggiornare, migliorare la loro politica di gestione dei rifiuti, rendendola più vicina a quanto voluto dall’UE nella normativa di settore e nelle linee guida.
Entrando poi nel dettaglio, la situazione sembra ancora peggiore, il focus, ad esempio, prende in considerazione i dati inerenti i rifiuti, il caos, a parere della Corte dei Conti europea, appare totale, i database dei paesi membri sono infatti risultati non affidabili.
La Corte dei Conti europea non attribuisce tutta la colpa ai singoli Stati, anzi raccomanda alle istituzioni europee di rendere più comprensibile la normativa europea in materia di rifiuti, in particolare proponendo precisi obiettivi di prevenzione, chiarendo il concetto di trattamento prima dello smaltimento, sviluppando gli standard di qualità per il compost e fornendo appropriate linee guida, diffondendo le migliori pratiche in relazione alla metodologia da utilizzare per stimare i costi di gestione dei rifiuti e definendo la modalità di gestione delle discariche una volta chiuse.
Al tempo stesso la Corte dei Conti dell’UE raccomanda alla Commissione di non finanziare quei paesi che non implementano misure a sostegno di una corretta gestione dei rifiuti, ad esempio adottando misure informatiche che renderebbero i dati sulla produzione dei rifiuti più affidabili.
La Commissione infine, sempre a detta della Corte dei Conti UE, dovrebbe ridurre il finanziamento qualora non venga applicato dai singoli paesi membri il principio “chi inquina paga”.
Per scaricare il volume dal sito dell'Unione Europea
https://bookshop.europa.eu/en/is-structural-measures-funding-for-municipal-waste-management-infrastructure-projects-effective-in-helping-member-states-achieve-eu-wast
ARPA TOSCANA

 
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