aprile 2013
DUE NUOVE RELAZIONI EEA SULLE SPECIE ALIENE
Secondo l'Agenzia Europea per l'Ambiente le specie aliene invasive pongono rischi maggiori di quanto si pensasse per la biodiversità, la salute umana e l’economia.
Un esempio su tutti: la diffusione della zanzara tigre asiatica in Italia a cui sono state collegate più di 20 malattie
L'Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) ha pubblicato nell’ultimo scorcio del 2012 due report, si potrebbe dire, complementari che si occupano della diffusione delle specie esotiche nella UE: “The impacts of invasive alien species in Europe”, che ne dettaglia gli effetti e la diffusione e “Invasive alien species indicators in Europe”, dove viene discusso l’approccio metodologico della ricerca. Una specie esotica, o non nativa, è un organismo che gli esseri umani hanno introdotto, intenzionalmente o accidentalmente, in un altro habitat e si ritiene “invasiva”' se ha effetti negativi sull’ambiente circostante, per es. se entra in competizione con le specie autoctone che si sono evolute senza adattamenti specifici per affrontarla per cui rischiano di essere decimate. Ci sono più di 10.000 specie esotiche presenti in Europa, con un tasso di introduzione in progressivo aumento e almeno il 15% di queste specie aliene hanno un impatto ecologico e economico negativo.
Il rapporto osserva che la ragione più comune per l’introduzione di specie esotiche è l’orticoltura, ma vi sono altri motivi tra cui la caccia e la pesca, oppure vengono importati come animali domestici. Talvolta il trasporto non è intenzionale, come nel caso delle cozze zebra presenti nelle acque di zavorra delle navi e poi diffusesi nei laghi europei. In questo caso si sono registrano anche affetti positivi, infatti si sono rivelate un nutrimento importante per alcuni pesci, gamberi e uccelli e sono state in grado di aumentare la trasparenza dell'acqua perché in grado di contrastare l’eutrofizzazione e l'inquinamento da attività umane.
Anche l'aumento del commercio e del turismo degli ultimi decenni ha influito sull’ingresso di nuove specie esotiche, così come il cambiamento climatico ha svolto un ruolo nella diffusione di queste specie, rendendo alcune zone più favorevoli per la diffusione di piante e animali che vivevano originariamente altrove. Le specie esotiche invasive sono attualmente una delle principali minacce per la biodiversità, infatti delle 395 specie europee autoctone classificate come in pericolo di estinzione nella Lista Rossa IUCN(International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources) 110 lo sono a causa di specie esotiche invasive, tanto che la lotta alla loro espansione è uno dei punti della nuova strategia per la biodiversità dell’UE fino al 2020. Per gli esseri umani, uno degli effetti più pericolosi delle specie esotiche invasive è che costituisco vettori di malattia, come nel caso della zanzara tigre asiatica a cui sono state collegate più di 20 malattie, tra cui la febbre gialla e la febbre chikungunya. Giunta in Europa soprattutto attraverso il commercio intercontinentale di pneumatici usati, è ora diffusa in molti paesi dell'Europa meridionale, in particolare in Italia. Vi sono però anche casi non così “definiti”, per esempio il gambero rosso di palude è sì portatore della "peste del gambero", malattia che spesso si rivela mortale per gamberi autoctoni che non si sono evoluti per far fronte alla malattia, ma è altresì vero che in Italia e Spagna si è avuto un aumento di garzette, aironi rossi, cormorani e di specie in via di estinzione, come il tarabuso, grazie alle alte densità di questa specie di gamberi .
Anche i cambiamenti climatici favoriscono la diffusione delle specie esotiche, come nel caso dell’Ambrosia, originaria del Nord America e i cui semi sono giunti in Europa nei mix di cereali destinati all'alimentazione degli uccelli, che è un innesco potente della febbre da fieno e di altre allergie. Le specie esotiche invasive possono anche influire sulla fisionomia del paesaggio, ad esempio il coleottero punteruolo rosso della palma sta distruggendo un gran numero di palme nella regione mediterranea, fra cui l’Italia, trasformando gli spazi verdi nelle città e determinando anche danni economici.Si stima che annualmente le specie aliene invasive costino all’Europa circa 12 miliardi di euro all'anno, basti pensare ai danni che possono provocare ai boschi e alle colture, come nel caso della lumaca spagnola e dello scoiattolo grigio.
Il modo migliore per affrontare le minacce provenienti dalle specie esotiche invasive è con una combinazione di misure di prevenzione, di diagnosi precoce e di risposte rapide alle incursioni di nuove specie; sfortunatamente però, finora, a causa della mancanza di informazione e sensibilizzazione, e in assenza di una legislazione armonizzata a livello europeo, la questione specie esotiche invasive e il loro impatto è stato spesso sottovalutato.
ARPA Toscana