

La quercia è il simbolo della forza, della longevità, e della durezza; è un albero di lunga vita e appartiene alla specie di piante più forti.
In relazione all’altezza , all’imponenza , alla resistenza e alla lunga vita della quercia, vengono usate espressioni come "essere una quercia"," forte o robusto come una quercia", riferendosi a persona molto robusta e vigorosa, anche se in età avanzata (quel vecchio montanaro è ancora una quercia).
Anche negli stemmi e gonfaloni la quercia viene usata per simboleggiare la forza della stirpe, la nobiltà e la potenza.
Per molti popoli era considerato un albero sacro, tra cui i Celti, gli antichi Ebrei, i Greci e i Romani.
Al tempo di Abramo, all’ombra della quercia di Sichem crebbero i maghi, che interpretavano i segni dal fruscio delle foglie e dal tubare delle colombe, poiché tra gli alberi era instillato lo spirito.
Sotto una quercia sacra, Sibilla annunciava le sue profezie.
I Druidi praticavano il loro culto in mezzo ai querceti.
La Quercia delle streghe (o Farnia delle streghe) è un albero monumentale di Capannori , nel Parco di Villa Carrara in provincia di Lucca. Si tratta di un esemplare di quercia appartenente alla specie quercus robur molto diffusa in tutta Europa.
L' albero vanta una età approssimativa di 600 anni, e ha un’altezza di 24 metri, un tronco dalla circonferenza di circa 4,5 metri ed una chioma di oltre 40 metri diametro, misure che consentono alla Quercia di essere classificata seconda in Toscana per dimensioni. La particolarità di questa pianta è la tendenza a espandersi in direzione parallela al terreno, cosa non comune nelle farnie di questa famiglia.
La Quercia delle Streghe attualmente è in buone condizioni, nonostante le avventure capitate negli anni.
Nei primi anni del secolo scorso, alcuni vandali spezzarono alcuni rami sedendovici sopra. Successivamente, durante la seconda guerra mondiale, la Quercia fu individuata dagli occupatori nazisti come legna da ardere, ma poi il progetto di abbattere l'albero monumentale fortunatamente sfumò grazie alla mobilitazione degli abitanti di San Martino in colle. In seguito negli anni Sessanta l'albero fu colpito da un fulmine che gli causò importanti danni. Negli ultimi anni ha subito danneggiamenti delle radici per colpa dei troppi turisti che hanno calpestato il terreno intorno alla pianta ed è stata colonizzata da insetti infestanti che nidificano all'interno del tronco.
La leggenda dice che l' espansione della chioma in senso orizzontale sia dovuta al fatto che un gruppo di streghe solesse tenere i loro sabba sui rami della Quercia, da cui il nome "Quercia delle streghe" e che questo abbia causato tale insolito sviluppo dei rami.
Un'altra leggenda invece vuole che questa Quercia sia quella ai piedi della quale il burattino Pinocchio avesse seppellito i denari nel famoso episodio del racconto de Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi
Per i celti i boschi di quercia erano sacri tanto che i druidi celebravano i loro riti nel loro interno. Plinio racconta: “I Druidi - così si chiamano i maghi di quei paesi – non considerano niente più sacro del vischio e dell’albero su cui esso cresce, purché si tratti di un rovere (Quercus petraea). Già scelgono come sacri i boschi di rovere in quanto tali, e non compiono alcun rito religioso se non hanno fronde di questo albero, tanto che il termine di Druidi può sembrare di derivazione greca. In realtà essi ritengono tutto ciò che nasce sulle piante di rovere come inviato dal cielo, un segno che l’albero è stato scelto dalla divinità stessa. Peraltro il vischio di rovere è molto raro a trovarsi e quando viene scoperto lo si raccoglie con grande devozione: innanzitutto al sesto giorno della luna(che segna per loro l’inizio del mese e dell’anno e del secolo, ogni trenta anni) e questo perché in tal giorno la luna ha già abbastanza forza e non è a mezzo. Il nome che hanno dato al vischio significa “che guarisce tutto”. Dopo aver apprestato secondo il rituale il sacrificio e il banchetto ai piedi dell’albero, fanno avvicinare due tori bianchi a cui per la prima volta sono state legate le corna. Il sacerdote, vestito di bianco, sale sull’albero, taglia il vischio con un falcetto d’oro e lo raccoglie in un panno bianco. Poi immolano le vittime, pregando per il dio perché renda il suo dono (il vischio) propizio a coloro ai quali lo ha destinato. Ritengono che il vischio, preso in pozione, dia la capacità di riprodursi a qualunque animale sterile, e che sia un rimedio contro tutti i veleni.”
Il nome "druido" è un termine che potrebbe significare "gli esperti della quercia", le due radici dru-vid contengono il significato di forza e di saggezza che sono rappresentate dal vischio e dalla quercia.
Anche nel mito degli Argonauti la quercia ha un suo ruolo ,infatti l’impresa degli argonauti aveva come scopo quello di recuperare il vello d‘oro, custodito ad Eete appeso ai rami di una quercia sacra protetta da n drago fiammeggiante.
Il culto della quercia apparteneva a tutti i popoli europei: etruschi, romani, scandinavi, slavi, tedeschi, ecc.
Ma oltre i culti e i miti le querce sono coltivate allo scopo di fornire splendidi esemplari arborei, portatori di bellezza, zone d'ombra e ripari dal vento. Godiamo della loro bellezza nei parchi, nei giardini, ed anche nei viali alberati.
“Quando le Ninfe nascono, sulla terra ferace nascono
con loro querce dagli alti rami o abeti,
belli e fiorenti sopra le cime dei monti.
Svettano altissimi, e sono chiamati templi
degli immortali: nessun uomo li recide col ferro.
Ma quando si avvicina il momento della morte
prima i begli alberi inaridiscono sopra la terra,
la loro corteccia si dissecca e i rami cadono,
e subito dopo l’anima delle Ninfe lascia la luce del sole”
da: “Inni omerici di Omero” “Inno ad Afrodite”
Fonti: https://www.giardinaggio.net/giardino/alberi/quercia.asp#ixzz2OTFEfjVU
https://it.wikipedia.org , https://www.gongoff.com/ , https://montebrianza.blogspot.it