NATURA
ottobre 2013
L'ERICA FIORE DI PACE
fotoErica, è un fiore invernale dai colori che vanno dal bianco alle varie tonalità di rosa .
Gli vengono attribuite proprietà magiche e le sue varietà vengono chiamate anche Erica Multiflora, Erica arborea, Erica carnea, Erica da scope, Erica multiflora.
L'Erica è un genere della famiglia Ericaceae, ci sono circa 700 specie ad arbusto sempreverde con foglie piccole a forma di ago lunghe 2-15 mm. La maggior parte delle specie si trovano in Sudafrica, Africa ed Europa (in particolar modo della regione mediterranea).

Il suo nome deriva dal verbo greco "ereiko", spezzo, rompo, proprio perché l'erica è più forte della dura crosta di terra invernale o della neve che la ricopre, tant'è che la buca senza fatica, emergendo all'aria aperta.

Sia in autunno che in inverno i fiori bianchi o lillà dell’erica si possono vedere sui balconi in città e nei boschi, ma dietro questo fiore si nascondono storie e leggende dal sapore magico.

L'erica è uno dei simboli portafortuna più diffusi in Scozia.
L'uso magico della pianta dice che si tratta di un fiore di pace e di protezione. Alcuni la usano come amuleto poichè è credenza popolare che conferisca una potente protezione. Inoltre, porta pace in casa se viene essiccata ed usata come decorazioni casalinghe, e garantisce sogni sereni quando è appesa in camera da letto. Nell’antichità i rami di erica venivano utilizzati per creare delle scope per spazzare i templi e i luoghi sacri e successivamente, il forno dove cuocere il pane.

L'uso dell'erica per costruire le scope era così diffuso che, in alcune regioni, l'erica stessa viene chiamata scopa e ancora oggi, alcune località soprattutto della Toscana, dove l'erica ricopre a distesa campi e colline, vengono chiamate Scopeto, Poggio delle Scope, Pian di Sco'. Stessa origine dovrebbero avere i paesi di Scopa e Scopello, della Valsesia.

All’erica viene infatti attribuito il potere di scacciare la negatività

I rami di erica un tempo potevano costituire le coperture e le pareti di abitazioni povere e capanni.
Altro utilizzo era quello di mettere sui rami di erica i bachi da seta per ottenerne i bozzoli per la filatura .

La parte inferiore della ceppa, era “cotto” (combustione interrotta) nella carbonaia nel bosco, per ottenere un carbone in grado di sviluppare molto calore. Il carbone da legno d’erica era richiesto nelle officine dei fabbri per la forgiatura del ferro.
Il legno rossiccio di erica arborea è duro e pregiato, inoltre ha capacità di resistere a fuochi di debole entità, per questo è il materiale più utilizzato nella costruzione dei fornelli da pipa. La parte utilizzata per ottenere la pipa è quella nodosa della base, in angolo, il cosiddetto “ciocco”.

La pianta, molto diffusa nel territorio e nelle diverse tonalità, è donata alle persone alle quali si vuole più bene.
Tra le leggende che caratterizzano la fioritura dell’erica bianca si narra dell’esistenza della figlia del bardo Ossian, Malvina, fanciulla molto bella e molto dolce e promessa sposa ad un guerriero valoroso e forte di nome Oscar. Quest’ultimo fu costretto a partire in cerca di fortuna. Ma un giorno di autunno, arrivò presso la sua casa il messaggero del suo amore: Oscar, durante un combattimento, era stato ferito a morte e non sarebbe mai più tornato a casa. Aveva però, prima di morire, raccolto un mazzetto di fiori da donare alla sua amata come segno di amore eterno. All’udire quelle parole, Malvina fuggì verso la collina scoppiando in un doloroso pianto. Una lacrima della giovane, scivolando sui petali dei fiori viola, li fece diventare improvvisamente bianchi. Malvina guardando i fiori allora esclamò “Che l’erica bianca, simbolo del mio dolore, porti fortuna a chiunque la trovi”.

fonti: https://potatore.altervista.org/ , https://giardinodellefate.wordpress.com/f , https://www.pollicegreen.com/, https://erbe-magiche.esoterya.com/
Anna Zacchetti

 
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